mercoledì 16 dicembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Valentina Marchese, autrice del libro “Trecentosessantacinque giorni”.

Valentina Marchese nasce e vive a Catania. Dal 2003 lavora come insegnante presso un asilo privato di Catania, sezione nido e materna. È autrice di diverse recensioni e ha curato la stesura di sceneggiature tratte dai suoi romanzi, “Trecentosessantacinque giorni”, edito da Eden Editori, è il suo romanzo di cui oggi vi parleremo.

Il libro: “Un’attesa di trecentosessantacinque giorni da parte del protagonista è il tema su cui si basa l’evolversi dell’intero romanzo. Un anno di mancanza, di dolore, di nostalgia. Ma c’è un tempo in cui ogni uomo deve trovare la forza di reagire,di metabolizzare, di capire, di continuare a vivere nonostante tutto. Questa forza il protagonista la riesce a trovare grazie all’incontro con un anziano, Antonio. Quest’ultimo gli racconterà del suo passato, portandoci a vivere nella fine degli anni ’50. Antonio supera la morte del padre e, con i suoi vent’anni, mantiene la madre continuando a studiare per diventare avvocato. Quasi parallelamente la vita gli fa conoscere due volti dell’amore. Entrambi saranno sentimenti importanti ma, profondamente diversi. Un finale che lascia al lettore un messaggio importante. Nessuno può rubarci l’eternità e i sogni. Perché si può davvero amare qualcuno per sempre, anche solo dentro di noi.”
Valentina Marchese si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.


Pietro De Bonis: Benvenuta, Valentina!Trecentosessantacinque giorni” (Eden Editori), un romanzo che parla di un’attesa, è così?

Valentina Marchese: Si.  Non credo esista attesa più importante del ritorno di chi si ama davvero.

Pietro De Bonis: Si è fatto attendere anche nel farsi scrivere?

Valentina Marchese: No. Trecentosessantacinque giorni è stato scritto in meno di un mese e l’ispirazione è arrivata all’improvviso… Così un giorno di settembre mi sono seduta davanti al pc e ho iniziato a scrivere.

Pietro De Bonis: Il protagonista riesce a trovare la forza di vivere tramite l’incontro con un anziano signore, Antonio.

Valentina Marchese:  A volte nella vita serve qualcuno che sproni l’altro, che faccia aprire gli occhi, che lasci il suo esempio. Antonio è colui che aiuta il protagonista a scoprire quello che già sapeva, solo che lo aveva nascosto dentro.

Pietro De Bonis: Le parole degli anziani, immagino la figura dei nonni, ci aiutano sempre a vivere meglio: quanto il rapporto con i tuoi nonni, se vuoi dircelo, ti ha aiutato nella stesura di questo romanzo? Se di rapporti con loro ne hai avuti.

Valentina Marchese:  Purtroppo sono cresciuta senza nonni per svariati motivi. Credo però che la loro saggezza sia un qualcosa di speciale.

Pietro De Bonis: Ci leggi un piccolo passo diTrecentosessantacinque giorni”?

Valentina Marchese: “L’ amavo nel bisogno di condividere i suoi giorni con i miei, e poi ancora le sue paure, le sue gioie e le sue lacrime. Non era forse anche questo, l’amore? Era un amore puro, che non conosceva altro se non il bisogno di sentirla accanto a me, nella vita di ogni giorno.”

Pietro De Bonis: Il messaggio che vuoi lasciare al lettore è quindi quello di un amore universale, vero, che non ha distinzione di sesso.

Valentina Marchese: Esattamente. Pur non essendo un romanzo autobiografico mi sono concentrata sul tema dell’Amore universale. E poi sono rigorosamente contro l’omofobia.
L’ Amore è un diritto di tutti. Così l’ho scritto in modo che chiunque leggerà il mio romanzo, omosessuale o eterosessuale, potrà identificarsi. Io ho voluto scrivere questa storia per Tutti.  Raccontare l’ Amore senza bisogno di legarlo solo al sesso. L’Amore vero e puro non ha bisogno di nulla. E’ talmente grande che si nutre solo di se stesso.

Pietro De Bonis: A proposito del lettore, che rapporti hai scelto di instaurare con lui, venendo te già da diverse pubblicazioni? Quanto ascolti ora le critiche?

Valentina Marchese:  Le critiche sono state e saranno sempre ciò che cerco. Mi sono servite per crescere e maturare nella scrittura. Sarò sempre ben disposta ad ascoltare i giudizi dei miei lettori e aperta nel confrontarmi con loro.

Pietro De Bonis: Bastano le parole di chi ha già ampiamente vissuto a far comprendere a un giovane il vero significato dell’Amore, Valentina?

Valentina Marchese: Naturalmente non bastano da sole, ma sono comunque importanti.  Chi ha già vissuto conosce le emozioni che derivano da quella determinata esperienza. Così chi ha conosciuto l’Amore può raccontarlo, e chi lo ascolta può trarne beneficio ed esempio. Poi naturalmente ogni emozione deve essere vissuta personalmente.

Pietro De Bonis: Nel tuo libro affronti anche il tema della violenza sulle donne, e non per caso hai deciso assieme alla tua casa editrice, di far uscire Trecentosessantacinque giorni” nel mese in cui ricorre la giornata dedicata a questi tristi accadimenti. Una tua considerazione a riguardo.

Valentina Marchese: Purtroppo la violenza sulle donne è un tema molto attuale. Trovo che sia un qualcosa per cui bisogna combattere perché determinati episodi non accadano più . Inserire un tema simile nel mio romanzo non è stato facile, ma ho voluto farlo per esprimere quello che sentivo dentro a tal proposito.

Pietro De Bonis: Grazie, Valentina, per questa intervista. Lasciaci con ciò che più desideri dire.

Valentina Marchese:  Grazie a Lei Signor De Bonis per il tempo che mi ha dedicato. Mi auguro soltanto che il mio romanzo arrivi al cuore di molte persone, lasciando ad ognuno un’ emozione.



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