domenica 6 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Claudia Piccini, autrice del libro “Se fossi lei”.

Claudia Piccini vive nel Chianti, si dedica alla poesia e alla narrativa per passione, autrice di svariati libri, fra cui  i romanzi L’importante è sentir battere il cuore”“Stavo aspettando te”, la silloge “Sei anime in armonia”, ha inoltre partecipato a progetti importanti di cultura e volontariato. Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi letterari. Ama cosmicamente collaborare con autori di vario genere, l’ultima collaborazione è stata quella al libro “Decameron 2013”, a cura di Marco Vichi. “Se fossi lei”, il romanzo di Claudia di cui oggi vi parleremo.

Il libro: Un naufragio, in balia di onde che vanno e vengono, lambiscono i piedi del presente e si ritirano nel passato, e poi ancora avanzano e tornano indietro, in un gorgoglio di ricordi, un brontolio di immagini, un riaffiorare continuo di sensazioni. Un segmento di vita carico di episodi confusi che vanno pian piano delineandosi, un'epifania e poi l'oblio, un'amnesia emozionale. Claudia Piccini, orchestrando narrativa e poesia, affronta il doloroso tema dell'abbandono e del tradimento, la delusione che infetta le ferite del cuore, la solitudine di una donna che nell'impossibilità di generare una vita nuova annulla anche la propria, dimentica di se stessa. Solo rifugiandosi nel sicuri luoghi del passato riuscirà a venir fuori da quel rimpianto, quel "Se fossi lei", che scandisce i suoi giorni, per approdare nel porto tranquillo della verità.


Pietro De Bonis: Benvenuta, Claudia! “Se fossi lei” il tuo romanzo,chi lei vuoi essere? Domanda a brucia pelo.

Claudia Piccini: La protagonista del mio romanzo è Veronica, che con me ha solo alcuni tratti caratteriali, molto leggeri, però il punto che abbiamo in comune è la ricerca della serenità e la volontà di cercare nell’altro “l’apertura di sé” , poter essere partecipe della parte più bella che ha dentro l’anima. Giudicare meno possibile le apparenze ma cercare, almeno cercare di comprendere le ragioni di un errore o di un comportamento che a volte può parere inopportuno.

Pietro De Bonis: Tema fondamentale di questo romanzo è la debolezza umana. Spiegaci.
Claudia PicciniQui il discorso si fa molto complesso mi dilungherei a non finire. La debolezza umana si può assimilare a milioni di comportamenti, ognuno ha la sua, nel caso di SE FOSSI LEI, la debolezza si rifà a coloro che  hanno negato a Veronica la verità sulla  sua paternità per proteggerla. La debolezza della madre Costanza nel non aver saputo prendere delle decisioni forti, determinanti, al fine di non ledere gli interessi della famiglia. Ci creiamo spesso delle giustificazioni per non affrontare le situazioni che ci fanno paura, così è stato per Costanza, una delle due donne fragili del mio romanzo…l’altra la scoprirete leggendo…

Pietro De Bonis: Veronica, la protagonista del racconto, a un certo punto della sua vita, si accorge che c'è un aspetto nascosto del suo passato riguardante la sua infanzia.
Claudia PicciniIn parte ho già spiegato quanto sopra… diciamo più di uno di aspetti nascosti… ricordi che si sovrappongono a quella maglina bianca a righe azzurre che fa da fil rouge al romanzo.

Pietro De Bonis: Tornare a “investigare” nella propria infanzia, a volte, se quest’ultima felicissima non è stata, secondo te, Claudia, una vera e propria ricerca coscienziosa del dolore? E quanto può risultare dannoso alla persona, questa ricerca?
Claudia Piccini: Io sono “una investigatrice” per natura, son curiosa, mi insinuo in tutto quello che non mi è chiaro, sicuramente .Se  Fossi  Lei (Veronica intendo ), mi sarei comportata similmente… Io non credo che scoprire lati della propria vita che non conoscevi o che hai rimosso, o che ti hanno celato, debba sempre e comunque condurre alla sofferenza, può darsi che nel momento in cui si scopre, ci provochi amarezza, ma penso anche che conoscere le proprio origini sia un diritto inviolabile, che alla fine ti porta alla rinascita e alla liberazione di te stesso.

Pietro De Bonis: Ci leggi un breve passo di “Se fossi lei”?
Claudia Piccini: “È stato sempre tutto così perfetto. Tu Costanza, con quel tuo impeccabile volto di porcellana, quegli occhi rapinatori, quel neo dipinto bene. La casa dove son cresciuta perfettamente arredata, con quel tuo gusto un po’ retrò, due quadri essenziali con ritratti paesaggi, un giradischi senza un filo di polvere, mobili dell’Ottocento e tanti vasi, fiori recisi. Una stanza uscita da un dipinto, la finestra semi aperta, la tenda che volteggia. Non c’è traccia di vita ma di oggetti, come burattini ben disposti, profumo in ogni angolo. Da piccola ho cercato mille volte rifugio negli angoli più nascosti un piccolo cespuglio di stanza che non avesse il tuo profumo contraffatto e che sapesse di vita vera. 69 Solo Maria sapeva di vita vera quando veniva nella nostra villa e si metteva ai fornelli, allora in qualche modo, anche se tu volevi isolarlo, il profumo di cibo cotto penetrava in ogni dove e per almeno una giornata copriva i tuoi profumi di lillà, violetta, lavanda, vaniglia e rosa canina. Di te, Costanza, ricordo molto il tuo atteggiarti davanti allo specchio, con abiti spesso rubini, nuovi ed eleganti. Quell’immagine ce l’ho stampata in mente: una sera mi avevi promesso che saresti rimasta a casa a giocare con me, se avessi finito in tempo i compiti. Aspettavo quel momento con impazienza e con emozione, aspettavo di essere carezzata, cullata, baciata, dopotutto ero una bambina. Invece entrando in camera tua ti ho vista con un abito viola porpora e un boa nero al collo. Mi hai detto che avevi una riunione e sei fuggita lasciandomi lì, a parlare con uno specchio vuoto. Non connettere, non capire, oppure realizzare, alzarsi, agire; far finta di niente, essere una specie di macchina che rimane inerme oppure alzarsi e dire la verità, far valere quello che è il carattere, l’essenza, la realtà, la vita, la nostra partecipazione al mondo, al prossimo, all’esistenza. “

Pietro De Bonis: Un racconto ambientato vicino Lucca, zona Garfagnana. Ti trovi meglio e descrivere e ambientare storie in luoghi che conosci?
Claudia Piccini: Beh, dipende, un luogo che conosci, lo percorri con la mente e già sei a casa, puoi sempre arricchirlo con la fantasia… uno che non conosci te lo plasmi a tuo piacimento. tanto nessuno sa come è in realtà , perché non esiste… mi piace molto anche creare luoghi sconosciuti e immaginari… in cui camminare senza vincoli…

Pietro De Bonis: Il rapporto con i tuoi lettori, Claudia? Quanto dai peso, o leggerezza, alle loro critiche?
Claudia Piccini: Ho tanti amici che scrivono e che leggono, ogni giorno che se ne aggiunge uno al gruppo ne son lieta… loro sono il mio riferimento. Ho un amico in America che mi segue da tempo… fedelissimo, dei cari lettori ormai in tutta Italia che ringrazio con il cuore. Persone che ho conosciuto durante eventi e incontri, reading e concorsi con cui sono in contatto. Pensa che leggendo SE FOSSI LEI, un ragazzo di Milano si è innamorato di un paese della Garfagnana ed è venuto a visitarlo. Adoro le collaborazioni fra scrittori e i confronti con i lettori. Adoro chi mi scrive che un mio libro è piaciuto tanto, ma anche chi invece mi spiega dove ha trovato difficoltà o mi chiede delucidazioni. Le critiche aiutano molto se son costruttive e intelligenti.

Pietro De Bonis: Stai scrivendo un nuovo romanzo? Vuoi spifferarci qualche anticipazione?
Claudia Piccini:  esatto sto scrivendo ma… Pardon ma per mia abitudine non anticipo mai, questo perché mi è capitato in una notte di follia unica , di modificare radicalmente una parte di un libro… per cui ti dico soltanto che i miei libri son sempre molto diversi l’ uno dall’altro e anche questo lo sarà… fermo restando i valori umani che restano i leitmotiv della mia vita.

Pietro De Bonis: Grazie, Claudia, per questa intervista. Dove possiamo acquistare “Se fossi lei”?
Claudia Piccini: Librerie, oppure su internet, o casa editrice… che mi fai fare pubblicità? Preferisco rimanere sul generale…comunque chi lo desidera lo troverà  facilmentein ogni caso potete anche contattarmi rispondo a tutti.

Pietro De Bonis: Si vive di ricordi, di vita e di amore?
Claudia Piccini: Che onore essere citata da Pietro De Bonis…grazieLa vita è il nostro giorno, che cerchiamo di trascorrere  al meglio, per raggiungere le nostre mete, per aprirsi a coloro che troviamo sulla nostra strada… per stare bene con noi stessi e con gli altri. Solo una persona che cerca… migliora il tutto che ci sta intorno, l’amore è l’esternazione di ciò che siamo quando la nostra vita è così completa, emotivamente parlando , che produciamo sensibilità e benessere, non solo per noi ma anche per chi ci sta vicino, difficile da raggiungere ma unicamente gratificante… I ricordi sono il nostro passato:  la nostra infanzia di 10 anni fa , le nostre cadute forse di 1 anno fa e magari quel meraviglioso articolo scritto con Pietro  di 5 minuti fa… Del passato può rimanerti  nell’anima  la paura  di una  cicatrice che si rimargina o l’eterno  profumo di qualcosa che capti mentre passeggi magari vicino a un luogo  che non ha niente in comune con te.


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