martedì 19 maggio 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Grazia Romanoni, autrice del libro “Giorni di Gloria – un cerchio che si chiude”

Grazia Romanoni è nata a Milano nel 1965, ha avuto sin da bambina una vera predisposizione per le arti: musica, canto, disegno, e altro... e già sognava di diventare una scrittrice. Auto didatta, ha letto e studiato per puro piacere. Dice di sé: “La vita con me non si è risparmiata, e per questo ho potuto riprendere la mia passione per la scrittura soltanto da pochi anni”. A partire dal 2012 ha scritto tre romanzi e dall’anno scorso collabora saltuariamente con la rivista Confidenze della Mondadori, per la quale scrive racconti basati su esperienze di vita reale. Attualmente i suoi romanzi sono su amazon in formato ebook, oggi promuoviamo “Giorni di Gloria – un cerchio che si chiude”.

Il libro: “La scrittrice Gloria Mironi inizia a scrivere un nuovo romanzobasato su dei racconti della nonna sulla Milano di fine guerra. Parallelamente a questo nasce una storia d’amore tra lei e il suo editore, Stefano De Fabi, ma i loro progetti verranno improvvisamente messi in pericolo da un attentato terroristico alla casa editrice. Conseguentemente, le strade dei due andranno a incrociarsi fatalmente con il passato della nonna di Gloria…”



Pietro De Bonis: Ciao Grazia! “Giorni di Gloria - un cerchio che si chiude il tuo romanzo: avvincente, dinamico e soprattutto popolato di attori che lo animano, è così?
Grazia Romanoni: Sì! Infatti gli accadimenti non sono raccontati da un unico narratore, bensì dai diversi protagonisti che, alternandosi, portano avanti la storia di volta in volta con il proprio punto di vista. Per questo trovo l’aggettivo “dinamico” particolarmente indicato!

Pietro De Bonis: È stato un accadimento in particolare ad aver ispirato questa storia?
Grazia Romanoni: Per puro caso, un giorno sono passata da Gorla (un rione alla periferia di Milano) e ho visto il monumento eretto in memoria dei duecento bambini morti nella loro scuola, bombardata per errore dagli americani il 20 ottobre del 1944… Non poteva non colpirmi una simile tragedia! Quindi sì, è partito tutto da quel fatto.

Pietro De Bonis: “Giorni di Gloria” è ambientato nella stessa tua città, Milano, e la protagonista Gloria conserva molto del tuo carattere. Perché ti sei tenuta in confini stretti e “protetti” per questo tuo primo lavoro?
Grazia Romanoni: Mi rendo conto che potrebbe sembrare una scelta facile quella di scrivere un romanzo ambientato nella propria città, ma in realtà non c’è stata alcuna premeditazione… Come non ce n’è stata nemmeno per i due lavori successivi del resto! Nella domanda precedente hai giustamente usato il termine “ispirato” e un’ispirazione arriva così, all’improvviso; non c’è nulla di studiato o calcolato. Per quanto riguarda il carattere della protagonista Gloria, ti assicuro che l’unico aspetto che abbiamo in comune, è quello di essere scrittrici milanesi. Sono una persona estremamente riservata e questo mi trattiene dal mettere troppo della reale me stessa nei miei personaggi!

Pietro De Bonis: Ci leggi un breve passo del libro?
Grazia Romanoni: Volentieri! È il momento in cui la nonna racconta a Gloria del bombardamento alla scuola, descrivendone ogni attimo: dal suono della sirena d’allarme, alla corsa al rifugio con le due figliolette; dal cessato allarme, alla scoperta della scuola bombardata.  Qui pochi tratti dove ne descrive lo strazio:“Tante persone scavavano a mani nude tra le macerie, spostavano mattoni e sollevavano travi tirando fuori, uno ad uno, i corpicini senza vita di decine di bambini. Li potevo vedere! I loro volti erano ricoperti di polvere, alcuni erano mutilati altri sembravano dormire, ma erano tutti morti… Non potei fare a meno di pensare al miracolo di Giovanna e Gina fuori da quell’inferno ma provai subito vergogna nei confronti di quelle donne che, per il resto della vita, avrebbero vissuto nel rimorso di non essere state con i loro figli per un ultimo abbraccio, per dir loro di non avere paura… Sai quanti ne morirono Gloria?... Duecento… Duecento bambini!”

Pietro De Bonis: Come hai spiegato, la peculiarità della tua storia è che il racconto viene portato avanti non da un unico narratore, bensì dai diversi personaggi che ne fanno parte senza però nulla togliere alla consequenzialità, come mai questa scelta, Grazia? Per aumentarne, come detto in precedenza, la dinamicità?

Grazia Romanoni: Anche in questo caso, ti devo rispondere che l’idea di sviluppare il racconto in questa forma, non è stata studiata a tavolino! Fa tutto parte dell’ispirazione. Contesto, trama, tempo e narrazione…Tutti elementi che nascono e prendono forma unicamente dalla stessa fonte: l’idea! È un po’ come chiedere ad un pittore se c’è un motivo per cui nella sua opera di natura morta, ha messo il grappolo d’uva sulla destra piuttosto che sulla sinistra… Voglio dire: non sempre c’è un perché in tutte le cose, a volte succedono, e basta!

Pietro De Bonis: Quanto dai peso, o leggerezza, all’opinione di chi ti legge? Lcritica positiva è un obbiettivo che ti preponi?
Grazia Romanoni: Beh! Sarei una folle se non puntassi a critiche positive e bugiarda se affermassi che non dò peso all’opinione di chi legge. Certo, il mio primario divertimento è scrivere, ma se non fossi desiderosa di coinvolgere gli altri (i lettori) mi limiterei a tenere il lavori nel cassetto. Per cui direi che: sì, dò un certo peso alle opinioni, positive o negative che siano.

Pietro De Bonis: Ti dedichi alla lettura quanto alla scrittura?
Grazia Romanoni: Mi piacerebbe, ma fino a che le giornate saranno fatte di ventiquattr’ore, temo che la scrittura continuerà a superare di un buon 30% la lettura. Sono comunque una donna sposata e per scelta, più che per dovere, dedico un tot di tempo anche alle faccende domestiche e al ménage familiare.

Pietro De Bonis: Grazie Grazia per questa intervista. Stai attualmente lavorando nuovi progetti?
Grazia Romanoni: È stato un piacere Pietro!.. E per rispondere all’ultima domanda, sì, sto lavorando alla stesura di un nuovo romanzo. È ambientato nel nostro bellissimo Trentino, tra montagne, boschi, atmosfere suggestive… e avventurosi colpi di scena!




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