martedì 19 maggio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Patrizia Bartoli, autrice del libro "Prove di vita"

Patrizia Bartoli ama scrivere racconti che parlano di donne e di adolescenti; in "Prove di vita" tuttavia dà spazio anche ad alcune figure maschili. 

L'ambientazione dei suoi racconti trae spunto da luoghi in cui è nata e vissuta fino all'età adulta, molti di questi ambientati negli anni Cinquanta Sessanta

"Prove di vita" è il suo terzo libro di racconti, tra i precedenti, “Un pomeriggio quasi perfetto", ha vinto il Premio JoyceLussu, Città di Offida. Le pubblicazioni di Patrizia sono edite dalla Incontri Editrice, Sassuolo.

Pietro De BonisCiao Patrizia! "Prove di vita", il tuo ultimo libro di racconti, presumo siano storie dove si prova a vivere?


Patrizia Bartoli “Prove di vita” è il titolo di uno dei racconti del libro. La protagonista è Olga Parrini, una donna di cui ho narrato la storia in tre precedenti racconti. “La signora Parrini” “Olga” e “Verso Lucca”. Sono racconti che possono essere letti separatamente ma che tuttavia nella loro coerenza narrativa hanno la forma di un romanzo breve. E le “Prove di vita” sono quelle che affronta Olga legata a un matrimonio sbagliato da cui infine trova la forza di liberarsi. Non è facile per lei che ha quarant’anni e vive nella provincia italiana, quella lucchese, degli anni Cinquanta.

Pietro De BonisE’ difficile sorprendere il lettore con una storia semplice oggigiorno?

Patrizia BartoliOgni vicenda umana ha in sé la ragione di essere narrata. Prima di tutto va conosciuta, direi, rifacendomi alla tradizione orale, che va ascoltata attentamente, anche se arriva a noi da lontano; poi va fatta riposare liberandola così da ciò che non è essenziale e infine va ripresa ed elaborata in una storia che si fa parola scritta. Non ci sono storie semplici da narrare e con le quali sorprendere chi ci legge.

Pietro De BonisSei una scrittrice affezionata ai tuoi luoghi natali, tanto da ambientarci gran parte delle tue storie: quanto segna il cammino nel mondo, il dove siamo cresciuti?

Patrizia BartoliPer quanto mi riguarda il rapporto con la terra in cui sono nata e cresciuta, sebbene ne sia lontana da molti anni, è importantissimo. Molti dei miei racconti – non tutti naturalmente – sono ambientati in piccoli paesi della provincia lucchese, dove il fiumeSerchio scende dalla Garfagnana. Come ripeto spesso sono i miei primi luoghi letterari a cui sono profondamente legata e senza i quali molto probabilmente non avrei cominciato a scrivere. Non avrei scoperto il mio modo di essere una narratrice di storie.

Pietro De BonisNelle vicende che scrivi domina il tema dell’adolescenza: un mondo di cui, presumo, tu abbia voglia e piacere di raccontare: che messaggio vuoi lanciare ai giovani? Il pioniere è un ruolo che senti tuo?

Patrizia BartoliNon solo. Molti dei miei racconti, dal primo libro “La venditrice di piccole cose” al secondo “Un pomeriggio quasi perfetto” al terzo appena pubblicato “Prove di vita” parlano di donne, adolescenti, giovani, adulte che affrontano le asperità del vivere quotidiano. Accanto a loro, sebbene a volte in penombra, gli uomini. Non so che cosa intendi quando mi chiedi se ho un messaggio da lasciare ai giovani. Io ti posso solo dire che quando scrivo cerco di raccontare la vita, soprattutto nella quotidianità delle piccole cose. Non racconto le gesta di eroi o di eroine che devono salvare il mondo ma di persone come me e te.



Pietro De BonisPerché i tuoi personaggi hanno tutti bisogno d’amore?


Patrizia BartoliPenso che tutti noi abbiamo bisogno d’amore. L’amore negato può segnare dolorosamente l’esistenza, spingere a una vita di solitudine che diventa fatica quotidiana e lotta per sopravvivere.  E in tutti i tempi, oggi più che mai, la solitudine, quando non è una scelta personale, è una condizione che può avere effetti drammatici.

Pietro De BonisVuoi leggerci un passo di un tuo racconto a cui tieni particolarmente?

Patrizia BartoliScelgo un brano da “ Prove di vita” di cui ho già parlato rispondendo alla tua prima domanda. Parlo di Olga Parrini-
“ Chi non conosceva la sua storia non poteva capire il piacere che provava in quei momenti. La sensazione di libertà, quella piccola libertà di stare affacciata a una finestra, era così straordinariamente intensa che le formicolava nello stomaco, le smaniava addosso. Aveva occhi per tutto e ascoltava ogni rumore, ogni voce che si levava fino a lei.”


Pietro De BonisPatrizia, si abbandona mai veramente l’infanzia? E il male ci viene a trovare solo da adulti?

Patrizia BartoliAlcuni dei miei personaggi – sebbene diversamente gli uni dagli altri – hanno una conoscenza precoce delle difficoltà della vita: situazioni familiari disagiate, episodi di emarginazione e di violenza, estraniamento e abbandono. Il male commesso e patito non è una prerogativa degli adulti. Forse la consapevolezza e la capacità di affrontarlo ed elaborarlo sono diverse ma credo che non sempre l’età della ragione ci possa salvare.

Pietro De BonisGrazie Patrizia per questa intervista. Dove possiamo acquistare il tuo “Prove di vita”? Hai in vista presentazioni?

Patrizia BartoliLa prima presentazione, quella ufficiale per così dire, c’è stata il 29 aprile a Sassuolo, la prossima è il 22 maggio a FioranoModenese presso la Biblioteca Comunale BLA a cui ne seguiranno altre, in particolare tra l’Emilia e la Toscana.







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