giovedì 23 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a G. Celestino, autore del libro “Du Démon”.

G. Celestino nasce a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, ma cresce nel comune di Crescentino, in provincia di Vercelli. Sperimenta varie forme d'arte, passando dal cinema alla composizione musicale, per poi dedicarsi completamente alla scrittura: influenzato dagli autori classici della letteratura gotica e noir, come Mary Shelley ed Edgar Allan Poe, affronta i temi dell'amor perduto, dell'orrore soprannaturale e degli angosciosi abissi dell'io. Nel maggio 2004 pubblica "Tempus Fugit" (Edizione Montedit), dove affronta il tema dell'incapacità dell'individuo di opporsi a forze maggiori, che ne determinano la sua stessa esistenza. Con l'uscita di Magnolia” nel settembre 2004, l'autore raggiunge la massima espressione dei suoi intenti poetici. A distanza di anni, decide di tornare alla forma in prosa: Du Démon, la sua terza pubblicazione (Edizioni della Goccia), e in effetti il suo primo romanzo, di cui oggi parleremo.

Il libro: Londra, 1890. Il cadavere di un noto psichiatra, coinvolto in pratiche occulte, viene rinvenuto in una stanza d'albergo. Sui muri della camera qualcuno ha appuntato undici poesie in stile ermetico, suggerendo un marcato senso per la teatralità. L'ispettore Alexandre Blake, sagace poliziotto dedito alle droghe e all'alcool, viene chiamato a indagare, scoprendo, suo malgrado, quanto profonde possano essere le radici della follia. Passando attraverso omicidi, vortici passionali e differenti forme d'arte, Blake verrà catapultato in un oscuro universo gotico, in cui il viaggio nel tempo sarà più di una semplice ipotesi; i fantasmi del passato e le proiezioni di un futuro angosciante lo condurranno faccia a faccia col progresso scientifico e con la verità.



Pietro De Bonis: Ciao G. Celestino! Da quasi dieci anni, poeta, saggista e romanziere: come si sta da scrittori?

G. Celestino: Un saluto a te, Pietro. Beh, domanda difficile questa; siamo in un Paese che, statisticamente, legge poco... a volte, male. Ci sono, inoltre, più libri in vendita che lettori e, certamente, la mia speranza è che si tratti di un trend destinato a cambiare, prima o poi. Per ciò che mi riguarda, cerco di conciliare al meglio questa mia passione con il quotidiano... nel migliore dei modi, s'intende.


Pietro De Bonis: “Du Démon” è il tuo primo romanzo: da dove nasce l'interesse per il noir-thriller- horror, quindi per le tinte gotiche e tutto ciò che concerne questo affascinante genere letterario?

G. Celestino: All'improvviso, ho avuto la necessità di celebrare appunto un genere che contraddistinse gran parte delle mie prime letture giovanili... abbracciando un contesto che si ponesse a metà strada tra il Frankenstein della Shelley e le più psicologiche inquietudini di Poe. In generale, la purezza del thriller ottocentesco penso sia difficilmente ripetibile... e il gotico non passa mai di moda.  


Pietro De Bonis: Un romanzo che tira in ballo la distanza tra scienza e arte, che scava alle radici del Male. Illuminaci.
G. Celestino: Scienza e arte, per l'appunto, fuse nella cinematografia, nell'Arte visiva con la A maiuscola, capace di attirare lo sguardo di chiunque o di assoggettarlo nello stile di vita. Il Male di cui parla “Du Démon” è quello dell'anima e della psiche, che porta alla follia, alla distorsione del reale... C'è un punto preciso nel romanzo, ad esempio, in cui il protagonista capisce a fatica cosa sia reale e cosa no... proprio come nel cinema, in fondo.


Pietro De Bonis: Ambientato nella Londra del 1890, descrivi però paure che riguardano soprattutto il nostro contemporaneo.

G. Celestino: Le paure non possono essere confinate in un periodo storico, in una linea temporale o in un determinato giorno... se hai paura del buio nel 1800, non c'è lampadina del 2000 che possa aiutarti.  


Pietro De Bonis: Una curiosità, il titolo “Du Démon” si rifà ad una frase presente nel libro: “colère absolue du Démon”, ovvero “la collera assoluta del Diavolo”. Puoi spiegarci?

G. Celestino: La rabbia emozionale in ognuno di noi... nello specifico, il 'quid' dell'attore spinto dall'assoluta vanità nell'interpretare un ruolo; non si tratta di un romanzo che parla del Diavolo, ma dell'infernale desiderio di dare un senso alle cose, di capire quale sia davvero questo ruolo quando tutto sembra sfuggirci di mano. Vuole essere una citazione alla pellicola “La fin absolue du monde”, che pare sembra sia stata proiettata una sola volta nel ’71 per poi svanire nel nulla; la leggenda dice che, la sua visione, causò agli spettatori svariati raptus di follia inspiegabili.

      
'Pietro De Bonis: In Du Démon”, in particolar modo nei primi capitoli, fondi  prosa e poesia. Operazione di scrittura spontanea o ragionata? Se ragionata, quale lo scopo?

G. Celestino: Non la considero una sperimentazione... anche perché non la vedo come una fusione, quanto un elenco di particolarità che aiutano il lettore a calarsi nel ruolo dell'investigatore; le poesie sono riportate così come Blake le legge sul muro... l'intera vicenda che si sviluppa in seguito, è tutta lì... un po' come in 'Profondo Rosso' di Dario Argento.  


Pietro De Bonis: Dicci qualcosa sui personaggi che popolano e vivono il tuo romanzo.

G. Celestino: Mi diverto sempre a scavare nella storicità; cerco di essere quanto più attendibile nei confronti di un periodo passato per dare maggiore credibilità alla vicenda... A parte qualche soggetto, che rappresenta comunque un archetipo della narrativa di genere, la maggior parte sono personaggi realmente esistiti... i quali hanno avuto ruoli documentabili in contesti investigativi analoghi o presentano lati oscuri nelle proprie biografie.


Pietro De Bonis: Grazie G. Celestino per questa intervista. Dove possiamo immediatamente acquistare “Du demon”, edito da Edizione della Goccia? Lasciaci con un brevissimo passo del tuo libro.

G. Celestino: Bene, dunque... è possibile ordinare “Du Démon” in libreria: suggerite al vostro libraio di scrivere alla Casa Editrice su info@edizionidellagoccia.it. Mandate una mail direttamente al sottoscritto, perché no... celemobile@gmail.com: amo il confronto diretto con il lettore incuriosito e accolgo piacevolmente la critica. Il romanzo si trova, inoltre, on line: sulla mia Facebook fan pagewww.facebook.com/CelestinoGiuseppe cliccate sul tasto 'acquista ora', oppure cercatemi nei canali 'IBS' e 'Libreria Universitaria'. Che altro dire? Ah, giusto... il passo del libro... direi “Lei fuma... ma non ama. Buon per l'anima sua”.



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