mercoledì 29 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis ad Adua Biagioli Spadi, autrice del libro “L’alba dei papaveri”

Adua Biagioli Spadi vive a Pistoia, maestra d’arte, frequenta il corso di laurea in Lettere Moderne all’Università di Firenze e diventa Operatrice culturale e dello spettacolo dal 1995. Recensionista e poetaè presente in numerose pubblicazioni di antologie di Premi e Concorsi letterari, nazionali e internazionali, partecipa a Reading di poesia e Reading poetici teatraliA giugno di quest’anno pubblica “L’alba dei papaveri – Poesie d’amore e di identità” (Casa Ed. La vita felice), di cui oggi parleremo.

Il libro: L'alba dei papaveri è un ricordo, quello di una bambina. Può esserci differenza tra le prime venti poesie e dalla ventunesima in poi, forse si noterà. Solo che la poetessaevolve nel tempo, anche mentre scrive. Le prime venti poesie sono nate in un contesto che ha trovato il suo proseguimento nelle seguenti e prese da sole sanno vivere di luce propria. C'è una ragione. Ma Adua lo dirà alle presentazioni del libro.


Intervista di Pietro De Bonis a Moka, autrice del libro “Tutte le parole del Mare”.

Moka è cresciuta nel bel paesello di Solcio di Lesa sul Lago Maggiore. Diplomata come Perito Meccanico, ha scoperto l’amore per la scrittura alle superiori. Trasferitasi inSvizzera, lavora in una ditta elicotteristica, sua seconda grande passione. Ha partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo discreti risultati sia nell’ambito della poesia che nella narrativa; ha pubblicato in alcune antologie collettive. Nel 2009 ha pubblicato l’opera prima dal titolo “Verrà la Notte, avrà la tua Luce”. Nel 2011 è uscito il secondo libro “Amanti di carta” scritto a quattro mani con WSKS, amico, appassionato poeta e attore. Nel 2013 è stata pubblicata la silloge poetica dal titolo “Nessuno é innocente” (inserita nel Catalogo Nazionale Svizzero), e il 3 luglio 2015 è stato pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Tutte le parole del Mare” (editore Arpeggio Libero), di cui oggi vi parleremo.

Il libro: “Allontanarsi dalla realtà, staccarsi da ogni concezione umana e affidarsi all'anima: i presupposti per la lettura di questo libro. Si viaggia in un mondo reale e non reale al tempo stesso, percepibile attraverso la propria intimità; s'incontrano personaggi che si confondono con le onde e il vento, eppure veri. A discrezione del lettore intuire. A lui il compito d'identificarli attraverso il sentire, così che Jorvik è il ritorno al dovere, Petra la forza che regge il corpo. Un viaggio forse onirico, forse vero, fra isole, strapiombi e pericoli. Un viaggio che come vele al vento si spiega fra le righe di un romanzo epistolare, da vivere attraverso l'empatia col protagonista; un pirata poeta, che percorre la vita in simbiosi con la natura, ricavando da essa nutrimento per lo spirito, al fine di ritornare da Lei. Ogni isola, ogni anfratto un sentimento, perché i sentimenti, in fondo, sono tutte le parole del mare.”

Intervista di Pietro De Bonis ad Alberto Colangiulo, autore del libro “Teresa ha gli occhi secchi”.


 Torno sempre sul luogo del diletto. Un gioco di vocali e ci racconta cos’è la scrittura per Alberto Colangiulo. Classe 1973, studi classici e laurea in Filosofia, un percorso contorto e un lavoro nel settore metalmeccanico in un’azienda leader del serramento, una forte passione, la scrittura, da inseguire e braccare nei piccoli spazi di tempo. Sposato con tre figli, Alberto vive e scrive a Tricase, nel Basso Salento, una terra che ama e racconta fuori dai canoni da cartolina. Alcuni suoi racconti sono rintracciabili sul web; con uno di questi è presente nell’antologia “Italian Noir 2”.  Nel 2013 ha esordito con il suo primo romanzo “Il tesoro di Sant’Ippazio”. “Teresa ha gli occhi secchi”, il suo romanzo edito sempre da Lupo  Editore, di cui oggi vi parleremo.


Il libro: Il mare è così: o ti porta santi o ti porta tempeste. Basso Salento, Porto di Trecaze. In questo ultimo sud d’Italia scolpito dalle acque un veneziano, vagabondo del mare, trova riparo durante una tempesta. La sua vela è distrutta e lui, costretto a stanziarsi, riesce a far breccia negli animi degli abitanti del borgo. E non solo. Mette su una birreria proprio sul molo del porto e col tempo trasforma quell’osteria marinara in un punto di ritrovo per gli amanti della libertà, in rifugio per solitari e bettola per baldorie. Ma in un mattino di fine novembre il suo corpo viene ritrovato in una marmitta a galleggiare nel lento moto di un mare in bonaccia. Fra sguardi sospetti e poche parole di una muta comunità il maresciallo Gerardi e l’appuntato Nardi indagano sull’omicidio, ma entrambi si ritroveranno a investigare su se stessi, sulla parte buia della loro anima e sulle loro emozioni. Dovranno navigare nel proprio mare nero…”


venerdì 24 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Dario Galimberti, autore del libro “Il calice proibito”.

Dario Galimberti vive a Lugano, in Svizzera. È responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI)A Lugano svolge anche l’attività di architetto ed è contitolare dello studio d’architettura Bassi & Galimberti. Nel 1991 ha ricevuto, a Vicenza, il prestigioso Premio internazionale di architettura Andrea Palladio. Nel 1999 ha realizzato e messo online il sito web Vitruvio.ch, portale-blog dedicato all'architettura. Nel 2010 ha ricevuto il Credit Suisse Award For Best Teaching. Ha pubblicato diversi scritti specialistici su riviste di settore e alcuni testi professionali tra i quali: Gli strumenti da disegno prima del computer. Oltre a Il calice proibito (Libromania, giugno 2015) ha pubblicato Il Bosco del Grande Olmo (Robin, marzo 2014).

Il libro: “Regna ormai il silenzio quando Mia trova la forza di uscire dal suo nascondiglio di fortuna. Poche ore prima qualcuno si era introdotto in casa, senza accorgersi della sua presenza. Li ha sentiti rovistare a lungo e meticolosamente in tutte le stanze, prima di allontanarsi portandosi via i rilievi faticosamente realizzati nella Domus Rhenus: il primo incarico importante nella sua giovane carriera di architetto perduto per sempre. Chi può essere interessato a quei disegni fatti al solo scopo di pubblicizzare il sito archeologico di Augusta Raurica in Svizzera? Con l'aiuto del suo professore e di pochi fidati amici, Mia non tarda a rendersi conto che i suoi progetti rivelano una mappa che porta a un tesoro ambito da molti…”

Intervista di Pietro De Bonis a Piero Olmeda, autore del libro “La bellezza e la bestia”.

Piero Olmeda ha prodotto molti spettacoli di poesia, tra cui la performance Odio la Poesia durante la quale distrusse in diretta un numero imprecisato di televisori a tubo catodicoHa realizzato presso il Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova i poemi Zero e L'allegro Faust recitati dalla voce sintetizzata del computerche sono stati diffusi in Italia e in numerosi altri paesi europei ed extraeuropei. È stato il fondatore della Computer Poetry italiana elaborando il programma per scrivere poesie Lispoet con il quale ha prodotto alcuni testi presentati nei più importanti festival di poesia e arte elettronica, tra cui il First International Symposium on Electronic Art (Olanda) e Milanopoesia. Negli ultimi anni si è dedicato alla scrittura di racconti e romanzi tra cui il racconto breve Un Giorno Verdeil romanzo breve La Bellezza e la Bestia, di quest’ultimo oggi vi parleremo.


Il libro: “Come uno scrittore che era rimasto giorni e giorni immobile di fronte alla pagina bianca e non sapeva più cosa scrivere, come scriverlo, in quale modo riempire di parole quella pagina dal bianco doloroso colore, parole che non fossero semplicemente l'aridità della semplice cronaca, così A. strappò la pagina stessa, rifiutò di recitare la sua parte in una commedia da quattro soldi”.

giovedì 23 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a G. Celestino, autore del libro “Du Démon”.

G. Celestino nasce a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, ma cresce nel comune di Crescentino, in provincia di Vercelli. Sperimenta varie forme d'arte, passando dal cinema alla composizione musicale, per poi dedicarsi completamente alla scrittura: influenzato dagli autori classici della letteratura gotica e noir, come Mary Shelley ed Edgar Allan Poe, affronta i temi dell'amor perduto, dell'orrore soprannaturale e degli angosciosi abissi dell'io. Nel maggio 2004 pubblica "Tempus Fugit" (Edizione Montedit), dove affronta il tema dell'incapacità dell'individuo di opporsi a forze maggiori, che ne determinano la sua stessa esistenza. Con l'uscita di Magnolia” nel settembre 2004, l'autore raggiunge la massima espressione dei suoi intenti poetici. A distanza di anni, decide di tornare alla forma in prosa: Du Démon, la sua terza pubblicazione (Edizioni della Goccia), e in effetti il suo primo romanzo, di cui oggi parleremo.

Il libro: Londra, 1890. Il cadavere di un noto psichiatra, coinvolto in pratiche occulte, viene rinvenuto in una stanza d'albergo. Sui muri della camera qualcuno ha appuntato undici poesie in stile ermetico, suggerendo un marcato senso per la teatralità. L'ispettore Alexandre Blake, sagace poliziotto dedito alle droghe e all'alcool, viene chiamato a indagare, scoprendo, suo malgrado, quanto profonde possano essere le radici della follia. Passando attraverso omicidi, vortici passionali e differenti forme d'arte, Blake verrà catapultato in un oscuro universo gotico, in cui il viaggio nel tempo sarà più di una semplice ipotesi; i fantasmi del passato e le proiezioni di un futuro angosciante lo condurranno faccia a faccia col progresso scientifico e con la verità.

Intervista di Pietro De Bonis a Giusy Fogu, autrice del libro “La vita dentro”.

Giusy Fogu nasce e vive ad Iglesias, ridente cittadina del Sud Ovest Sardo, lavora nella redazione di un  Settimanale locale, si è occupata di volontariato educativo per quasi vent’anni, ha frequentato per alcuni anni  una scuola di teatro e debutta come attrice ad Iglesias con la Compagnia “Quinte emotive” di cui è anche Presidente, nel Giugno 2011, ed è tuttora impegnata in numerosi spettacoli di prosa. Poeta per passione e impulso d’anima, torna all’amore per la scrittura nel 2006. Dal 2008inizia a partecipare ad alcuni concorsi letterari, si classifica tra i primi posti in molti di loro.Pubblica la sua prima raccolta poetica, dal titolo “Il vento dell’isola”La Riflessione Editore, nel Settembre 2012. “La vita dentro” è il suo secondo libro, di cui vi parleremo oggi.


Il libro: “Il sogno nel cassetto, o forse… la polvere nel cassetto! Il velo di una soffice patina che ricopre pensieri, parole, idee, sogni, desideri forti e inconfessati.  Che cosa teniamo nei cassetti? Tanto, a volte tutto… Nascosto sotto una vecchia maglietta, sotto il caldo maglione invernale che usiamo in serate di pioggia, quel tenero ricordo legato al filo che lo compone, che ne fa vela gonfia e poi ammainata prima dell’approdo..

Pietro De Bonis: Ciao Giusy! Poetessa per passione e impulso d’anima, è così?

Intervista di Pietro De Bonis a Chiara Albertini, autrice del libro ”Nel cuore di una donna”.

Chiara Albertini nasce a Cesena, ma cresce a Milano Marittima, è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’università di Bologna. Pubblica la sua tesi di laurea in lingua e letteratura inglese "Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters", vincendo il Premio Carver (2012) e arrivando seconda al Premio Franz Kafka Italia (2012). Collabora da oltre dieci anni presso l'azienda di famiglia, legata al settore immobiliare. Oltre alla lettura e scrittura, le piace disegnare, ascoltare musica, visitare città d'arte e praticare sport all'aria aperta. Attualmente sta ultimando un corso in tecniche di redazione: editing, correzione di bozze.

Il libro: “Alla soglia dei sessant'anni, ancora una volta il destino farà capolino nella vita di Susan, donna volitiva, dalla forte e spiccata personalità, la quale si troverà a combattere la sua più grande battaglia. Non sarà soltanto il ruolo di moglie e madre ad essere una volta per tutte messo in discussione, ma anche, e soprattutto, quello di figlia, non meno importante. La scoperta - e riscoperta - di un passato da lei sapientemente celato, l'affiorare prorompente di un segreto di famiglia, sarà il perno attorno al quale si scatenerà una serie di accadimenti e colpi di scena… E quando tutto sembrerà ormai perso, sarà un ennesimo e significativo incontro a permettere a Susan di ritrovare se stessa e tornare a vivere.

venerdì 3 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Serena Marchi, autrice del libro “Madri, comunque”, Fandango Libri.


Serena Marchi nasce in un paesino della campagna veronese nell’agosto del 1981. Giornalista dal 2003, studia lettere all’università e inizia a lavorare presso l’ufficio stampa di una multi-utility veronese, dove è tuttora addetta stampa. Appassionata di lettura in ogni suo genere, ha un figlio che si chiama Ettore. Madri, Comunque” è il suo primo libro, edito da Fandango Libri.


Il libro: Mi chiamo Francesca, ho trentacinque anni e sono sulla sedia a rotelle. Ma non sono nata così. La mia colonna vertebrale si è spezzata facendo una verticale, per gioco, in cortile, un pomeriggio. Avevo quindici anni. E da allora, non posso più utilizzare i miei arti inferiori. No, non sono caduta e all’improvviso non ho più sentito le gambe. È stata una lenta perdita di sensibilità, ora dopo ora. La sera mi pizzicavano i piedi, davo la colpa alle scarpe con i tacchi. Le prime che portavo in vita mia. Dopo qualche giorno e un vagare per ospedali, una tac ha evidenziato un ematoma che mi ha occluso una vena, causando un danno irreversibile alla spina dorsale. I miei sogni di adolescente sono immediatamente svaniti nel nulla. Avrei voluto sposarmi, mettere su famiglia, avere dei bambini. Per qualche mese non riuscivo ad immaginare un futuro, costretta a star seduta su quattro ruote. Poi sono tornata in me e ho ripreso in mano la mia vita. Quando ho capito che potevo piacere comunque ad un ragazzo, anche se avevo la carrozza incorporata, ho alzato la testa e inseguito i miei sogni. E ci sono riuscita.


L’universo della maternità
attraverso le sue protagoniste.
Diversi modi per essere madri, tutti ugualmente validi,
tutti con uguale dignità di esistenza.


Intervista di Pietro De Bonis a Michela Zanarella, autrice del libro “Nuova identità (Il segreto)”.


Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980, è cresciuta a Campo San Martino (PD), dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha iniziato a scrivere poesie nel 2004 e da allora ha pubblicato vari libri: "Credo" (2006), "Risvegli" (2008), "Vita, infinito, paradisi" (2009), "Sensualità" (2011), "Meditazioni al femminile" (2012), "L’estetica dell’oltre" (2013), "Le identità del cielo" (2013). Molte sue poesie figurano in antologie a tiratura nazionale, e sono state tradotte in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno. Alla direzione della collana poesia ARTeMUSE, collabora con la rivista internazionale "Orizont Literar Contemporan", la rivista di letteratura "Euterpe" e "Poeti nella società", e da free lance con la Free Lance International Press. E' Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Le Ragunanze”, nonché responsabile della sezione musica di Flipnews. Per la narrativa ha pubblicato il libro di racconti "Convivendo con le nuvole" (2009) e da pochi giorni la biografia della cantautrice Linda d "Nuova identità (Il segreto)" con la Twins Edizioni, e proprio di quest’ultimo indovinate un po’ oggi vi parleremo.

 “Nuova identità (Il segreto)” è un romanzo potente e intenso sulla vita della giovane cantautrice Linda d, in cui l’autrice, Michela Zanarella, descrive con maestria le fragilità delle relazioni ed esplora con delicatezza i sentimenti umani e le ardue scelte che nascondono il segreto dell’esistenza. La storia di quell’istante in cui non importa più cosa è giusto o cosa è sbagliato. La storia di una giovane coraggiosa, di una ragazza speciale. La storia di abbandoni improvvisi e di un amore che non conosce né tempo né ostacoli. Perché a volte l’unica cosa che conta è lottare per quello che si ama veramente.”

mercoledì 1 luglio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Nadia Banaudi, autrice del libro “Il giardino viola”.


Nadia Banaudi nasce il 1 marzo del 1974 a Savona, si sposa a 20 anni ed è mamma a tempo pieno di due figli. Si considera una lettrice onnivora, ma adora soprattutto thriller e noir, anche se non disdice i romanzi. Scrivere per lei è  un piccolo sfogo: si nasconde dietro ai suoi personaggi per svelare un po’ di sé. “Il giardino viola”, il suo romanzo, di cui oggi vi parleremo.


Il libro: “Ogni esistenza umana nasconde sogni, infelicità ed un vago senso di inadeguatezza. Anche quelle che sembrano perfette. Le storie della protagonista, Viola, ci portano in posti diversi, nelle loro vite ordinarie e straordinarie a raccontarcene stralci. Le storie delle altre protagoniste si intersecano tra loro solo alla fine come se diventasse inevitabile, come se il destino ci dovesse mettere lo zampino a tutti i costi. Il giardino Viola è di sicuro un posto di inviolabile pace che tutti si anela.”

Intervista di Pietro De Bonis a Valentina Capecci, autrice del libro “Il passo del pollo”.



Valentina Capecci è nata ad Ascoli Piceno, laureata in giurisprudenza è sceneggiatrice di film per il cinema: “Se fossi in te” “L’uomo perfetto” “E’ già ieri” “Uncut” “Como estrella fugages” oltre 20 fiction TV per Rai e Mediaset tra le quali “Non lasciamoci più” “Il commissario” “Prigioniere del cuore” “Caterina e le sue figlie” “I Cesaroni” “Mogli a pezzi” “Sangue caldo” “Il commissario Manara” “Il sangue e la rosa” “I delitti del cuoco” “Provaci ancora Prof” “Pupetta” “Rosso San Valentino” “Baciamo le mani” e, in uscita: “I misteri di Laura”

Oltre a commedie per il teatro: “Le parole non contano” “Souvenir” “Le confidenze del pene” “Devo dirti una cosa” “Due donne e un delitto” e racconti, ha curato la raccolta “Omicidi all’italiana” ed. Colorado Noir, ha pubblicato il libro “Gente Normale” edito da Marsilio e l’ebook “Lui è mio e lo rivoglio” è stato per oltre un anno nella top ten della sezione umoristica di Amazon


Oggi vi parleremo del suo ultimo ebook “Il passo del pollo”.


Il libro: “Lui è un giovane spiantato che si innamora di una bella spocchiosa che non se lo fila. Allora per conquistarla organizza una truffa. Insieme a una banda di scombinati che la metà basta e la complicità di un pollaio. Naturalmente succedono casini, in questa buffa, ingenua, divertente e commovente favola di periferia, ma alla fine...

Intervista di Pietro De Bonis a Cristoforo De Vivo, autore del libro “Più che amici”.


Cristoforo De Vivo nasce a Caserta, è autore di poesie e racconti, un hobby che coltiva fin da bambino. Descrive in ogni sua opera l’amore, l’amicizia e i sentimenti che tutti noi viviamo quotidianamente. L'amore è qualcosa che se vuoi potrà farti trovare l'assoluto”, dice Cristoforo, “è ciò che sento e voglio esprimere in ogni storia da me descritta”. Ha pubblicato “Il caffè sospeso”, “Una fantastica storia”, “La città che non dorme mai”, e ultimo “Il ladro di stelle”, ePiù che amici”, di cui vi parleremo oggi.

Il libro: Storie di amicizie vissute al tempo della maturità,emozionante, travolgente, ogni avvenimento vissuto insieme sarà comunque bello e indimenticabile... Katia, una diciannovenne alle prese con la Maturità, non sa che cosa fare del proprio futuro e, cercando di studiare con i suoi amici per quel grande incubo che possono definirsi gli Esami di Stato, vivrà tante piccole avventure che forse -prima o poi- l'aiuteranno ad auto-appellarsi matura...