domenica 20 settembre 2015

Recensione e Intervista ad Alessandra Angelini, autrice del romanzo La mia musica sei tu.

"I sogni non sono che fantasie grandiose, la spinta per affrontare la quotidianità. A volte, in una percentuale infinitesima, si realizzano, allora vita e sogno si fondono. È per questi momenti che piangiamo e respiriamo, per vederli realizzati."

Domani, 21 settembre, è in uscita su Amazon, il primo romanzo di Alessandra Angelini, La mia musica sei tu.

Questo è il suo romanzo di esordio e per essere un esordio, vi assicuro, è una storia che ti travolge fino alla fine. Quello che mi è piaciuto è il fatto che arrivi  all'ultima riga senza che nulla sia scontato. 
Proprio al centro del racconto accadono cose che rovesciano i legami, le situazioni, i sentimenti, e vai avanti nella lettura perché ad ogni pagina vuoi scoprire quello che accadrà. 
"Il dopo". E’ proprio quel “dopo” che ti coinvolge e non ti fa abbandonare la lettura, è il “dopo” che rende ad un romanzo il suo successo.
Ci racconta di storie familiari e dei rapporti con i genitori, il rapporto tra un padre ed una figlia in continuo contrasto, la dedizione di Isabella, la protagonista, nell’aiutare il prossimo fino a farne una professione, l’innamoramento per una persona che pensi sia sbagliata, ma siccome è l’amore va oltre tutta la razionalità possibile, le amicizie e le persone che scegli come “famiglia”. 

Tengo a precisare che, anche avendo lavorato alla cover del libro con Alessandra, la mia non è una recensione di parte. Alessandra è al suo primo romanzo, sicuramente qualcuno troverà dei refusi grammaticali, ma quanti ne leggiamo in libri ed autori affermati? 
Quello che conta in qualsiasi storia è il trasporto, l’immaginazione e l’emozione che ci rende.


Sinossi: È difficile essere all’altezza di un padre che è un’istituzione. Lo è per Isabella, cresciuta in una famiglia dove dimostrarsi inappuntabile non è una scelta, ma un dovere. Essere quello che gli altri si aspettano però non è sinonimo di felicità. Il tradimento del suo fidanzato storico le fa capire che è arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita, trasferirsi a Bologna e cambiare sede di studi sono i primi passi in questa direzione. In una notte che cambia tutto, Isabella conosce Denisestroverso, vitale, l’antitesi del suo mondo. E in quella notte con lui, infrange tutte le regole. Tatuato e batterista in una punk rock band, i Bad Attitude, Denis non è il genere di ragazzo che possa portare a casa. Ma quando lui è l’unica persona che ti fa stare bene, ti fa sentire giusta, cosa sono le convenzioni? Quando i problemi con la band e una famiglia invadente si fanno seri, l’amore e la passione per la musica basteranno ad aiutarli a realizzare i loro sogni?  

Auguro ad Alessandra un bellissimo futuro come autrice e adesso vi lascio alla sua intervista, buona lettura!

giovedì 17 settembre 2015

Intervista di Francesca Saitta a Chiara Cecilia Santamaria autrice del romanzo "Da qualche parte nel mondo", (Rizzoli)

Chiara Cecilia Santamaria è nata a Roma e vive a Londra. Scrive da sempre e ha collaborato con testate come “Vanity Fair”, “Gioia”, “Cosmopolitan”. Il suo blog machedavvero.it è tra i blog personali più letti della rete. Con Rizzoli ha pubblicato Quello che le mamme non dicono (2010), disponibile in Bur.

Da qualche parte nel mondo è il suo primo romanzo.

Sinossi: Lara è esile, pallida, lo sguardo sfuggente di chi non si lascia addomesticare. Elena è forte, sorridente, due occhi nocciola che trasmettono calore. Una l’opposto dell’altra, ma sono inseparabili. Quando il padre ha abbandonato lei e sua mamma, Lara non ce l’avrebbe mai fatta senza Elena. Da quel giorno in cui, a scuola, si è schierata dalla sua parte contro tutti i compagni, sono inseparabili. E, anni dopo, quando Lara si trasferisce da Roma a Londra per inseguire l’amore e la carriera di pittrice, sono ancora le stesse amiche di sempre. Elena è lì, pronta a difenderla e a credere in lei. Ma qualcosa si mette fra loro due. Non se lo sarebbe mai immaginata, Lara, di trovarsi davanti a una scelta che cambierà le carte in tavola: fino a che punto è disposta a sacrificare la felicità della sua migliore amica per raggiungere la propria? Basta una sola decisione per cambiare irrimediabilmente la nostra vita e quella di chi amiamo. I sentimenti che ci trascinano con tutta la loro forza fanno paura. Ma, a volte, per scoprire davvero chi siamo, dobbiamo rinunciare anche a ciò che non avremmo mai voluto perdere.

Intervista di Francesca Saitta a Cristina Caboni, autrice del romanzo "La custode del miele e delle api" (Garzanti)




Carissimi amici, oggi in tutte le librerie esce l'attesissimo romanzo di Cristina Caboni "La custode del miele e delle api" edito da Garzanti.

Ad un anno dalla pubblicazione de "Il sentiero dei profumi" (QUI potete leggere la precedente intervista), che ancora oggi ha un'enorme successo e richiesta tra il pubblico, pensate che è alla sesta ristampa ed è stato tradotto il 25 paesi, Cristina ci regala una nuova storia emozionante e familiare, una storia che ci accompagna per mano verso straordinari sogni e verso l'amore.

Sinossi: Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C’è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un’apicoltrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angeli­ca sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l’infanzia, quando viveva su un’iso­la spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo. Ma adesso il destino ha deciso di darle un’al­tra possibilità. C’è un’eredità che l’aspetta là dove tutto è cominciato, su quell’isola dove è stata felice. C’è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da porta­re a termine. E c’è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L’unico posto dove il cuore può essere davvero libero.

Leggete l'intervista di Cristina Caboni ed andate subito a comprare il libro per voi e per una persona a voi cara, scoprirete il perché!


mercoledì 16 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Loredana Berardi, autrice del libro “Giallo piccante”.

Loredana Berardi ama scrivere da quando era piccola e attraverso la penna si lascia trasportare dalle sue emozioni, passioni, sogni e voglia di vivere. Sposata, vive a Novara dove lavora in una casa di cura. Collabora con un giornale di astrologia, “Le Stelle di Grandi Veggenti di Lucia Pavasi”, presentando i suoi racconti di paura tratti da “I racconti di jolly”, per poi  passare ai vari giornali locali della sua città come Il Novaraoggi, Il Corriere di Novara, per poi entrare nel mondo online con oknovara.it, il nostro Caffè News, Grazia.net/blog e Televisionando.it. “La tempesta dell’anima” è il suo nuovo romanzo, ma oggi vi parleremo di “Giallo Piccante”, “ESTE-EDITION” di Ferrara.

Il libro: “Ci sono incubi che non avranno mai fine, nascosti silenziosamente nei meandri della mente pronti per ritornare alla luce. I fantasmi del passato bussano alla porta di Jennier, la protagonista della storia, lei aveva un sogno che tutte le notti la tormentava, entrando nei suoi ricordi per cercare di farle ricordare qualcosa che lei aveva completamente rimosso. Nel suo “maledetto” incubo si trovava dentro ad una galleria lunga e buia che sembrava non avere mai fine, poi all’improvviso nella sua mente frammenti di un passato che si catapultano nel suo sogno, l’immagine di sua madre e di un neonato che piangeva…”

Loredana Berardi si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande-

Intervista di Pietro De Bonia a Roberta Tamiso, autrice del libro “L’estate di Flora”.

Roberta Tamiso nasce ad Ascoli Piceno nel 1978, la stessa città in cui oggi vive e lavora come impiegata.  L’amore per la letteratura l’accompagna fin da bambina. Si laurea in lingua e letteratura russa nel 2004 con una tesi sulla poesia di Anna  Achmatova. Parallelamente all’attività di traduttrice e critica musicale, comincia a scrivere poesie, racconti e solo in ultimo si dedica alla stesura di romanzi incentrati su personaggi complessi e tormentati. Nel 2009 pubblica il primo romanzo “Io sono Medusa” con Enrico Folci Editore che ottiene un buon successo di critica. Nel 2011 vede pubblicati due suoi racconti “Azzurra” e “Irene” nell’antologia “I colori delle donne” edito da Librati. Nel 2012 pubblica il romanzo “Lucrecia”, che affronta l’attualissimo tema dell’omofobia e del cambiamento di sesso, ottenendo diversi riconoscimenti. Il suo terzo romanzo “L’estate di Flora”, di cui oggi vi parleremo, è appena uscito per la casa editrice Creativa.

Il libro: Quando Flora e suo fratello Ivan arrivano sull’isola, l’estate è appena iniziata. Concetta, la zia che li ospiterà, non riserva loro un’accoglienza calorosa. Eppure Flora, diciassettenne timida e solitaria, nonostante l’ostilità della donna riuscirà ad instaurare con lei un rapporto autentico e puro sentendosi come se su quella terra arida ci fosse vissuta da sempre. Trascorrerà sull’isola l’intera estate e tra gioie e dolori la sua strada s’intersecherà con quella di altri personaggi. Sarà soprattutto Narciso, un ragazzo estremamente problematico con alle spalle un vissuto di dolore e solitudine a cambiarle la vita in un modo che Flora non si sarebbe mai aspettata…”

Roberta Tamiso si è resa motlo disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis ad Angela Parise, autrice del libro "Un biglietto di sola andata per Berlino".

Angela Parise, nata a Genova nel 1982, si diploma in lingue nel 2001 e successivamente diventa commissario di bordo della marina mercantile. Dopo aver lavorato per diverso tempo sulle navi da crociera, ritorna a casa sua nell’alessandrino dove a tutt’ora lavora come impiegata.  Al suo attivo, quattro pubblicazioni: nel 2010 esce la saga famigliare “il buio e la luce” (La Riflessione editore) che si aggiudica il secondo premio al “Premio Creativa, città di Ercolano 2010”. Nel 2011 è la volta del romanzo rosa “un biglietto di sola andata per Berlino” (La Riflessione editore), menzione speciale al “Concorso nazionale del book trailer 2012”. Nel 2012 pubblica “Il fatidico giorno prima”, altra saga famigliare sempre con La Riflessione Editore. Poi, il cambio di rotta: nel 2013 cambia editore e pubblica con “Prospettiva editrice” il suo quarto lavoro intitolato “Scandinavia – storia di un papà e della sua bambina.” Oggi vi parleremo di “Un biglietto di sola andata per Berlino”, già disponibile su Amazon Kindle.


Il libro: "Un biglietto di sola andata per Berlino" è una storia d'amore corale: comincia quando Marta, giovane studentessa genovese, vince un'importante borsa di studio per l'universita Homboldt nella quale trascorrerà un intero anno scolastico ospite della facoltosa famiglia Schliemann. All'arrivo a Berlino, Marta conosce quasi subito Hans, ombroso banchiere arrogante e dal passato difficile: è il migliore amico dei fratelli Schliemann sebbene Marta non provi subito grande simpatia nei suoi confronti. Tuttavia, nel corso del tempo, proprio per la sua vena malinconica e solo all'apparenza cinica ed indisponente, Marta inizia a provare un interesse: vuole capire il perché di quel suo carattere così schivo…”

Angela Parise si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis a Maria Stefania Dutto, autrice del libro “Luna in scorpione”.

Maria Stefania Dutto è nata a Genova nel 1972, dopo gli studi classici è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Genova con una tesi dal titolo: “Quasimodo traduttore di Neruda”. In passato ha praticato, per brevi periodi, Danza del Ventre e Yoga. Fra i suoi interessi, la Naturopatia, l’agricoltura sostenibile (biodinamica e sinergica), la cucina basata su un’alimentazione sana, nel rispetto dell’ambiente e degli esseri viventi che lo popolano, la salvaguardia dell’ambiente, la danza, la musica e la lettura, oltre alla scrittura. Ama gli animali e, quando le è possibile, cerca di trascorrere tempo all’aria aperta, a contatto con la Natura. Trova il contatto con Madre Terra accogliente, rigenerante e terapeutico. Ha pubblicato il romanzo “Luna in scorpione”, di cui oggi vi parleremo.

Il libro: “Marco e Valentina si incontrano magicamente a una festa, in una notte di Luna piena: entrambi sentono che è come se le loro Anime avessero anelato da sempre a quell’incontro. Lui, grafico editoriale; lei, insegnante e traduttrice. Giovani, belli, pieni di sogni e aspirazioni; e tuttavia, entrambi con un passato doloroso alle spalle, un passato che li ha segnati e che ha offuscato, in parte, la loro Luce... E proprio adesso che si sono trovati, alcuni “frammenti” del loro passato tornano a galla, mettendo a dura prova entrambi e il loro rapporto…
Riusciranno a superare, d'un balzo, le loro remore e a incontrarsi... incontrarsi davvero?”


Maria Stefania Dutto si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Intervista di Pietro De Bonis ad Alessandro Barocchi, autore del libro “Una Bestiale Commedia”.

Alessandro Barocchi, 55 anni, nasce  e vive  a Roma. Laurea in giurisprudenza alla Sapienza e diploma d’ ingegneria audio alla “School of Audio Engineering” di Londra. Ha dedicato gran parte della sua esperienza professionale alle produzioni musicali sia in Italia sia all’estero, creando un’etichetta discografica/ edizioni musicali chiamata Alta Tensione, che vive da circa 25 anni. Autore e compositore di musiche e testi per canzoni, ha pubblicato nel lontano 1983 un piccolo racconto dal titolo “Alfa e Omega” su un allegato chiamato “Vomito” di  una rivista mensile di nome Frigidaire, curata da Vincenzo Sparagna nota al gran pubblico per i fumetti di Tanino Liberatore ed Andrea Pazienza. Di recente ha pubblicato il suo primo romanzo breve “Una Bestiale Commedia”, edito dalla Cavinato Editore, in formato ebook, di cui oggi vi parleremo.


Il libro: “In un giorno torbido della sua vita, il Signor Curioso si perde su una scala diroccata di un vecchio castello ed incontra Dante Alighieri, lo spirito guida che lo accompagnerà nella visita all’Inferno. Un mondo oscuro, dove da un po’ di tempo il Creatore organizza pellegrinaggi per mostrare agli uomini gli orrori e le sofferenze delle anime dannate che lo popolano, nel tentativo di redimere e far ritrovare la giusta direzione ad un’umanità sempre più smarrita. Il Curioso, tra peripezie ed incontri-scontri con le creature che lo abitano e l’aiuto prezioso del “Maestro” Alighieri, lotterà duramente per fronteggiare Satana e risalire al mondo dei vivi, forse con una nuova consapevolezza, ma soprattutto portando con sé un inestimabile dono ed una preziosa quanto insolita compagnia…”

Intervista di Pietro De Bonis a Loredana Berardi, autrice del libro “Un angelo accanto”.

Loredana Berardi ama scrivere da quando era piccola e attraverso la penna si lascia trasportare dalle sue emozioni, passioni, sogni e voglia di vivere. Sposata, vive a Novara dove lavora in una casa di cura. Collabora con un giornale di astrologia, “Le Stelle di Grandi Veggenti di Lucia Pavasi”, presentando i suoi racconti di paura tratti da “I racconti di jolly”, per poi  passare ai vari giornali locali della sua città come Il Novaraoggi, Il Corriere di Novara, per poi entrare nel mondo online con oknovara.it, il nostro Caffè News, Grazia.net/blog e Televisionando.it. “La tempesta dell’anima” è il suo nuovo romanzo, ma oggi vi parleremo del suo primo “Un angelo accanto” , tornato improvvisamente alla ribalta, in cui narra la sua magica esperienza vissuta con il suo angelo custode.

Il libro: “Tutti abbiamo un angelo, bisogna sentirlo attraverso le note del cuore. Ognuno di noi dovrebbe sentirsi libero di aprire la propria porta del cuore a delle creature così meravigliose, per dare loro la possibilità di interagire nella nostra vita. L'amore degli angeli, la loro dolcezza hanno fatto sì che tra l’autrice e loro potesse nascere un legame meraviglioso, fatto di sincerità, che sarebbe durato per sempre.”

Intervista di Pietro De Bonis a Mari Mantovani, autrice del libro “Il bacio del pesce”.


Il percorso di formazione di Mari Mantovani è piuttosto vario: ha frequentato corsi di formazione inerenti la grafica pubblicitaria, la lettura strutturale delle immagini per approdare poi alla pittura figurativa. Il desiderio di acquisire un buon bagaglio tecnico l’ha portata a frequentare vari atelier: con Miguel Lombroni ha approfondito la conoscenza della pittura a olio e dell’acquarello; con Flavia Battaglini ha lavorato sul disegno. Ha partecipato a corsi di pittura guidati dall’artista giapponese Meera Hashimoto. Ha collaborato con le artiste Valeria Bucefari, Sandra Salucci e Fabiola Mengoni . Attualmente frequenta l’atelier del maestro Franco Venanti. Oggi parleremo del suo libro di poesie e disegni “Il bacio del pesce”.

Il libro: “Una silloge ricca di immagini originali, di quell’originalità profonda e metaforica che nasce quando si nuota negli abissi del sogno, a partire dal titolo stesso del libro, da quel bacio di pesce, elemento vitale che porta l’emozione in superficie, attraverso le parole: “ […]vagano orfane/ mugolando/ sangue rappreso/ dentro  dentro dentro/ a sciogliersi/ in piccoli fiumi.
Ma l’acqua è anche un elemento di femminilità, come un grembo,dal quale l’autrice pesca, attinge per esprimere la dimensione più intima dell’essere donna, in tutti i suoi aspetti, da quello più infantile e sognante, di“brava bambina”, a quello più erotico: ” […] gocce di me/ cadono in terra/ acqua di vita/ da cui nascono/ incredibili fiori/ in cui nuotano/ pesci dorati/ che risalgono/ la corrente/ fino a giungere/ alla riva vaginale”.

martedì 15 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Wally G. Fin e alle sue due serie di libri.






















Nato a Roma, cresciuto fra Roma, Bari, Padova, Bologna e Genova, dopo la laurea in Ingegneria,Wally ha sempre lavorato all’estero, in cantieri di montaggio di impianti industriali. Da giovane hvissuto e lavorato per oltre ventitre anni in paesi come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Abu Dhabi, Australia, Malesia, Tailandia e tanti altri. L’ultimo paese dove ho lavorato a lungo è stato la Tailandia, apprendendo un’effettiva conoscenza della stessa e dei tailandesi, e anche dell’Australia dove ha vissuto e lavorato quasi cinque anni. Tutte queste esperienze hanno generato gli sfondi sviluppati nei suoi romanzi, insieme a una serie di aneddoti, di commenti e di impressioni personali sui paesi, e sulle mentalità e culture dei popoli coinvolti. 

I libri della serie Eroi Imperfetti di Wally G. Fin sono: “Una vacanza pericolosa”, “Missione in Australia”, “La macchina del tempo”, “Minaccia letale”. I libri della serie Cinque anni in… sono: “5 anni in Iraq”, “5 anni in Australia”.

lunedì 14 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Serafina Salvati, autrice del libro “Le oscure tenebre del mistero”.

Serafina Salvati è nata a Tivoli (RM) il 15 agosto del 1966, innamorata della sua città dove è cresciuta, vive comarito e il figlio. Attualmente lavora nella scuola dell’infanzia di San Vittorino del comune di Roma. Le piace molto passeggiare per la sua città, il tempo libero lo trascorre a scrivere al computerracconti fantastici che l’aiutano a sognare immergendosi in un mondo fatato dove l’impossibile diventa possibile; ha una fervida immaginazione sapientemente mescolata alle tante emozioni che albergano nel suo cuore. Nel 2009 pubblica il suo primo libro di genere fantasy al quale hanno fatto seguito altri due libri. C’era, però, un libro nel cassetto dei suoi sogni che scalpitava per uscire all’aria aperta e che, grazie alla casa editrice EdizioniEpsil, è riuscita a pubblicare, "Le oscure tenebre del mistero", di cui oggi vi parleremo.
Il libro: “Nessuno era a conoscenza che, tra i tanti luoghi ricchi di mistero e di fascino sparsi per il mondo, ne esisteva uno così macabro, oscuro e misterioso da essere stato scelto per proteggere quel terribile segreto che il male voleva divulgare per poter dominare su tutto e tutti. Un mistero affidato a una pergamena, custodita in una magica cripta, nascosta nelle voragini più profonde e oscure del Mondo Proibito. Un luogo così occulto, così oscuro e così inespugnabile da aver costretto il male estremo a usare tutta la sua astuzia per far sì che il segreto della pergamena venisse divulgato.

domenica 6 settembre 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Ilaria Goffo, autrice del libro “Io ti vedo, nel buio della precarietà”.

Ilaria Goffo è nata a Piove di Sacco (Padova) nel 1977, si è laureata in scienze dell'Educazione e successivamente in scienze della formazione primaria presso l'Università di Padova. Opera da sei anni in qualità di maestra di scuola primaria dopo anni di esperienza in qualità di educatrice professionale. Il suo primo libro “Io ti vedo, nel buio della precarietà” (edito Book Publish) nasce da una insofferenza interiore, dalla volontà maturata nel corso del tempo di gridare "Stop al precariato!" tra i banchi di scuola.

Il libro: La scuola viene raccontata con il punto di vista di una maestra che non ha ancora un posto fisso,  toccando principalmente l’aspetto emotivo relazionale e sociale: come la vedono gli altri, come si vede e come si sente. Ilaria racconta soprattutto come la vedono le istituzioni e chi sta sopra di lei. L’unico che riconosce la maestra Ilaria, al di là di etichette varie, è il bambino in aula che non differenzia tra lei “precaria” e la maestra non precaria: il bambino vede solo una persona che fa la maestra alla quale si affeziona e dalla quale si aspetta continuità nel rapporto educativo. Si aspetta di ritrovarla con sé l’anno successivo. Ecco il titolo “Io ti vedo”: il bambino vede Ilaria maestra, mentre la società in genere etichetta e non la vede perché solo un numero come tanti.

Intervista di Pietro De Bonis a Claudia Piccini, autrice del libro “Se fossi lei”.

Claudia Piccini vive nel Chianti, si dedica alla poesia e alla narrativa per passione, autrice di svariati libri, fra cui  i romanzi L’importante è sentir battere il cuore”“Stavo aspettando te”, la silloge “Sei anime in armonia”, ha inoltre partecipato a progetti importanti di cultura e volontariato. Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi letterari. Ama cosmicamente collaborare con autori di vario genere, l’ultima collaborazione è stata quella al libro “Decameron 2013”, a cura di Marco Vichi. “Se fossi lei”, il romanzo di Claudia di cui oggi vi parleremo.

Il libro: Un naufragio, in balia di onde che vanno e vengono, lambiscono i piedi del presente e si ritirano nel passato, e poi ancora avanzano e tornano indietro, in un gorgoglio di ricordi, un brontolio di immagini, un riaffiorare continuo di sensazioni. Un segmento di vita carico di episodi confusi che vanno pian piano delineandosi, un'epifania e poi l'oblio, un'amnesia emozionale. Claudia Piccini, orchestrando narrativa e poesia, affronta il doloroso tema dell'abbandono e del tradimento, la delusione che infetta le ferite del cuore, la solitudine di una donna che nell'impossibilità di generare una vita nuova annulla anche la propria, dimentica di se stessa. Solo rifugiandosi nel sicuri luoghi del passato riuscirà a venir fuori da quel rimpianto, quel "Se fossi lei", che scandisce i suoi giorni, per approdare nel porto tranquillo della verità.


martedì 1 settembre 2015

Intervista adi Pietro De Bonis a Samanta Airoldi, autrice de libro “Tutto cominciò con una mela”.

Nata a Genova nel 1984 ma milanese per scelta e adozione, Samanta Airoldi è una giovane filosofa decisamente originale che ha deciso di vivere la  Filosofia fuori dai rigidi schemi accademici per dare alla disciplina un volto più colorato, folle, "pop"! Ha conseguito la Laurea specialistica nel 2008 in Filosofia presso l'Università degli studi di Genova con una tesi su Jurgen Habermas e, successivamente, ha conseguito il Dottorato di Ricerca nel 2012, sempre presso il medesimo AteneoAttualmente vive nella sua amata Milano (la sua "piccola Londra  padana"), scrive e continua ad approfondire i temi legati alla Filosofia politica anche in relazione alla cultura "pop", al cinema e alla Tv. Tra le sue ultimepubblicazioni: “Pillole di Filofollesofia, Silele, Bergamo 2014, “Universalismo e Pluralismo in dialogoKindle Amazon, 2014. Oggi vi parleremo del suo “Tutto cominciò con una mela”.

Il libro: Non sta mai ferma.... eppure è sempre per aria... con il suo nasino all'insù a pensare a chissà che, ad osservare, riflettere, meditare, elaborare... Proprio per osservare meglio si nasconde ovunque... bravissima ad usare la sua astuzia, l'astuzia della ragione, per mascherarsi ed infilarsi i panni più insospettabili... per poi balzare fuori all'improvviso e costringere tutti a rimettere tutto in discussione e rivedere i giochi già fatti! Viene da lontano... non ha età... nasce da Eva... o forse è Eva che nacque da lei senza neppure saperlo. Sofia è questo e moltissimo altro; Sofia è ragione, Sofia è logica, Sofia è curiosità, Sofia è ironia... Sofia è la famosissima "mela"... frutto del peccato? Naaaaa... frutto della Conoscenza, del rifiuto di ogni dogma o imposizione non giustificata razionalmente!

Intervista di Pietro De Bonis a Matteo Papucci, autore del libro “Il Re Orco”.

Matteo Papucci è nato a Firenze il 16 ottobre 1984. Dopo esserci laureato in psicologia, intraprende la carriera di imprenditore, scrittore e poeta. Ha collaborato e collabora con Leggere:Tutti in qualità di recensore e con alcune case editrici come consulente. Esordisce nel 2010 con la raccolta "L'ignorante, poesie di un cretino" e nel 2013 pubblica il suo primo romanzo, "Nera Luna". Oggi vi parleremo del nuovo appena uscito, "Il Re Orco". 

Il libro: “Una ragazza si sveglia in una cella. Non ha memoria di chi sia, né sa dove si trovi. Il suo corpo è avvolto in bende di seta tessute da ragni parlanti. Il Re Orco le sta dando la caccia per divorarla… e inizia così la fuga di Amelia che tra chiari e scuri, incontri fantastici e paesaggi meravigliosi accompagnerà il lettore in un fantasy dalle tinte forti e noir. Le pagine del libro si tramutano in vicoli di un labirinto complesso dall’atmosfera surreale e magica che tuttavia proietta in una realtà non affatto distante come si scoprirà alla fine del romanzo. 

Intervista di Pietro De Bonis a Oreste Brondo, autore del libro “I gatti negli armadi”.

Oreste Brondo ha 50 anni ed è nato a Palermo, ha lavorato per dieci anni in una fabbrica di centrali telefoniche e ha fatto volontariato in un quartiere del centro storico. Sempre aPalermo insieme a un gruppo di giovani aspiranti giornalisti ha fondato la rivista Antimafia delle quale lui curava la parte fotografica. Per una decina di anni si è dedicato intensamente alla fotografia organizzando tre mostre e pubblicando in diverse riviste tra le quali Avvenimenti. Ha lavorato molto con il teatro insieme ai bambini, mettendo in scena in particolare due spettacoli con due storie inventate e scritte insieme a loro. Gli capitaspesso di scrivere racconti, ha pubblicato due libricini di storie allegati a libri delle vacanze (Un topo in casa e La fabbrica delle storie) editi da Ardea ed altri, ma oggi vi parleremo del suo ultimo “I gatti negli armadi”.


Il libro: “La gente comincia a ricevere visite di gatti dagli armadi di casa. Il primo a ricevere queste visite è un cavaliere che trova i vestiti del suo elegante guardaroba tramutati in vestiti di altro genere (camice da poliziotti dei serial degli anni settanta, divise da operai etc.). Decide di liberarsi del suo armadio che finisce in un’isola ecologica (discarica di mobilie in disuso). L’armadio diventa il quartier generale di questi gatti comandati da una sorta di monarca semi umano (il re dei gatti)...

Intervista di Pietro De Bonis a Lisa Di Giovanni, autrice del libro “La Libellula”.

La scrittrice Lisa Di Giovanni nasce a Teramo nel 1975. Nel 2001 si trasferisce a Roma per amore di colui che diventerà suo marito. Dopo aver perseguito gli studi di ragioneria e psicologia, oggi lavora in una società di TelecomunicazioniLisa ha sempre avuto due passioni: la scrittura e la pittura, in secondo piano il teatro e la recitazione. Collabora come redattrice per la testata giornalistica ftNews, occupandosi della sezione cultura (poesie, arte, prosa) e per il mensile cartaceo e web Prima Pagina Abruzzo. E' direttrice editoriale della collana di poesie della casa editrice EVE. Le sue raccolte poetiche più famose sono state: “Frammenti di un’esistenza”, “Sentire”, “La quinta parete”. Nel 2014 ha pubblicato la sua opera omnia “La Libellula” edizioni Youcanprint, di cui oggi vi parleremo.
Il libro: “La scrittrice racchiude vent’anni della sua vita, affrontando a suon di versi temi importanti e universali come l’amore, la sofferenza, la vita, la morte e la passione mettendo in evidenza le loro diverse sfumature.

Intervista di Pietro De Bonis a Marco Dalissimo, autore del libro “Un anno senza giorni”.

Marco Dalissimo è nato a Roma, ha frequentato L'istituto D'Arte Silvio D'Amico non completando gli studi, ma non potendo fuggire al richiamo dell'arte, passati diversi anni, ha intrapreso un approfondito studio sulla storia di Roma. Questa sua passione lo ha riportato interamente verso il mondo classico, facendogli scoprire la parte più in luce di sé:l'amore per il passato del mondo. Ha potuto pubblicare il primo romanzo "Nessun dio sulla terra" edito da Zona Editrice, ma “Un anno senza giorni”, pubblicato da L' Erudita, è il suo libro di racconti di cui oggi parleremo.

Il libro: L'intento di guardare oltre il presente del quotidiano è il primo filo rosso che il lettore può prendere per mano. L'irreale non sembra mai essere un dato certo nelle trame delle storie, è piuttosto presentato come un incipit per accedere ai sogni che camminano a fianco dei protagonisti, sogni, ma anche incubi irrisolti della psiche, luoghi che altrimentinon potrebbero essere mostrati, visioni che Dalissimo tenta di descrivere come potesse avere insieme alla penna, una cinepresa.