mercoledì 20 maggio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Veronica Sarno, autrice del libro “Anima torbida”.


Veronica Sarno è nata a Napoli il 04/12/1984nel 2015 decide di scrivere il racconto “L’anima torbida”, rimasto in cantiere mentale per molti anni. Attualmente svolge la libera professione ed èpsicologa volontaria per lo sportello d’ascolto della Prima Municipalità di Napoli, presso la Scuola della pace.

Dice di sé: Quando sono di cattivo umore mi piace scrivere poesie o disegnare oppure ascoltare musica, in realtà amo sempre ascoltare musica, dal rock alla classica, ma amo molto anche il silenzio. Mi piace leggere libri di psicologia, psicoterapia, psicoanalisi, filosofia, new age, aromaterapia, meditazione, fisica quantistica, biografie, saggi, romanzi d’avventura, “rimedi della nonna”. Mi piace viaggiare. Il mio sport preferito è la pallavolo. Ogni giorno faccio sempre un po’ di meditazione, perché mi fa sentire in armonia col mondo, probabilmente perché amo il relax in genere.

Il libro: Osvaldo uccide un uomo per mera antipatia, dopodiché però se ne sente così tanto in colpa, da assumere le sembianze dell’uomo che ha ucciso, sostituendosi a lui e divenendo lo stesso padre e marito amorevole che era colui che è stato ucciso. Nonostante gli sforzi di Osvaldo, il clima nella casa è lugubre; la donna ed una delle due figlie avvertono qualcosa di strano; i personaggi sono avvolti da dolore e pianti. Un giorno la donna scopre l’inganno, ma il senso di colpa verso le figlie la costringe a tenere in piedi la farsa fino a quando non saranno adulte e lontane; dopodiché lei si libera di lui; dei suoi sensi di colpa e del suo immenso dolore.


Veronica Sardo si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Pietro De BonisCiao Veronica! “L’anima torbida” dopo anni finalmente viene pubblicato. Il momento giusto è arrivato?
Veronica Sarno: Ciao Pietro! Ti ringrazio, per aver sollevato la questione; io credo di sì…poiché ogni cosa si esprime al suo meglio, quando il suo potenziale da tale, abbia poi raggiunto l’apice del proprio sviluppo…. Ho sentito, che il racconto ad oggi avesse la pretesa di esser messo su carta…, che avesse voglia di esser letto e condiviso; inoltre lo ritengo coerente rispetto ai tempi in cui viviamo.

Pietro De Bonis: Si tratta di una storia in cui il senso di colpa determina l’andamento dei fatti. Spiegaci meglio.

Veronica Sarno: Il protagonista compie un gesto forte, ma senza avere alcun tipo di considerazione delle conseguenze di una tale azione. Egli incarna, una società in cui, sempre più spesso si denuncia la mancanza di valori. Tuttavia, la faciloneria con cui viene compiuta l’azione viene scontata poi, dallo stesso protagonista, che, senza neppur aver considerato questo, si imbatte nel suo senso di colpa viscerale per l’azione compiuta…., senso di colpa che non l’abbandonerà più e diverrà la causa di ogni suo pensiero ed ogni sua nuova azione. Ho scelto che fosse il senso di colpa a determinare l’andamento dei fatti, perché credo, che la maggioranza delle persone sappia cosa sia un senso di colpa e cosa possa costituire nella vita reale di tutti i giorni per la persona stessa, in che modo esso possa essere limitante e vincolante o mezzo per riparare a qualcosa; mi è sembrato essere un vissuto pregnante da doverlo descrivere in maniera piuttosto viscerale.

Pietro De Bonis: “L’anima torbida” intende mettere in luce l’universale sofferenza umana. Nel mondo credi, essa, non sia già abbastanza in vista?
Veronica Sarno: Più che essere in vista, io direi che viene spettacolarizzata. Non si parla del dolore di chi soffre, ma di quanto sia “di moda” o “faccia notizia”, dimenticando sovente che la sofferenza umana è universale, nessuno è immune. “L’anima Torbida”, intende invece soffermarsi sul fatto che la grave sofferenza umana ha un tale peso, da essere insostenibile per chi la porta…, spesso essa è così devastante da far sì che chi soffre voglia evitare di turbare l’animo altrui, ma anche nuovamente il proprio, poiché  si può vivere gli altri come non  in grado di capire e accogliere il proprio dolore. La sofferenza plasma le persone, lasciando delle cicatrici, spesso profonde; c’è chi reagisce diventando più sensibile alla sofferenza altrui, e chi invece cerca di tenerla il più lontano possibile. Credo che del dolore, sebbene così comune, in realtà se ne parli poco, impedendo una meta-riflessione funzionale, che consenta di potersi soffermare su degli accaduti di sofferenza, e  poterli quindi rielaborare.  

Pietro De BonisOsvaldo, il tuo personaggio, uccide per mera antipatia, come nasce la scelta di questo movente? Con la superficialità della stessa azione cosa vorresti denunciare?
Veronica Sarno: La scelta del movente costituito da una mera antipatia, nasce dal desiderio di voler sottolineare quanto possa essere forte il sentire umano della  colpa e del dolore che essa stessa può causare. Volevo che il mio protagonista fosse un soggetto senza scrupoli e senza remore, ciò nonostante, gli fornisco uno spessore psicologico più profondo. Nonostante la sua somma strafottenza iniziale, Osvaldo preso dai sensi di colpa è obbligato a guardare alle sue azioni passate ed a vederne le conseguenze future, è costretto a reinventarsi a partire dai propri errori, è costretto a dare importanza ad ogni cosa adesso….  Più che una vera e propria denuncia, vuole essere un invito ad auto-interrogarsi su quanto nella vita valga la pena o meno di essere superficiali (in relazione ai relativi contesti). Osvaldo si pone una serie di domande esistenziali a nome di tutti noi, e quello che noi tutti ne possiamo ricavare è proprio la classica espressione “bastava pensarci prima!” e invece, proprio come spesso succede nella vita, ci si pensa sovente con un attimo di ritardo alle cose…, rischiando in taluni casi di arrivare, come per il protagonista, alla disfatta psichica.

Pietro De BonisIl senso del dovere e i sensi di colpa che muovono il tuo racconto, muovono anche il mondo, secondo te, Veronica?
Veronica Sarno: Credo che ci siano casi in cui essi spadroneggino senza rivali, come credo che vi siano momenti in cui invece vengano del tutto ignorati. Non credo si possa generalizzare quello che accade in uno specifico racconto ad una gamma infinita di persone diverse in situazioni di vita reale; sebbene si sappia già che: “la realtà spesso supera la fantasia”, cioè è del tutto impossibile conoscere le più intrinseche motivazioni di ciascun essere umano.

Pietro De Bonis: Psicologa volontaria, quanto l’esperienza nella tua attività ti aiuta a scrivere? A chi ti rivolgi quando scrivi? Hai un settore di persone che punti?
Veronica Sarno: Quando scrivo mi rivolgo direttamente ai lettori, immagino persone sedute che leggano dall’altra parte quanto sto scrivendo e mi immagino le loro espressioni…. Mi piacerebbe dialogare con quante più persone possibili, vorrei davvero vedere le reazioni che i miei scritti suscitano in ciascuno….  Quello che accade quando scrivo è l’opposto di ciò che succede quando lavoro, cioè quando scrivo sono gli altri che ascoltano me; quando invece sono in una seduta psicologica sono del tutto predisposta ad ascoltare gli altri. Sono momenti diversi, ma entrambi importanti per me, poiché mi consentono di esprimere tratti salienti della mia personalità.

Pietro De BonisStai scrivendo un nuovo racconto? Se sì, vuoi svelarci un’anteprima?
Veronica Sarno: Come avrai capito mi piace scrivere, Pietro, ma come ogni autore sono sempre molto titubante nel parlare di mie creazioni che io non considero ancora finite…., ma apprezzo molto la tua curiosità in merito….., alcuni amici mi hanno chiesto se considero la stesura di un continuo de “L’anima torbida”, più che altro credo possa esserci un continuum di tematiche esistenziali ed universali.

Pietro De BonisGrazie Veronica per questa intervista. Dove possiamo acquistare “Anima torbida”?
Veronica Sarno: Grazie Pietro, ti ringrazio per le questioni sollevate. Lo potete trovare su amazon in formato kindle.



pietrodebonis.com


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