giovedì 23 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Chiara Albertini, autrice del libro ”Nel cuore di una donna”.

Chiara Albertini nasce a Cesena, ma cresce a Milano Marittima, è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’università di Bologna. Pubblica la sua tesi di laurea in lingua e letteratura inglese "Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters", vincendo il Premio Carver (2012) e arrivando seconda al Premio Franz Kafka Italia (2012). Collabora da oltre dieci anni presso l'azienda di famiglia, legata al settore immobiliare. Oltre alla lettura e scrittura, le piace disegnare, ascoltare musica, visitare città d'arte e praticare sport all'aria aperta. Attualmente sta ultimando un corso in tecniche di redazione: editing, correzione di bozze.

Il libro: “Alla soglia dei sessant'anni, ancora una volta il destino farà capolino nella vita di Susan, donna volitiva, dalla forte e spiccata personalità, la quale si troverà a combattere la sua più grande battaglia. Non sarà soltanto il ruolo di moglie e madre ad essere una volta per tutte messo in discussione, ma anche, e soprattutto, quello di figlia, non meno importante. La scoperta - e riscoperta - di un passato da lei sapientemente celato, l'affiorare prorompente di un segreto di famiglia, sarà il perno attorno al quale si scatenerà una serie di accadimenti e colpi di scena… E quando tutto sembrerà ormai perso, sarà un ennesimo e significativo incontro a permettere a Susan di ritrovare se stessa e tornare a vivere.


Pietro De Bonis: Ciao Chiara! ”Nel cuore di una donna” il tuo romanzo, cosa c’è nel cuore di una donna?

Chiara Albertini: Credo vi siano molte cose: dignità, fede, forza, coraggio, fragilità e amore… amore a 360 gradi, colto in tutte le sue forme e sfaccettature.

Pietro De Bonis: Offri un romanzo in cui la protagonista è una tenace e fragile sessantenne, la cui storia potrebbe offrire interessanti punti di vista e nuove prospettive chi la legge, è così?

Chiara Albertini: Sì, lo credo. Ho cercato di narrare una storia come tante altre, di tutti noi, di tutti i giorni. Un “vissuto” in cui ciascun lettore, ciascuna lettrice potrebbe potenzialmente immedesimarsi, in parte o in tutto. Narrare attraverso gli occhi “maturi” di più personaggi è stata una scelta meditata, finalizzata a offrire nuovi spunti di riflessione, nuove prospettive…


Pietro De Bonis: Ma un genitore assente per quarant’anni, secondo te, Chiara,rimane ancora un genitore?

Chiara Albertini: Domanda difficile a cui dare una risposta pertinente. Perché si tratta di una tematica delicata, e perché provo a risponderti da non madre ancora… Tuttavia, credo che il legame di sangue sia qualcosa di unico e di assoluto, a cui non si può sfuggire, un po’ come con il destino. È qualcosa con cui quotidianamente devi “fare i conti” - uso un’espressione un po’ forte -, sia che tu sia genitore, sia che tu sia figlio… e sia che tu possa avere un genitore presente o assente. È un legame indissolubile indubbiamente, che mette in campo e in gioco tante, troppe variabili. Ognuno è libero di viverlo come meglio crede o come meglio può, e ogni caso “famigliare” è senza dubbio a sé. Difficile entrare in merito, a livello personale. Però, alla fine, scelgo di risponderti con una domanda… se non fosse stata veramente un genitore, Susan sarebbe andata “incontro” alla madre, dopo molti anni? Se da parte della protagonista non vi fosse stato il riconoscimento di questo legame, del suo valore intrinseco, sarebbe nata la trama del mio romanzo? Io credo proprio di no.



Pietro De Bonis: Ci leggi un breve passo del tuo romanzo?

Chiara Albertini: “Il passato affiorava prepotente nel suo cuore, assieme a lui palpitava, pulsava, quando il suo sguardo, in quegli attimi così indifeso, si posava su una fotografia ormai sbiadita dal tempo, ma incapace di cancellare il ricordo di un’infanzia difficile”.



Pietro De Bonis: Gli incontri nella vita, sono sempre casuali?

Chiara Albertini: Ritengo che il destino sia qualcosa che in parte si possa creare, ma in parte è qualcosa di già deciso. Molti incontri, molte situazioni o “cose” accadono a prescindere dalla propria volontà. Sono un qualcosa di slegato dalle nostre scelte.



Pietro De Bonis: I lettori come stanno accogliendo ”Nel cuore di una donna”? Che tipo di critiche stai ricevendo? Se le stai ricevendo.

Chiara Albertini: In linea di massima, posso ritenermi soddisfatta e orgogliosa di quanto ho scritto. Mi sono rapportata e confrontata in merito con diversi lettori e diverse lettrici, i quali mi hanno dato feedback positivi, stimolanti e di incoraggiamento.



Pietro De Bonis: Riflettevi sul fatto che la narrativa italiana non offre molto spazio a protagoniste "mature", "adulte". Vuoi spiegarci meglio questo tuo pensiero, Chiara?

Chiara Albertini: Nonostante non possa possedere un’ampia visione di quanto offerto al pubblico lettore, ho tuttavia riflettuto sulla presenza frequente e costante, all’interno del panorama letterario, di protagoniste o “eroine” appartenenti a fasce di età differenti da quelle presentate nel mio romanzo. Non è difficile rapportarsi e identificarsi con personaggi femminili adolescenziali o con giovani donne con un’età compresa fra i venti e i quaranta anni.



Pietro De Bonis: Una considerazione sul pianeta degli ebook.

Chiara Albertini: L’avvento del digitale, degli e-book è un percorso alternativo e parallelo a quello classico, tradizionale “cartaceo” - che considero tuttora degno di nota e allettante -, una strada indubbiamente con i suoi pro e contro, contraddistinta da tempi, modalità e variabili tutti suoi.



Pietro De Bonis: Grazie Chiara per questa intervista. Dove possiamo acquistare il tuo ”Nel cuore di una donna”?

Chiara Albertini: Il romanzo è disponibile in formato e-book in molte librerie on line (Amazon.it, Kobobooks, Mondadoristore, Feltrinelli, Ibs, iBooks, etc.). Per chi volesse reperirlo in formato cartaceo, lo può trovare su Amazon.it.                  





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