martedì 15 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Wally G. Fin e alle sue due serie di libri.






















Nato a Roma, cresciuto fra Roma, Bari, Padova, Bologna e Genova, dopo la laurea in Ingegneria,Wally ha sempre lavorato all’estero, in cantieri di montaggio di impianti industriali. Da giovane hvissuto e lavorato per oltre ventitre anni in paesi come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Abu Dhabi, Australia, Malesia, Tailandia e tanti altri. L’ultimo paese dove ho lavorato a lungo è stato la Tailandia, apprendendo un’effettiva conoscenza della stessa e dei tailandesi, e anche dell’Australia dove ha vissuto e lavorato quasi cinque anni. Tutte queste esperienze hanno generato gli sfondi sviluppati nei suoi romanzi, insieme a una serie di aneddoti, di commenti e di impressioni personali sui paesi, e sulle mentalità e culture dei popoli coinvolti. 

I libri della serie Eroi Imperfetti di Wally G. Fin sono: “Una vacanza pericolosa”, “Missione in Australia”, “La macchina del tempo”, “Minaccia letale”. I libri della serie Cinque anni in… sono: “5 anni in Iraq”, “5 anni in Australia”.
Eroi imperfetti - Una vacanza pericolosaMarco è un giovane ingegnere che lavora in Malesia e prende l’aereo per tornare in Italia in vacanza. Sull’aereo incontra la bellissima hostess Tailandese Bia e i due si trovano coinvolti in un tentativo di dirottamento tipo 11 Settembre, effettuato da parte di terroristi kamikaze. Con fortuna e incoscienza Marco riesce a sventare il dirottamento, a salvare l’aereo e Bia…”

Eroi imperfetti – Missione in Australia: “Le ferite subite da Marco e Bia durante l’ultimo attentato sono appena guarite e i due vengono chiamati dall’Intelligence per una prima missione di “tutto riposo”. Arrivati in Australia, i due riescono casualmente a sventare un ennesimo tentativo di dirottamento aereo…”

Eroi Imperfetti - La Macchina del tempo: “Bia e Marco stanno terminando un breve periodo di addestramento presso il Mossad. Improvvisamente vengono chiamati per una missione a New York, richiesta da CIA ed FBI. Marco, in collaborazione con gli americani, deve attirare in trappola un fantomatico gruppo di terroristi che pare stia architettando qualche terribile attentato. Ma accade qualcosa di incredibile...

Eroi Imperfetti – Minaccia LetaleBia e Marco, richiamati in servizio dall’Intelligence Tailandese, stavolta devono compiere una semplice perlustrazione. Fingendosi una qualunque coppia di turisti a bordo di uno yacht a noleggio, devono individuare un’isola nello sconosciuto Arcipelago Mergui, a largo della Birmania: un’isola ove pare sia in preparazione qualcosa di sospetto...


Cinque anni in IraqRacconta le mie peripezie giovanili e le mie avventure lavorative in Arabia e Iraq negli anni 80.

Cinque anni in Australia“Più o meno “autobiografico”, racconta le peripezie giovanili e leavventure lavorative all’estero negli anni 87-93 di Wally. 


Wally G. Fin si è reso molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.


Pietro De Bonis: Ciao, Wally! In questa intervista parleremo delle tue due serie di libri, “Eroi Imperfetti” e “Cinque anni in…”; tutte scaturite immagino dai tuoi numerosi viaggi per il mondo.

Wally G. Fin: Sì, in gran parte almeno. La serie “Eroi Imperfetti”raccoglie quattro romanzi autoconclusivi che definirei Spy-Fi, quindi di avventura, spionaggio, azione, amore, viaggio. Sono romanzi di fiction ma in qualche modo rispecchiano la mia vita di lavoro all’estero durata oltre vent’anni. Quindi i miei romanzi prendono spunto dalle mie esperienze personali e riflettono la mia visione del mondo, personale e politicamente scorretta quanto si vuole, ma MIA. Sono romanzi semplici e lineari che si possono leggere individualmente o in qualunque ordine: una serie, insomma, sul genere dei libri 007 di Ian Fleming, o dei libri Jack Reacher di Lee Child, o dei telefilm “Law and Order”. Invece i racconti “Cinque anni in…” sono pseudo-autobiografici: la mia vita in posti assurdi narrata in prima persona con uno stile scanzonato e (credo) divertente, arricchite da vari aneddoti assurdi realmente avvenuti e da numerose fotografie.


Pietro De Bonis: Leggo che ti sei divertito a scrivere la quadrilogia di Eroi Imperfetti, una scoperta quest’ultima o ritenevi la scrittura divertente solo per chi legge?

Wally G. Fin: Nessuna scoperta. Mi è sempre piaciuto e da sempre desideravo scrivere. Sin da ragazzo avevo scribacchiato alcuni racconti in era pre-computer, quindi ormai irrimediabilmente perduti. Poi nella mia vita lavorativa ho sempre scritto moltissimo, ma solo documenti di lavoro, relazioni tecniche, procedure, specifiche, contratti, verbali, lettere e memorie. Sono sempre stato un lettore accanito, di narrativa fiction contemporanea, azione, thriller, fantascienza. Ma non ho mai avuto il tempo di scrivere. Prima l’università di Ingegneria e poi il mio lavoro mi assorbivano talmente da rendere impossibile qualunque hobby. Dal 1979 al 2006 ho sempre lavorato una media di 11-12 ore al giorno per almeno 6 giorni la settimana. E non un lavoro “statale” a scaldare la sedia: Tecnico trasfertista estero (e poi manager) per ditte private di montaggi industriali, ove a fine mese bisogna fare il risultato se no ti cacciano via. E negli ultimi anni la ditta era la mia… peggio ancora! Come se fossero state 11 ore al giorno in sala operatoria con il cuore e i polmoni del paziente sparsi sul tavolo e tutte le apparecchiature che non funzionano! Solo negli ultimi anni, col diradarsi degli impegni di lavoro, ho avuto il tempo per scrivere.

Pietro De Bonis: Non ami particolarmente i personaggi dei tuoi racconti, vero?

Wally G. Fin: No, non è vero. Amo moltissimo i miei personaggi. Soprattutto Bia, l’eroina della mia serie. È la quintessenza della donna dei miei sogni. Un personaggio inesistente anche perché è troppo perfetta per essere vera. Ma nel contempo la sua personalità, bellezza, intelligenza e femminilità, unite ai suoi piccoli difetti, rendono difficile che risulti antipatica, nemmeno alle lettrici.


Pietro De Bonis: L’idea di scrivere romanzi in serie quando ti è nata? E’ stata una tua precisa meta sin dalla prima stesura del primo racconto, o successiva?

Wally G. Fin: Scrivere una serie non è solo più facile e divertente: è un privilegio per l’autore, che (come nel mio caso) essendo indipendente, può scrivere quello che vuole, senza sottostare ai dictat delle case editrici. La cosa mi è venuta naturale: avevo altre idee da raccontare e mi è sembrato meglio usare le ambientazioni e i personaggi già sviluppati, facendoli crescere e cambiare con il passare del tempo. Comunque ognuno dei miei romanzi è indipendente e autoconclusivo.


Pietro De Bonis: La serie “Cinque anni in…”, precisiamo, non è il seguito della “Eroi Imperfetti”, ma racconti indipendenti.

Wally G. Fin:  Come accennato sopra, “Cinque anni in Iraq” e “Cinque anni in Australia” sono racconti quasi-autobiografici, che descrivono la mia vita assurda, impegnato nella costruzione di orribili impianti industriali in paesi difficili ed alle prese con colleghi fantozziani.


Pietro De Bonis: Wally, chi sono gli eroi imperfetti?

Wally G. Fin:  I miei libri sono semplici: hanno solo due personaggi principali: Marco e Bia. I quali diventano decisamente Eroi, come si vede leggendo i romanzi. E allora perchè “Imperfetti”? Perchè i due, coinvolti fortunosamente in incredibili avventure, in fondo non sono affatto eroi... e tantomeno sono perfetti: sono due giovani normali, con le loro vite e culture diversissime, le loro idiosincrasie e i loro pregiudizi, uniti solo da una strana attrazione che in breve li unisce in un amore passionale ed erotico, mentre vengono inseguiti per mezzo mondo da killer spietati. Finché non diventeranno micidiali agenti segreti e saranno loro a braccare i terroristi.


Pietro De Bonis: Ci leggi qualche riga di uno dei tuoi romanzi?

Wally G. Fin:  Okay: prendo l’incipit del quarto romanzo “Minaccia Letale”:
--- Bia non ci poteva credere. Aveva appena fatto allontanare i suoi compagni e non si aspettava nessun problema. Era tranquilla, stesa carponi sull’erba a tenere d’occhio la vallata semibuia che si apriva sotto di lei. La valle di una sconosciuta isola Birmana, ove la più temibile potenza mondiale stava architettando qualcosa di inimmaginabile... di indicibilmente perverso.

All’improvviso avvertì una presenza, un movimento alle sue spalle: si sentì prendere per la collottola come un gatto, sollevare di peso e sbattere contro un cespuglio lì dietro, con un volo di tre metri.
“Cazzo!” pensò, “alla fine le sentinelle c’erano!”. Mentre si rialzava la sua mano corse automaticamente alla pistola. Ma il suo assalitore era veloce oltre che grosso. Gliela fece volare via con un calcio al braccio che la spinse a indietreggiare contro un albero. Ci fu un attimo di pausa e Bia poté osservarlo per la prima volta. Era un soldato, un uomo giovane, alto più di due metri, tanto grosso da sembrare gargantuesco, nella tuta mimetica fradicia che gli stava stretta attorno al torace. Torace largo come quello di un cavallo. A Bia piaceva l’aggettivo “gargantuesco” e non aveva mai avuto l’opportunità di usarlo... Ma non era certo il momento di divagare. 
L’uomo enorme che aveva davanti la guardava con occhi maligni, porcini, affondati nelle pesanti arcate sopracciliari. Anche lui la stava studiando. Aveva la faccia rude, che sembrava intagliata in un tronco di legno, una mascella gigantesca e una bocca sottile, incurvata in un sorriso cattivo. Impugnava un moderno fucile M4 che sembrava un giocattolo nelle sue mani immense; ma non glielo puntava contro, anzi, vedendo che l’intruso era una ragazzetta asiatica di corporatura minuta, lo appoggiò a terra di lato, senza perderla d’occhio. La guardava con cattiveria: voleva farle del male a mani nude.
Bia non ci poteva credere. Era da sola, in un angolo di foresta tropicale di un’isola sconosciuta, nel buio della notte. Il suo avversario era un omone alto mezzo metro più di lei e pesante almeno sessanta chili più di lei. Un soldato: giovane, addestrato ed esperto.
Bia era sola, disarmata e doveva combattere.
Era sempre stata convinta di essere molto brava e preparata, di non aver paura di nulla.
Ma questa volta era diverso, non poteva chiamare con uno strillo il suo Mark ad aiutarla.
Non poteva nemmeno girarsi e scappare.
Questa volta doveva combattere per la sua vita.
Questa volta aveva paura. ---



Pietro De Bonis: Due serie di per sé non ancor concluse, poiché stai scrivendo il quinto capitolo di “Eroi Imperfetti” e il terzo di “Cinque anni in…”, vuoi regalarci qualche anticipazione?

Wally G. Fin:  Come già spiegato, la mia serie Eroi Imperfetti non sarà mai davvero conclusa: si potranno sempre inventare nuove entusiasmanti avventure in cui coinvolgere i miei eroi. Né più né meno dei film di 007. Il quinto romanzo (non è un capitolo ma, come tutti gli altri, è un romanzo a se stante) sarà propriamente di fantascienza. Molto più della piccola deriva SF in cui scivola per alcuni capitoli il romanzo “La macchina del tempo”. C’è di mezzo la luna, un cataclisma di portata planetaria e una “guerra fredda” fra USA e Cina; ci sarà anche, come sempre, l’amore fra i protagonisti e gradevoli interludi erotici. Non posso dire di più, nemmeno volendo, perché anche le il canovaccio è pronto e ho iniziato la stesura, non ho ancora deciso né il titolo né come sviluppare la parte centrale della storia. Invece il mio terzo racconto quasi-autobiografico sarà Cinque anni in Tailandia. Paese dove effettivamente ho vissuto circa quattro anni con altri 20-30 viaggi nei dieci anni successivi. Ho tutto in testa, ma non ho ancora nemmeno cominciato a scriverlo.


Pietro De Bonis: Ti piace curare anche le copertine dei tuoi libri. Tieni all’aspetto estetico di un prodotto?

Wally G. Fin:  Certamente! Per me il proverbio dice “L’abito FA il monaco”. Inoltre la copertina, il titolo (e magari la sinossi) dei miei libri saranno forse l’unica cosa che i possibili lettori vedranno. Perché se non piacciono, se non colpiscono l’attenzione, il lettore non scaricherà il romanzo.
Purtroppo non sono bravo con Photoshop, anche se sto cercando di imparare. Mi sono fatto aiutare da alcuni amici e colleghi scrittori, anche se le foto le ho scelte io. Approfitto per ringraziare ancora una volta Giampaolo Martino, Alberto Camerra e Roberto Bonfanti, che sono stati gentilissimi a dedicare tempo alle mie copertine.


Pietro De Bonis: Grazie, Wally, per questa intervista. Dove sono acquistabili i tuoi bei libri? Cosa vuoi dire a chi li leggerà?

Wally G. Fin:  I miei libri sono disponibili su Amazon. Basta cercare Wally G. Fin o Eroi Imperfetti. Li avevo pubblicati anche su tutte le altre principali piattaforme ebook, ma ora li ho ritirati e lasciati solo su Amazon, per usufruire del programma/ricatto KU e delle promozioni gratuite. Comunque ho visto che il numero di copie vendute su Amazon.it era sempre oltre dieci volte maggiore di quanto venduto su tutte le altre piattaforme messe insieme. Cosa vorrei dire ai miei futuri lettori? Be’, ecco qui: “Mi raccomando, non leggete i miei ebook se cercate una lettura sofisticata, intelligente, culturalmente impegnata, politicamente corretta. Se invece vi accontentate di una gradevole lettura “da spiaggia”, se non fate caso a qualche micro-refuso, se non vi dispiace restare svegli fino alle due di notte per finire il libro... beh, allora leggeteli pure”. Grazie a tutti.









Nessun commento:

Posta un commento