martedì 1 settembre 2015

Intervista adi Pietro De Bonis a Samanta Airoldi, autrice de libro “Tutto cominciò con una mela”.

Nata a Genova nel 1984 ma milanese per scelta e adozione, Samanta Airoldi è una giovane filosofa decisamente originale che ha deciso di vivere la  Filosofia fuori dai rigidi schemi accademici per dare alla disciplina un volto più colorato, folle, "pop"! Ha conseguito la Laurea specialistica nel 2008 in Filosofia presso l'Università degli studi di Genova con una tesi su Jurgen Habermas e, successivamente, ha conseguito il Dottorato di Ricerca nel 2012, sempre presso il medesimo AteneoAttualmente vive nella sua amata Milano (la sua "piccola Londra  padana"), scrive e continua ad approfondire i temi legati alla Filosofia politica anche in relazione alla cultura "pop", al cinema e alla Tv. Tra le sue ultimepubblicazioni: “Pillole di Filofollesofia, Silele, Bergamo 2014, “Universalismo e Pluralismo in dialogoKindle Amazon, 2014. Oggi vi parleremo del suo “Tutto cominciò con una mela”.

Il libro: Non sta mai ferma.... eppure è sempre per aria... con il suo nasino all'insù a pensare a chissà che, ad osservare, riflettere, meditare, elaborare... Proprio per osservare meglio si nasconde ovunque... bravissima ad usare la sua astuzia, l'astuzia della ragione, per mascherarsi ed infilarsi i panni più insospettabili... per poi balzare fuori all'improvviso e costringere tutti a rimettere tutto in discussione e rivedere i giochi già fatti! Viene da lontano... non ha età... nasce da Eva... o forse è Eva che nacque da lei senza neppure saperlo. Sofia è questo e moltissimo altro; Sofia è ragione, Sofia è logica, Sofia è curiosità, Sofia è ironia... Sofia è la famosissima "mela"... frutto del peccato? Naaaaa... frutto della Conoscenza, del rifiuto di ogni dogma o imposizione non giustificata razionalmente!

Samanta  Airoldi si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Pietro De Bonis: Ciao, Samanta! “Tutto cominciò con una mela” il tuo libro, un viaggioentusiasmante verso la consapevolezza, è così?
Samanta Airoldi: Ciao Pietro! Hai colto in pieno ciò che il mio libro vuole essere: un insieme di brevi saggi che, passo dopo passo, conducano il lettore verso un percorso di riflessione e introspezione. Riflessione nei confronti del reale che ci circonda,a partire dalla quotidianità, da ciò che vediamo ed esperiamo ogni giorno: offrire gli strumenti per poter guardare, osservare e, dunque, vivere il quotidiano con occhi meno ingenui, con occhi nuovi e capaci di cogliere le sfumature nascoste che si celano anche dietro ciò che, di primo acchitto, può sembrare banale ed insignificante come, ad esempio, una trasmissione televisiva di cucina.

Pietro De Bonis: Chi è la Sofia che troviamo nelle pagine?
Samanta Airoldi: Sofia è la mia migliore amica da sempre...è il mio alter-ego...è la mia FiloSofia che mi accompagna da quando ci siamo incontrate per la prima volta, ben 14 anni fa, tra i banchi del Liceo Classico. Da allora Sofia è parte integrante di Samanta, parte costitutiva essenziale della mia personalità.

Pietro De Bonis: Ci vuoi leggere un passo di “Tutto cominciò con una mela”?
Samanta Airoldi: "Eva disobbedì perché il divieto non le era stato spiegato, non era stato razionalmente giustificato: nessuno le aveva spiegato perché, razionalmente, lei e Adamo non potevano gustare i frutti dell'albero della conoscenza. Per questo lei rifiutò l'imposizione non giustificata e trasgredì. Bene...Sofia nasce proprio dal rifiuto di ogni imposizione non razionalmente giustificata, dal  rifiuto di ogni dogma: quindi, Sofia, la FiloSofia che proprio sulla ragione si fonda, nacque da una Mela!"
"Non è intellettualmente onesto vivere con "l'impermeabile": difendere e proteggere le proprie idee da tutto e da tutti senza mai confrontarle con i fatti, senza mai analizzarle razionalmente e criticamente, senza mai metterle in discussione e sottoporle al vaglio critico della ragione! Se agiamo così allora le idee diventano Dogmi e non strumenti razionali! Penso che ci si debba comportare nei confronti delle nostre idee e convinzioni come nei confronti dei paradigmi scientifici: un paradigma va portato avanti finché è funzionale, ovvero finché dimostra effettivamente di funzionare in relazione ai fatti oggettivi; analogamente un'idea, un ideale devono essere sostenuti finché si dimostrano veri in relazione ai fatti, finché tra ciò che io penso e ciò che accade nel mondo reale e oggettivo dei fatti concreti vi è un'effettiva corrispondenza. Quando ciò non accade o smette di accadere allora un'idea deve essere rivista e, talvolta, abbandonata proprio come un paradigma scientifico."

Pietro De Bonis: Scrivi “Perché la verità esiste, scoprirla non è facile, ma è semplicemente "semplice"!”, dunque, non ho ben capito, è semplice o facile scoprire la verità, Samanta?
Samanta Airoldi: Vedi, la Filosofia è matematica tradotta in lettere: assolutamente logica e razionale. Infatti ogni ragionamento filosofico si sviluppa secondo la logica: premessa- analisi degli elementi- conclusione! La realtà in cui noi siamo inseriti è Filosofia in ogni suo aspetto in quanto ogni singolo elemento è spiegabile attraverso l'analisi logica e filosofica: la realtà, come già sosteneva Hegel, è razionale. La Verità, altro non è, che corrispondenza del linguaggio ai fatti oggettivi del mondo reale. Pertanto, prendere atto della verità è semplicissimo: basta avere a forza di constatare come le cose stanno effettivamente perché la realtà è scritta tutta secondo una logica evidente e, tutto sommato, manifesta. Purtroppo molte persone preferiscono arroccarsi dietro e oro illusioni e crearsi favole dentro cui nascondersi invece di prendere atto della verità e affrontare la realtà. Per questo ho scritto che è semplice ma non facile: semplice in quanto basta solo leggere a logica con cui è scritto i reale; non facile perché ben poche persone hanno la volontà per farlo!

Pietro De Bonis: Hai scelto di proporre tematiche sociali e politiche, rifacendoti anche a insegnamenti di filosofi del passato, agganciandoti a quel grande mostro contemporaneo che si chiama "televisione".
Samanta Airoldi: è indispensabile essere realisti per migliorare la realtà! Sono assai di più le persone che guardano la tv rispetto a quelle che leggono e ancor di più rispetto a quelle che leggono saggi di Filosofia. Quindi, per far capire che la Filosofia non è un mostro a 5 teste o qualcosa di lontano dal quotidiano, ho preso spunto da alcune trasmissioni di largo consumo che, apparentemente banali, recano in sé, invece, un messaggio sociale su cui riflettere: dal ruolo della donna in società, ai canoni estetici "proposti/imposti", a concetto di "malattia mentale". Già anni, o addirittura secoli fa, i filosofi avevano sviluppato teorie intorno a queste tematiche sociali e oggi, quelle stesse teorie, ritornano utilissime per affrontare il quotidiano con una marcia in più, con più consapevolezza.

Pietro De Bonis: Scritto con ironica serietà e accurata irriverenza, in “Tutto cominciò con una mela” hai sviluppato alcune tue teorie e riflessioni con la "collaborazione" di alcuni grandi capolavori del cinema e del teatro contemporaneo, vuoi spiegarci meglio?
Samanta Airoldi: Ci sono film e testi teatrali che contengono, sotto forma di metafora, contenuti filosofici importanti. Ne mio primo libro "Pillole di Filofollesofia" analizzai "Dogville" di Lars Von Trier che trattava del tema del'immigrazione e poneva a confronto, in modo celato attraverso i monologhi della protagonista, due colossi come Kant e Nietzsche. Nel mio nuovo libro "Tutto cominciò con una Mela" ho analizzato "The Idiots", sempre di Lars Von Trier, e "I fisici" di Duremmat per focalizzare l'attenzione sulla sottile linea di confine tra "Follia" e "lucidità" e come, talvolta, è soltanto una scelta socio/politica a decretare chi e cosa rientri nella "normalità" e cosa no. Il tema dell'estraniazione dalla società come forma di tutela in quei capolavori e come, invece, oggi, nei reality show, sia, paradossalmente, una forma per acquisire un ruolo nella società da cui, apparentemente, ci si aliena. In "Pillole di Filofollesofia" scrissi due capitoli dedicati, rispettivamente, a Matrix e a Matchpoint. In "Tutto cominciò con una Mela" ho dedicato un capitolo a Truffaut in relazione a concetto di libertà e all'incapacità di scegliere dei protagonisti che li conduce a distruggere e autodistruggersi.

Pietro De Bonis: Il messaggio che vuoi consegnare al lettore tramite il tuo libro.
Samanta Airoldi: Il mio intento è trasmettere la "semplicità" di Sofia! Tutto è Sofia in quanto la FiloSofia è in tutto ciò che quotidianamente viviamo. è un errore di ingenuità pensare a Sofia come a qualcosa di astratto e distante da noi; essa è, anzi, uno strumento per guardare il mondo con più consapevolezza ed essere partecipi, protagonisti e non spettatori passivi e ingenui del reale.

Pietro De Bonis: Grazie, Samanta, per questa intervista. Dove è possibile acquistare il tuo romanzo?
Samanta Airoldi: Potete trovare sia il mio "Tutto cominciò con una Mela" sia il precedente "Pillole di Filofollesofia" in moltissime librerie, sia private sia grandi catene, della Lombardia e della Liguria.

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