mercoledì 20 maggio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Virginia Graziani, autrice del libro “Appena Prima Dell’Alba”.

Virginia Graziani è nata ad Anzio nel 1988. Dopo aver conseguito il diploma di liceo classico ha studiato legge. Oltre ad “Appena Prima Dell’Alba” ha pubblicato i romanzi “Mississippi” con Cellar Door Editore e “Corna Di Capra”, con Lettere Animate, nonché alcuni racconti.

Il libro: “Il prestigioso istituto St. Moise dà il via all’annuale festa di fine anno con la tradizionale “caccia all’indirizzo” per scoprire il luogo del party. Seguendo gli indizi riportati su dei biglietti di carta, quindici studenti provenienti da diverse parti del mondo scompaiono nel nulla. Col passare delle ore, e poi dei giorni, i ragazzi rimasti bloccati in un vecchio monastero cercano di sopravvivere costretti a confrontarsi con gli altri e a fronteggiare le proprie paure, i segreti, i limiti.Ma la convivenza si complicherà drasticamente…“


Virginia Graziani si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Pietro De Bonis: Ciao Virginia! Appena Prima DellAlba” il tuo nuovo romanzo edito dalla casa editrice Eden Editori, vuoi raccontarci come nasce la tua passione per il genere thriller?

Virginia Graziani: In verità amo spaziare in generi anche completamente diversi tra loro. Ho scritto romanzi molto lontani dalle atmosfere tipiche del thriller, ma questo genere resta comunque una delle sfumature letterarie che preferisco, in quanto ha la splendida capacità di tenere i lettori con il fiato sospeso. Qualunque sia il genere di romanzo che ho davanti (e parlo sia da scrittrice che da lettrice) per me l’importanza vitale la rivestono i personaggi: devono essere vivi, autentici, memorabili.


Pietro De Bonis: La storia narra di quindici studenti provenienti da diverse parti del mondo che cercheranno di sopravvivere rinchiusi dentro un vecchio monastero… Una sorta di Grande Fratello, almeno inizialmente, dove i tuoi personaggi saranno costretti a confrontarsi e soprattutto a convivere, è così?

Virginia Graziani: In parte. I ragazzi frequentano un rinomato college francese, e la sera della grande festa di fine anno, in una sorta di caccia all’indirizzo, anziché raggiungere il luogo del party, finiscono nella biblioteca di un vecchio monastero. In realtà tutto questo non sarà una casualità, e sarà proprio questa scoperta a incrinare gli equilibri. I personaggi hanno un età compresa tra i diciotto e i venticinque anni, sono molto diversi tra di loro, anche dal punto di vista  culturale, perciò ritrovandosi costretti a convivere, e a confrontarsi con gli altri ma soprattutto con loro stessi, mantenere la stabilità si rivelerà un’impresa. Mi piaceva l’idea che in una situazione complicata, ogni personaggio potesse tirare fuori il meglio o il peggio di sé a seconda della propria indole, e influenzare così il resto del gruppo.      


Pietro De Bonis: Vuoi leggerci un breve passo del tuo romanzo?

Virginia Graziani: Le lacrime spingevano sotto gli occhi di Fall in attesa di traboccare. Rivide quella sera come un lento replay. Il buio aleggiava nella stanza. Lo sguardo atterrito delle persone e al contempo eccitate da quella che si prospettava come una breve avventura su cui ricamare battute e storielle divertenti durante le rimpatriate. Rivide gli occhi socchiusi di Nabi, impenetrabili, come se fosse stato abituato a sopportare dei castighi notevolmente peggiori di quello. Quell’odore acre di muffa cui oramai le sue narici avevano fatto l’abitudine. I piccoli mostri filiformi verdi e fucsia che dopo un po’ cominciano a muoversi nel buio pesto. Nella piena oscurità, attraversò l’arco che poteva scaraventarlo in un precipizio o in un fantastico mondo parallelo. Rivide il momento in cui fece luce con un accendino e si accorse che l’intero arredamento era costituito da libri, a occhio e croce sembrava una di quelle biblioteche mostruosamente vaste, infinite, piene di polverose corsie su cui non è poi tanto difficile scovare un libro di autentica magia.

Pietro De Bonis: Una trama, quella di Appena Prima DellAlba, da farci subito un film, non trovi?

Virginia Graziani: Il cinema è da sempre un’altra delle mie numerose passioni. Quando scrivo non mi servo mai di scalette e di schemi preparati antecedentemente, ma semplicemente racconto quello che “vedo”, che si materializza nella mia immaginazione, proprio come se fossi davanti a un film. Ragion per cui il mio stile è molto vicino all’universo cinematografico, è gestuale e dialogato, un po’ come solitamente avviene nelle sceneggiature; che dire, penso che una trasposizione cinematografica potrebbe svilupparsi meravigliosamente!  


Pietro De Bonis: Aprendo il tuo libro, Virginia, ho trovato questa frase di Dostoevskij: Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.

Virginia Graziani: Quella splendida citazione racchiude il fulcro stesso del romanzo. Il lettore ancora non lo sa, guarda le citazioni giusto per cominciare a inquadrare l’atmosfera di quello che andrà poi a leggere, ma in realtà quella frase in particolare potrebbe costituire il riassunto di questo romanzo. “Appena Prima Dell’Alba” è un libro che parla di ricerca, di verità e di giustizia. E chiunque abbia in mente di abbattere tutti gli ostacoli e di capire il perché di qualcosa, di conoscere una storia fino in fondo, una verità per intero senza paura di soffrire, racchiude in sé una forza che si potrebbe definire misteriosa.


Pietro De Bonis: Leggo dalla tua biografia che sei del 1988, la scrittura, una cosa in cui credi sin da piccola?

Virginia Graziani: Ho iniziato a scrivere a sei anni come tutti gli altri bambini, solo che io non ho più smesso. Ho sentito dire che per molti scrittori o aspiranti tali, la scrittura sia paragonabile a un’ancora di salvezza. Per me non è esattamente così. Oltre a costituire una grande passione, per me scrivere è un modo di incanalare la molta energia che mi ribolle dentro e che devo necessariamente indirizzare verso qualcosa. Quando mi sveglio la mattina, ho la testa completamente sopraffatta dalle idee, dalla voce di potenziali personaggi che vorrebbero prendere parte alle mie storie. È un po’ come gestire un’enorme assemblea in delirio. Dall’esempio non si direbbe, ma è divertente.


Pietro De Bonis: La maggior aspettativa che riservi per Appena Prima DellAlba? Quanto tieni al giudizio del pubblico, quanto lo consideri?

Virginia Graziani: Non sono uno di quegli scrittori che afferma di scrivere solo per se stesso. È   ovvio che tutto parte da una mia passione, da un mio bisogno e piacere di creare buone storie, ma il fine ultimo di quello che faccio è la condivisione di tutto questo con gli altri. Il vero piacere è dare qualcosa al pubblico. Il giudizio della gente è prezioso, soprattutto quando si cerca di trasformare l’amore per la scrittura in un vero e proprio lavoro. Quando scrivo mi sento davvero felice, ma se non riuscissi a trasmettere niente alle persone, allora, forse, dovrei dedicarmi ad altro. La maggiore aspettativa che nutro per “Appena Prima Dell’Alba” è quella di una traduzione e distribuzione all’estero, sarebbe un vero sogno.      


Pietro De Bonis: Grazie Virginia per questa intervista. Come ti sei trovata a pubblicare con la Eden Editori? Ci sono in vista presentazioni del libro?

Virginia Graziani: Faccio parte di quella agguerrita schiera di autori che sono contro l’editoria a pagamento, ormai, purtroppo, sempre più diffusa. Eden Editori è una vera casa editrice, di quelle che scommettono sugli autori, e non solo non mi ha chiesto un centesimo per pubblicare, né ha utilizzato altri stratagemmi molto in voga come l’acquisto obbligatorio di copie o altro, ma ha lavorato al mio romanzo in maniera professionale e con una disponibilità più unica che rara. La prima presentazione si terrà il 4 Luglio presso la libreria Fahrenheit 451 di Nettuno. Ne seguiranno poi delle altre. Grazie a te Pietro per avermi intervistata, è stato un vero piacere!






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