mercoledì 16 dicembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Rino Rondinella, autore del libro “Ultima notte di neve”.

Rino Rondinella è nato a Catania il 4 Marzo del 1966. Dopo essersi diplomato ha deciso di trasferirsi in Germania dove lavora presso una compagnia aerea tedesca. La Sicilia e la Germania, sono i luoghi che hanno ispirato le storie del suo romanzo “Ultima notte di neve” (Eden Editori), di cui oggi vi parliamo.

Il libro: “Un incontro inaspettato tra due anime nobili, Grete e Maria. Due donne si ritrovano a parlare delle loro vite terrene in Paradiso. Un luogo in cui il passato e il futuro si fondono in un eterno presente. Sono state attratte l’una dall’altra... apparentemente senza motivo. Un motivo che esiste e che le porterà alla vera felicità. Insieme. In Paradiso, Grete e Maria, sapranno leggere con occhi diversi una vita spesa al servizio del bene, ma graffiata da sofferenze e lacerazioni, che ora scopriranno essere state preparatorie di una felicità superiore.”


Rino Rondinella si è reso molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Patrizia Dassisti, autrice del libro “Vinci le difficoltà!”.

Patrizia Dassisti nasce a Torino nel 1980, laureata nel 2013 in scienze infermieristiche è educatrice d’infanzia, ha sempre avuto interesse del mondo dei bambini e un forte desiderio di aiutare a migliorare la vita delle persone in difficoltà, grandi e piccole. Per questo a intrapreso la via del coaching frequentando il master Real ResultCoaching, diventando Life ed Educational Coach. “Vinci le difficoltà! – E riscopri la tua nuova vita” è il suo libro di cui oggi vi parliamo.

Il libro: “Nella vita accadono eventi, che non riesci a spiegarti, non trovi le ragioni, quando da bambina hai paura di tutto, ma nessuno ti spiega, quando crescendo cerchi  un dialogo e non lo trovi.  Quando hai sempre fatto di tutto per essere una figlia degna di quel nome ma a poco è servito, quando ti sposi o intraprendi una relazione e scopri che… il peggio doveva ancora arrivare. Inizi a soffocare tutto dentro, perché hai paura di raccontare, paura di vivere.  Passano gli anni e pensi che la soluzione possa essere solo qualcosa di estremo. Rimani salda alla tua ancora, perché e li che troverai la ragione della tua vita e da lì ripartirà il tuo mondo. Io ho fatto così e stata quell’ancora che mi ha guidata.”

Patrizia Dassisti si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Valentina Marchese, autrice del libro “Trecentosessantacinque giorni”.

Valentina Marchese nasce e vive a Catania. Dal 2003 lavora come insegnante presso un asilo privato di Catania, sezione nido e materna. È autrice di diverse recensioni e ha curato la stesura di sceneggiature tratte dai suoi romanzi, “Trecentosessantacinque giorni”, edito da Eden Editori, è il suo romanzo di cui oggi vi parleremo.

Il libro: “Un’attesa di trecentosessantacinque giorni da parte del protagonista è il tema su cui si basa l’evolversi dell’intero romanzo. Un anno di mancanza, di dolore, di nostalgia. Ma c’è un tempo in cui ogni uomo deve trovare la forza di reagire,di metabolizzare, di capire, di continuare a vivere nonostante tutto. Questa forza il protagonista la riesce a trovare grazie all’incontro con un anziano, Antonio. Quest’ultimo gli racconterà del suo passato, portandoci a vivere nella fine degli anni ’50. Antonio supera la morte del padre e, con i suoi vent’anni, mantiene la madre continuando a studiare per diventare avvocato. Quasi parallelamente la vita gli fa conoscere due volti dell’amore. Entrambi saranno sentimenti importanti ma, profondamente diversi. Un finale che lascia al lettore un messaggio importante. Nessuno può rubarci l’eternità e i sogni. Perché si può davvero amare qualcuno per sempre, anche solo dentro di noi.”
Valentina Marchese si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Valentina Orsini, autrice del libro “Caramelle al gusto arancia”.

Valentina Orsini, dopo la laurea in letteratura, musica e spettacolo avvia una carriera nel mondo della critica. A questa affianca l’attività di blogger, speaker radiofonica, ma soprattutto il suo “lavoro” preferito: fare la mamma. “Caramelle al gusto arancia” (Edizioni Leucotea) è il suo romanzo appena sfornato, e di cui oggi vi parleremo.

Il libro: “Anna ha vent’anni e la voglia di vedere i suoi sogni realizzati. La sua vita scorre tranquilla, famiglia, università il suo ragazzo e Carlotta la sua migliore amica riempiono le sue giornate fino a quando si ritrova improvvisamente sola. La scoperta di una gravidanza non prevista la getta in un vortice di incertezza e paura, non sapere quale sia la scelta giusta si contra con il terrore di essere giudicata da quelle persone che la dovrebbero sorreggere. Il difficile percorso che la porterà a decidere di interrompere la gravidanza e il bisogno di essere accettata, perché se pur sua non è né una scelta facile né priva di strascichi e risvolti dolorosi.” 

Valentina Orsini si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Fernanda Raineri, autrice del libro ““La Mongolfiera, il Monte Tambura e il tappeto volante”.

Fernanda Raineri è nata in Versilia, a Massa Carrara. Fin da piccola ha avuto passione per il disegno e la poesia. Passioni che ha tralasciato durante la gioventù, ma che ha sentito il bisogno di tornare a coltivare, in questi ultimi anni, precisamente dal 2003. Molte delle sue poesie e racconti, sono stati premiati in concorsi nazionali ed internazionali ed inseriti in antologie di diverse case editrici. La sua silloge poetica di 60 componimenti, è stata pubblicata a Gennaio 2012, dalla casa editrice Edizioni la Gru di Padova, con il titolo Pulviscolo di stelle. Ad Aprile 2013 è stata pubblicata la sua antologia di racconti dal titolo “Miracolo a Fortaleza” dalla casa editrice Digital Index di Modena. Nel 2015 sono state autopubblicate le nuove edizioni dei suoi libri “La mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante”  (anche in lingua inglese e di cui oggi vi parleremo) e “Il Libro Blu”.

Il libro: “La storia è ambientata in Versilia, immersa nella lussureggiante natura della catena delle Alpi Apuane. Stella e sua sorella Glenda, assieme ai due amici Rebecca e Frank, appena arrivati dagli Stati Uniti, restano coinvolti in una serie di eventi incredibili, al limite del soprannaturale. Tutto ha inizio con un viaggio in mongolfiera fortemente voluto dai ragazzi, nonostante le perplessità mostrate dai genitori. Ma quella che parte come un’esperienza unica si trasforma presto in dramma: i quattro, assieme ad Alfred, il giovane pilota turco della mongolfiera “Nautilus”, a causa di una turbolenza precipitano nel bel mezzo del bosco. Stella e i suoi amici non si perdono d’animo e si avviano in cerca di un sentiero che li riconduca a casa. La loro attenzione viene attratta da una giovane volpe che, spaventata, trova rifugio in una fessura nella roccia: incuriositi si avventurano attraverso l’apertura, scoprendo una grande grotta sotterranea, e trovando prima alcune monete antiche, poi un vero e proprio tesoro… E questo è solo l’inizio di un viaggio che li condurrà sempre più in fondo nelle viscere della terra, in ambienti tanto straordinari quanto misteriosi, popolati da esseri fantastici…”

Fernanda Raineri si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Fabrizio Biondi, autore del libro “Social Killer”.

Fabrizio Biondi ha 53 anni ed è al suo terzo libro. Ha iniziato a scrivere circa due anni fa, pubblicando un romanzo ambientato ad Ascoli Piceno, sua città natale, “Sei giorni in provincia”, ispirandosi al film del 1972 Alfredo Alfredo, pensando a un amaro ritorno del protagonista alle sue origini. Il secondo libro, “Quella parte di me che sto cercando”, pubblicato ha invece una forte impronta autobiografica, e narra le vicende di un ragazzo affetto da una patologia che lo porterà ad affrontare un trapianto, ma soprattutto lo farà confrontare con il coraggio di chi dona, misurandone il valore sui propri sentimenti, in un viaggio alla ricerca del suo donatore. Con “Social Killer”, di cui oggi vi parleremo,  si cimenta per la prima volta con una grande passione: il giallo.

Il libro: “Andrea è un ex giornalista dai trascorsi impegnati, che ha pagato a caro prezzo le scelte fatte e anche quelle non fatte. Solitario, riservato, geloso dei suoi spazi, si ritrova catapultato in una vicenda di cronaca nera dai risvolti inaspettatamente “social”, in cui reale e virtuale finiranno col fondersi e confondersi a scopo criminale. Amicizia, potere, etica e vendetta per un giallo mozzafiato che corre sul filo del web, dove i social network giocheranno un ruolo fondamentale, incrinando la fiducia e la leggerezza con cui ogni giorno entrano nella vita di tutti.”

Fabrizio Biondi si è reso molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Giacinto Spigarelli, autore dei libri “Zero amore” e “L’Infante e la Bestia”.

Titolare di un sito web di informazione relativa alla questione della violenza il cui fine è quello di incoraggiare, quando vi siano elementi utili nella vita personali dei visitatori a riconoscersi in situazioni simili a quelle offerte nel sito, a richiedere soccorso alle strutture specializzate mediante link che dirottano gli stessi su chat del “Telefono azzurro” o sui siti di “telefono donna”, “telefono rosa” ed altro, fornendo di essi i numeri di telefono. Nome del sito: zeroamore.jimdo.com. Giacinto Spigarelli ha scritto due romanzi, “Zero amore” e “L’Infante e la Bestia”, di cui oggi vi parleremo.

Zero Amore: “L’ispettore Mandorlini viene interessato dal suo commissario ad indagare su un delitto di cui non sono disponibili né utili testimonianze né indizi particolari. La fama dell’ispettore lo porta a doversi interessare ai casi più difficili, quelli per i quali solo l’ingegno e il carattere di un grande uomo possono sbrogliare una matassa. Di seguito al delitto precedente, una chiamata dall’ ospedale avvisa il commissariato del ricovero di una giovane paziente in gravissimo stato di choc. Le caratteristiche dell’ispettore, i suoi rituali e le “amicizie particolari”, faranno la differenza per portare alla luce, non solo la causa del ricovero della giovane paziente, ma addirittura la sua identità e la sua residenza: seppur in stato di choc, la paziente stringe in mano un piccolo oggetto che l’ispettore porterà via con sé pur non sapendo cosa sia e a cosa possa essergli utile... “

L’Infante e la Bestia: “Tratto da una storia vera, questo testo vuole essere spunto di riflessione per chi sa e per chi non sa che esistono fantasmi in armadi molto vicini a noi: nostri simili che vediamo ogni giorno ma che preferiamo definire fantasmi per illuderci che non esistano. Un libro da leggere, un libro su cui meditare per accrescere la propria consapevolezza. Un libro utile a molte donne-fidanzate-mogli-madri, per liberarle dal mostro prima che sia troppo tardi. Un libro per accrescere un senso di cittadinanza solidale fondata sull'empatia piuttosto che su aleatorie informazioni che non rendono viva la gravità di queste esperienze.”

Giacinto Spigarelli si è reso molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Teresa Antonacci, autrice del libro “La casa della domenica”.

Teresa Antonacci è una iperattiva dirigente di Poste Italiane, oltre che moglie e madre di tre figli, di cui due affetti da patologie dello spettro autistico. Anche la sua iperattività del resto è certificata, non è un modo di dire... si chiama sindrome ADHD. La vocazione per la scrittura nasce dalla passione per la lettura. Ha scritto il primo libro di pancia “Lasciami sognare” (Schena editore – 2012) ed è pure andato bene. Nel frattempo, divenute evidenti le problematiche dello spettro autistico che riguardano la sua famiglia, si è detta: perché non scrivere una storia che affrontasse in maniera pratica le nostre quotidianità? Di qui è nato “Rinascerò pesce” (Schena editore - 2014) e poi, nel 2015 “C'è modo e modo”, che ne è il sequel, fortemente richiesto da chi aveva letto la storia d'amore di Chicca e Enrico. Ma “La casa della domenica” è il romanzo suo di cui oggi vi parleremo.

Il libro:Una donna potente. Un incidente. Un figlio in pericolo. Un incontro inaspettato. Un uomo molto più giovane che le cambia il passo della vita. Può un innamoramento svelare le menzogne del cuore e i ricatti della comune morale? Stimolare riflessioni e ripensamenti, dubbi e sensazioni mai provate? In un crescendo di casualità causali, si può scegliere se restare o andare, con il cuore sempre sull'uscio?”

Teresa Antonacci si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.