mercoledì 29 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis ad Adua Biagioli Spadi, autrice del libro “L’alba dei papaveri”

Adua Biagioli Spadi vive a Pistoia, maestra d’arte, frequenta il corso di laurea in Lettere Moderne all’Università di Firenze e diventa Operatrice culturale e dello spettacolo dal 1995. Recensionista e poetaè presente in numerose pubblicazioni di antologie di Premi e Concorsi letterari, nazionali e internazionali, partecipa a Reading di poesia e Reading poetici teatraliA giugno di quest’anno pubblica “L’alba dei papaveri – Poesie d’amore e di identità” (Casa Ed. La vita felice), di cui oggi parleremo.

Il libro: L'alba dei papaveri è un ricordo, quello di una bambina. Può esserci differenza tra le prime venti poesie e dalla ventunesima in poi, forse si noterà. Solo che la poetessaevolve nel tempo, anche mentre scrive. Le prime venti poesie sono nate in un contesto che ha trovato il suo proseguimento nelle seguenti e prese da sole sanno vivere di luce propria. C'è una ragione. Ma Adua lo dirà alle presentazioni del libro.



Pietro De Bonis: Ciao Adua! “L’alba dei papaveri”, la tua opera prima. Cosa simboleggiano i papaveri? E l’alba?
Adua Biagioli Spadi: Ciao Pietro, sì, L’alba dei papaveri è ricca di immagini simboliche delle quali i papaveri con il loro rosso vellutato, mai eccentrico che adoro e che sbiadisce con il passaggio del tempo, rappresentano un ricordo, ovvero nella totalità dell’intera opera “il ricordo”. L’alba lo racchiude, questo ricordo che sembra passato ma sempre pronto ariemergere come i colori del sole al mattino. L’alba è l’inizio, il richiamare alla memoria, l’alba è una nascita.

Pietro De Bonis: Frutto di un lavoro durato dal 2007 al 2014, la raccolta è nata da un’esigenza di “parlarsi” e successivamente di parlare, è così?
Adua Biagioli Spadi: Sì in effetti è stato un lavoro lungo, dotato di una sua leggerezza, giorno per giorno arricchito con qualcosa di nuovo. Un’esigenza di parlare a me stessa certamente, tant’è vero che tutto quello che usciva fuori via via dall’impressione e dall’emozione restava non solo chiuso in me in quanto persona, ma anche tangibilmente chiuso in un cassetto. Appena ho deciso di aprirlo, quel cassetto, ecco la decisione libera di condividerlo.

Pietro De Bonis: Poesie d’amore e identità è il sottotitolo indicante due fulcri fondamentali su cui poggia lo sviluppo dei testi: l’amore con tutti i suoi volti, l’identità con la ricerca dei vari aspetti dell’Io relazionato al mondo.

Adua Biagioli Spadi: Poesie ‘D’amore e di identità’, l’uno che abbraccia l’altra, si amalgamano proprio come fanno Amore e Psiche, come due innamorati perché entrambi sono accomunati da un’evoluzione interna e intrinseca, al mutare dell’identità, del proprio essere, muta inconsciamente ma anche con risvolti visibili direi, l’amore. Eppure se riflettiamo, entrambi hanno pure una caratteristica che è l’unicità, unici, rappresentativi di, e contemporaneamente racchiudono maree di possibilità nella loro profondità.

Pietro De Bonis: Adua, Intendi il ricordo come esperienza da “rivivere” con un Io diverso, capace di giusta valutazione e più pacata riflessione. Ma “rivivere” diventa necessario come “vivere”? O lo stesso “vivere” alla fine è un continuo “rivivere”?
Adua Biagioli Spadi: Un bel gioco di parole sul ricordo. Il ricordo si rivive e ci ricamiamo sopra in una specie di continua rivisitazione che fa bene e male, un po' tutte e due le cose. La memoria è un bacino talmente infinito che permette di essere consapevoli di tutto quello che non abbiamo più e allo stesso tempo di quello che resta sempre con noi e dunque, che è dentro di noi. Da qui forse, la necessità e il necessario fare del ‘rivivere’ un qualcosa di sempre presente e ‘vivo’. Da qui forse, il continuo ‘rivivere’ ciò che vive soltanto nel regno del cuore, in un filo che non ha nodi né tagli di forbice. Fluido come un liquido è il ‘rivissuto’ che si immerge nel più vivo presente.

La speranza è un destino
inseguito nell’innocenza,
forse mi cerca come il domani
moltiplicazione di ansie irrisolte
delle mie incertezze di carta,
è spina di rosa che graffia
unica via diritta al fondo.
Punto giallo al centro del nero.

Pietro De Bonis: Riesce il lettore con “L’alba dei papaveri”, secondo te, Adua, a trovare una propria cifra di confronto?
Adua Biagioli Spadi: Io credo di sì, credo che alla fine il lettore riesca a trovare un confronto con cui misurarsi leggendo i testi, perché quando parlo di ricordi e li traduco in immagini, luoghi, sentimenti, domande, credo che l’uomo in quanto essere umano senta riflettere quelle sensazioni provate, quella magica restituzione che canta dentro insieme al verso. E in ogni caso, e me lo auguro, è quello che desidererei al di là dell’impronta personale e intimistica data al contesto.

Pietro De Bonis: Quale il messaggio che vuoi consegnare con questo libro?

Adua Biagioli Spadi: Il messaggio che voglio consegnare è la positività, la speranza, la riflessione sulla vita, il saperla qui e l’augurio che anche solo per un attimo al giorno ciascuno possa soffermarsi a osservarla, come un perfetto dono, prezioso e misterioso per il quale vale la pena porsi domande per appagarsi di qualche risposta che riesca a gratificare e a liberare l’anima.

Pietro De Bonis: Grazie Adua per questa intervista, dove possiamo acquistare !L’alba dei papaveri”? Quando la prima presentazione?

Adua Biagioli Spadi: Grazie a te! “L’alba dei papaveri”- Poesie d’amore e di identità, è una raccolta poetica che si può acquistare tramite il sito della casa editriceoppure ordinandolo in tutte le librerie on-line (Amazon, IBS, Wuzecc) e in tutte le librerie nazionaliGrazie ancora a te!



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