martedì 1 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Matteo Papucci, autore del libro “Il Re Orco”.

Matteo Papucci è nato a Firenze il 16 ottobre 1984. Dopo esserci laureato in psicologia, intraprende la carriera di imprenditore, scrittore e poeta. Ha collaborato e collabora con Leggere:Tutti in qualità di recensore e con alcune case editrici come consulente. Esordisce nel 2010 con la raccolta "L'ignorante, poesie di un cretino" e nel 2013 pubblica il suo primo romanzo, "Nera Luna". Oggi vi parleremo del nuovo appena uscito, "Il Re Orco". 

Il libro: “Una ragazza si sveglia in una cella. Non ha memoria di chi sia, né sa dove si trovi. Il suo corpo è avvolto in bende di seta tessute da ragni parlanti. Il Re Orco le sta dando la caccia per divorarla… e inizia così la fuga di Amelia che tra chiari e scuri, incontri fantastici e paesaggi meravigliosi accompagnerà il lettore in un fantasy dalle tinte forti e noir. Le pagine del libro si tramutano in vicoli di un labirinto complesso dall’atmosfera surreale e magica che tuttavia proietta in una realtà non affatto distante come si scoprirà alla fine del romanzo. 

Matteo Papucci si è reso molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Pietro De Bonis: Ciao Matteo! "Il Re Orco" il tuo libro appena uscito. Presentacelo con cinque aggettivi.


Matteo Papucci:  Ciao Pietro! Innanzitutto, grazie per lo spazio che mi concedi. Descrivere il Re Orco con cinque aggettivi? Fiabesco, claustrofobico, dolce, inquietante ed estremamente reale.


Pietro De Bonis: Grazie a esposizioni scrupolose e stimolanti ci accompagni nel viaggio onirico della protagonista Amelia tra magnifici paesaggi e personaggi a dir poco strabilianti, è così?

Matteo Papucci: Beh, l'obbiettivo è quello e ho messo tutto il mio impegno per raggiungere il risultato, ma spetta ai lettori l'ardua sentenza! Il mio traguardo è descrivere minuziosamente sensazioni, luoghi e personaggi, soppesando attentamente le parole, ma senza abusarne.


Pietro De Bonis: Dove ti nasce, Matteo, la passione per il genere onirico?

Matteo Papucci: Diciamo che più che una passione, “Il Re Orco” non poteva essere scritto altrimenti.  In esso si intersecano gli incubi e i sogni di diverse persone. Tramite le loro testimonianze ho costruito un'unica visione di come il passato possa continuare a perseguitare. Ho voluto mantenere il più possibile inalterata l'atmosfera onirica, mistica e fanciullesca, usando la fiaba come strumento per raccontare verità.


Pietro De Bonis: Ci leggi un brevissimo passo del tuo romanzo?

Matteo Papucci: Volentieri! Ecco un piccolo monologo di uno dei personaggi forse più inquietanti de “Il Re Orco”.
“Uno alla volta, gli abitanti di Acqualung tornarono alle loro case. Il profeta fu l'ultimo. Prima di andarsene, fissò la foresta.
«Tu che ci stai innanzi, ti avverto, ti prenderemo. Sei il dono di nostra Madre. Non ci sei superiore. Siamo i figli prediletti e tu la mammella da cui suggere il nettare. Domani scomparirai, portandoti via altri fratelli. Ti chiameremo ancora e ancora, fino a che non ti avremo invaso. Ti spaccheremo per estrarti energia. Sarai impotente, vedrai. La forza è il nostro credo, nessuno potrà fermarci. Tu ci spetti, terra promessa!»

Un sorriso ingordo gli si stampò sul viso, talmente spaventoso che perfino la selva sembrò trattenere il respiro.”


Pietro De Bonis: Il Re Orco e Amelia riservano qualche attinenza metaforica con la realtà dei nostri giorni?

Matteo Papucci:  Moltissime. Sebbene l'atmosfera sia onirica e fiabesca, ogni azione, luogo o personaggio è una metafora ad eventi concreti e quotidiani. Come un sogno, “IL Re Orco” affonda i propri artigli nelle realtà che ogni giorno viviamo, ma che non osserviamo con attenzione.


Pietro De Bonis: Il rapporto con i lettori. quanto tieni ai loro commenti? Quanto quest’ultimi ti condizionano?

Matteo Papucci:  Tengo moltissimo ai lettori! Adoro avere rapporti diretti con loro e sono sempre disponibile al confronto. I loro commenti sono fondamentali per la mia crescita e mi condizionano nel trovare punti dove migliorare. Ho sempre pensato che essere scrittori significhi maturare coi propri lettori, costruendo con loro un rapporto sincero e di reciproco scambio.


Pietro De Bonis: Matteo Papucci, scrittore e poeta, si può essere entrambi contemporaneamente quindi.

Matteo Papucci: Sì, si può essere entrambi. Penso sia normale approcciarsi ad ambedue le realtà; l'una affina l'altra. La poesia non è solo passione, ma anche controllo; è imbrigliare un emozione donandogli musica e parole. Questa ricerca influisce sulla stesura narrativa che è un approfondimento di sensazioni e descrizioni.


Pietro De Bonis: Grazie, Matteo, per questa intervista. Dove si può acquistare “Il Re Orco”? E’ previsto un sequel? Curiosità.

Matteo Papucci: “Il Re Orco” è ordinabile in tutte le librerie indipendenti e acquistabile sul sito della Caravella Editrice. Presto sarà anche in formato E-Book e potrà essere trovato su tutti i principali canali web. Attualmente, il sequel (o prequel?) è soltanto nella mia testa. Ho molti altri progetti da portare avanti che spero vedano la luce già alla fine di quest'anno. Concludo rinnovando i miei ringraziamenti a te e ai miei lettori, soprattutto coloro che mi seguano e spronano sin dagli albori.








1 commento:

  1. ho letto questo libro e lo consiglio vivamente! L'autore ha avuto il coraggio di trattare degli argomenti "scomodi" di cui ancora oggi si fa fatica a parlare, ma che purtroppo esistono e lo ha fatto con una grande abilità letteraria. Leggetelo e non vi pentirete!

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