martedì 19 maggio 2015

Intervista di Pietro De Bonis ad Annalisa Margarino, autrice del libro “Contatto”.

Annalisa Margarino è Laureata in filosofia e con un baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Attualmente insegna religione e collabora con diverse riviste e realtà culturali. Cura e segue il blog "Sognandoemmaus.ilcannocchiale.it". Negli ultimi anni, oltre che di spiritualità e filosofia, ha iniziato a occuparsi di narrativa. Nel 2010 ha pubblicato Il sindacato dei sensibili (La Riflessione editrice), nel 2011 con Le Rondini una favola per bambini", “Paolo e il segreto delle nuvole" e nel 2012 con Arduino Sacco editore "Le verità donate". Oggi vi parleremo di “Contatto”, edito nel 2014.

Il libro: “Uscire dalla rete e incontrare la realtà. È questo il percorso che deve vivere Giordano, un trentenne precario nel lavoro, negli affetti e persino nel rapporto con se stesso. Imparare il contatto. Si può vivere vicini, ci si può incontrare tutti i giorni e non avere contatto. Incapace di stabilire un rapporto affettivo con la realtà, Giordano vive solo, imbrigliato in un mondo virtuale che si rivela fragile e fittizio. Selene e Federica lo risveglieranno alla vita reale che gli piomba addosso improvvisamente come urgenza.

Pietro De Bonis: Ciao Annalisa! “Contatto” è il tuo romanzo, contatto tra chi, tra che cosa?
Annalisa Margarino: “Contatto” è il titolo del mio ultimo romanzo. Ho pensato di usare quest’espressione giocando tra contatto e con-tatto, il senso che forse viviamo più difficilmente, pur in un tempo di apparenti libertà spregiudicate. Per vivere una relazione con gli altri bisogna essere aperti e disposti all’incontro. Contatto con se stessi, con gli altri, con l’esistenza e con le situazioni che viviamo. Contatto è stare pienamente nella nostra vita senza fughe e deviazioni, come invece accade a Giordano, il protagonista del romanzo che vive a fatica le relazioni e le situazioni concrete della sua esistenza, fino a quando non prende consapevolezza che nulla di ciò che sperimentiamo si cancella. Una mail, un sms, una scritta al computer si possono cancellare, ma niente si può eliminare di ciò che è dentro di noi. Questo è contatto: nulla si cancella e tutto ci costringe a relazionarci costantemente con noi e la vita.

Pietro De Bonis: Giordano, il tuo protagonista, trentenne precario impigliato nel mondo virtuale. Colpa totale della società che non offre chance o anche dell’individuo che le rifiuta?
Annalisa MargarinoLa società in “Contatto” ha responsabilità implicite: il lavoro non stabile, la quotidianità in grandi condomini in cui ci si ritrova come estranei, i viaggi frenetici sui mezzi pubblici e i ritmi di vita talvolta disumani. Giordano, invece, ha responsabilità evidenti: la paura della vita e di andare nel suo profondo. Quando la società gli offrirà una chance e lui smetterà di rifiutarla, si aprirà per lui la possibilità di essere un po’ meno precario. È a questo punto che entra in gioco la responsabilità personale di come cogliamo ciò che ci viene incontro dalla vita.

Pietro De Bonis: Annalisa, reputi davvero “fragile” e “fittizio” il pianeta web? La realtà è poi così tanto meno fragile e fittizia?
Annalisa MargarinoIl pianeta web è un grande contenitore-specchio della nostra realtà. Spesso scindiamo molto reale e virtuale come un alibi per mascherare le nostre fatiche. Il virtuale però molte volte non fa che fare emergere mondi sommersi oppure diventa manifestazione di ciò che vorremmo vivere nel nostro quotidiano, contenitore di frustrazioni e utopie. A volte invece diventa occasione di relazioni e incontri nuovi e iniziative impensate. Non amo demonizzare il web di cui io stessa faccio uso per le mie attività di scrittura, ma ritengo che dobbiamo reimparare anche l’alfabeto della vita reale e accoglierci in un abbraccio.

Pietro De Bonis: Vuoi leggerci un breve passo del tuo romanzo?
Annalisa Margarino: Vi leggo una parte che forse non offre uno spaccato chiaro sulla trama del racconto, ma sugli stati d’animo di Giordano in un momento ordinario che viviamo tutti: la spesa al supermercato. Ecco un passa tratto da pp. 30-31 di “Contatto”:

Sono le 16:30. Non è proprio l’unico ad aver destinato la spesa al sabato pomeriggio.
Coppie, famiglie, giovani come lui sono tutti lì tra scaffali e scatolami. Mancano solo gli anziani che hanno l’abitudine di fare la spesa tutti i giorni e, se possono, di mattina presto.
«D’altra parte, se lavoriamo, quando possiamo fare le compere?», esclama mentre è in fila alla cassa.
«A volte non riesco neppure di sabato», aggiunge un suo coetaneo, in fila accanto a lui. La fila scorre tra bambini che si appoggiano annoiati alle braccia dei padri, altri bambini che chiedono caramelle e ovetti di cioccolato con la sorpresa, coppie che ripassano in modo ossessivo con crocette e cancellature di penna l’elenco della spesa e tanti uomini e donne soli.
Giordano punta l’occhio soprattutto tra le persone sole. Le osserva. Sono tante e constata che la spesa in solitudine è più difficile, si dimenticano più facilmente le cose da acquistare. Fa anche l’ovvia considerazione dentro di sé che la fila in solitudine è più noiosa, anche se non si rischia di litigare sulla lista della spesa o su questioni in sospeso, in un momento che il tempo d’attesa permette di far tornare a galla pensieri, elucubrazioni e rancori. Osserva i carrelli pieni, figli del consumismo.
«Almeno non devo comprare cose che non piacciono a me per fare contenta lei», pensa quasi per consolarsi, ricordando gli interi barattoli di miele e marmellata che ha ancora nella credenza e che gli ha fatto comprare Vittoria, la sua ex. Istintivamente per consolarsi estrae dal banchetto vicino alla cassa una tavoletta di cioccolato fondente. Ripensa anche alla scena del bar di qualche giorno prima. Un uomo solo ordina due caffè, uno lungo e uno macchiato e due bicchieri d’acqua.
Versa il latte nel caffè da macchiare, mentre Giordano sorseggia il suo caffè e mangia il cornetto. Mette lo zucchero nella tazzina accanto. Giordano lo osserva, è più forte di lui. Nella sua tendenza a guardare e fare fantasie su vite altrui, crede che l’uomo non regga la sua solitudine, al punto da aver ordinato due caffè. Immagina che ne beva prima uno e poi l’altro. Lo guarda incredulo, finché dopo minuti compare la sua donna che era in bagno. Si sorridono. Lei domanda: «Hai già messo lo zucchero?», «Sì». Giordano si volta e continua a mangiare il suo cornetto. Lui è solo, loro no. Come è cambiata la scena. Paga il conto e se ne va.”

Pietro De Bonis: Quale l’intento principe di “Contatto”? Cosa intendi ribadire al lettore?
Annalisa Margarino“Contatto” è una storia con tratti realistici e passaggi fantasiosi. È nata da una serie di considerazioni sulla società attuale e sulla vita tra le trame dei rapporti virtuali e non. Penso che ciascuno di noi possa immedesimarsi nei diversi protagonisti, rivedersi, fare autocritica e aprirsi, come loro, a nuove possibilità. Non voglio svelare nulla al lettore, ma mi piace augurare a tutti di giungere nella loro vita a una situazione analoga a quella della fine del romanzo che, tra l’altro,  può sembrare aperta, non definita. Per tutti nella vita ci sono momenti, frammenti, spazi di consapevolezza e grandi opportunità che ci fanno uscire dal precariato dei sentimenti, delle scelte e del percepire se stessi.

Pietro De Bonis: Qual è l’aspetto che curi di più nella stesura di un tuo scritto?
Annalisa MargarinoAmo molto evocare, suggerire, fare intendere. Mi piace l’idea che chi legge, anche se la sua vita ha percorsi diversi, in qualche modo, si ritrovi o ritrovi pezzi del proprio vivere. Mi piace dare a pensare. In fondo, i miei romanzi e i miei racconti nascono sostando sulla vita, interrogandola, fermandola e, a volte, guardandomi allo specchio.

Pietro De Bonis: Grazie Annalisa per questa intervista, dove possiamo acquistare “Contatto”?
Annalisa Margarino“Contatto” è uscito con Youcanprint nel 2014. Esiste sia in formato cartaceo, ordinabile presso tutte le librerie e presso i bookshop on line, sia in formato ebook/epub. È un testo breve che può accompagnare bene i viaggi in treno o in metropolitana per via del ritmo narrativo molto in sintonia.


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