mercoledì 16 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Mari Mantovani, autrice del libro “Il bacio del pesce”.


Il percorso di formazione di Mari Mantovani è piuttosto vario: ha frequentato corsi di formazione inerenti la grafica pubblicitaria, la lettura strutturale delle immagini per approdare poi alla pittura figurativa. Il desiderio di acquisire un buon bagaglio tecnico l’ha portata a frequentare vari atelier: con Miguel Lombroni ha approfondito la conoscenza della pittura a olio e dell’acquarello; con Flavia Battaglini ha lavorato sul disegno. Ha partecipato a corsi di pittura guidati dall’artista giapponese Meera Hashimoto. Ha collaborato con le artiste Valeria Bucefari, Sandra Salucci e Fabiola Mengoni . Attualmente frequenta l’atelier del maestro Franco Venanti. Oggi parleremo del suo libro di poesie e disegni “Il bacio del pesce”.

Il libro: “Una silloge ricca di immagini originali, di quell’originalità profonda e metaforica che nasce quando si nuota negli abissi del sogno, a partire dal titolo stesso del libro, da quel bacio di pesce, elemento vitale che porta l’emozione in superficie, attraverso le parole: “ […]vagano orfane/ mugolando/ sangue rappreso/ dentro  dentro dentro/ a sciogliersi/ in piccoli fiumi.
Ma l’acqua è anche un elemento di femminilità, come un grembo,dal quale l’autrice pesca, attinge per esprimere la dimensione più intima dell’essere donna, in tutti i suoi aspetti, da quello più infantile e sognante, di“brava bambina”, a quello più erotico: ” […] gocce di me/ cadono in terra/ acqua di vita/ da cui nascono/ incredibili fiori/ in cui nuotano/ pesci dorati/ che risalgono/ la corrente/ fino a giungere/ alla riva vaginale”.


 Mari Mantovani si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Pietro De Bonis: Ciao, Mari! Prima curiosità, dove nasce il titolo della tua silloge poetica “Il bacio del pesce”?

Mari Mantovani: il titolo del libro, suggeritomi dal curatore Sergio Carrivale, nasce dal titolo della mia opera che compare in copertina. Il dipinto è una versione colorata (colori a olio) di una immagine della serie “Donnine”, album presente nel mio profilo facebook.

Pietro De Bonis: Non solo poesie, ma anche disegni, ad esprimere lo stesso carnalità e sogno, reale e sensuale, è così?

Mari Mantovani: Sì, carnalità e sogno sono proprio i due cardini di entrambe le forme espressive. Faccio soprattutto la pittrice e scrivo per caso, quando le parole mi cercano. Le “donnine” dell’album che ho più sopra citato e che accompagnano le mie poesie nelle pagine del libro, sono nate spontaneamente dalla mia penna e non sono state progettate  per illustrarle ; c’è in esse il puro gesto della linea che si snoda, che gioca a riempire gli spazi con figure sinuose , morbide, elastiche…. Lo stesso le poesie, come  affermavo, nascono quando le parole bussano alla mia porta con l’urgenza di esprimere sensazioni, emozioni, intuizioni, immagini interiori…. Il libro è il frutto di un assemblaggio di poesie e illustrazioni che ho accostato secondo il mio gusto e che comunque si richiamano le une alle altre per avere un unico denominatore: me.

Pietro De Bonis: L’acqua è l’elemento fondamentale che ricorre in tante forme diverse, nella raccolta. Ma, ho letto, ne fai di essa anche un elemento di femminilità.

Mari Mantovani: A livello simbolico l’acqua rappresenta anche la femminilità; per me l’acqua è fluidità, apertura, morbidezza. L’acqua accoglie, si lascia penetrare dai corpi, assume qualsiasi forma. E’ un elemento affascinante con i suoi diversi colori: i verdi, i celesti, i grigi, gli argenti, gli ori, i neri….

Pietro De Bonis: Definisci l’eros come un dolore, perché?

Mari Mantovani: L’eros permea la vita. Una vita senza eros è triste. L’eros dispiega le sue ali su tutte le attività di chi ascolta la propria natura interiore e la esprime. L’eros è gioia di vivere!

Pietro De Bonis: Leggici una poesia a te particolarmente cara.

Mari Mantovani: questa è la poesia che mi è particolarmente cara:
LE PAROLE

Le parole
si slegano
dalla necessità
dei significati
formando
un nuovo intreccio:
amaca su cui
mi dondolo.
Mi piace molto perché esprime per me quello che è la poesia: giocare con le parole. Divertimento che fissa i miei moti interiori in immagini. Queste  evocazioni verbali a loro volta si manifestano a me che le posso così accogliere con consapevolezza.

Pietro De Bonis: Quanti tieni, Mari, all’opinione pubblica della tua arte?

Mari Mantovani: certo, mi fa piacere che le mie cose risultino gradite. E poi è bello mostrare agli altri quello che faccio e uscire dal mio guscio anche se  a volte provo un po’ di pudore. E mi rinfranco pensando che poi in fondo anche se in modi e tempi diversi, la natura umana suona in tutti la stessa musica. Comunque  la cosa principale è esprimere quello che sento, se poi qualcuno apprezza, bene; altrimenti pazienza!

Pietro De Bonis: Hai presentato il libro “Il bacio del pesce” al Salone Internazionale del Libro di Torino il 14 maggio, un’esperienza emozionante?

Mari Mantovani: No, mi spiace, questo non mi risulta. Non so se l’editore ha partecipato.

Pietro De Bonis: Ti stai dedicando a una nuova silloge di poesie e disegni?

Mari Mantovani: Scrivo quando ne sento la necessità e lo stesso è con il creare immagini. Non mi pongo nessun obiettivo. Poi se qualcuno sarà interessato a pubblicare, ne sarò lieta…. Altrimenti resta il gusto di creare, e non è poco!

Pietro De Bonis: Grazie, Mari, per questa intervista. Dove è possibile acquistare “Il bacio del pesce”?

Mari Mantovani: Grazie a te Pietro! Il libro tra poco sarà disponibile nel sito dell’editore http://www.bertonieditore.it/.






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