lunedì 11 maggio 2015

Intervista di Pietro De Bonis ad Antonio De Vito, autore del libro "L'Albero del Paradiso"


Antonio De Vito è nato in provincia di Napoli nel 1975, ha frequentato il Liceo Scientifico e ha conseguito la Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari nel 2000. Ad oggi lavora in una multinazionale che produce e distribuisce strumentazione per analisi chimica e non solo.
Ha sempre amato scrivere ma ho deciso di farlo con decisione solo l'anno scorso, portando a termine in pochi mesi "Dubbi dal Passato". È nato così il personaggio di Stacie Scott che ha continuato la sua storia nel secondo episodio uscito ad Aprile di quest'anno, "L'Albero del Paradiso", di cui oggi vi parleremo. 

Il libro: “Alcune settimane dopo la chiusura del caso De Sena (Dubbi dal Passato) Stacie Scott, giovane avvocato assistente del Procuratore Distrettuale di New York, è chiamata a dare nuovamente il suo contributo per trovare un efferato assassino che sta generando il panico nella periferia di Brooklyn. Un'indagine che si rivelerà non priva di colpi di scena.”




Pietro De Bonis: Ciao Antonio! "L'Albero del Paradiso" il tuo nuovissimo romanzo giallo, ma è un sequel, giusto?

Antonio De Vito:  Ciao Pietro. Esatto, “L’Albero del Paradiso è il secondo episodio di un sequel “Giallo a New York”.  Ad essere sinceri faccio fatica a definirlo Sequel, preferisco parlare semplicemente di episodi.


Pietro De Bonis: Come e dove nasce il tuo personaggio Stacie Scott?

Antonio De Vito:  Il primo episodio della storia, “Dubbi dal Passato” racconta la storia di due giovani studenti, Sam e Stacie. ho cominciato ad affezionarmi al suo personaggio man mano che la storia veniva fuori, tanto da diventarne la protagonista.


Pietro De Bonis: Traggono molto dalla realtà che ti circonda, le storie nei tuoi racconti?

Antonio De Vito:  Credo che in ogni storia ci sia un po’ della propria esperienza  personale. Allo stesso modo è fondamentale che la storia dello scrittore non domini su quella dei personaggi, altrimenti si finirebbe per scrivere tante biografie.


Pietro De Bonis: L’ambientazione negli States fa da sfondo a "L'Albero del Paradiso". Il suo vasto territorio, nonché fascino, ha ampliato le dinamiche della tua scrittura?

Antonio De Vito:  Sono stato svariate volte negli Stati Uniti per lavoro e devo dire che la fantasia non è mai abbastanza per descrivere il colore, i suoni e soprattutto gli eccessi di quel Paese.  Qualsiasi genere letterario troverebbe negli Usa il luogo ideale  per una perfetta ambientazione. Questo non significa che in futuro non possa pensare ad altri territori come scenari ideali di un nuovo libro.


Pietro De Bonis: Decidere di scrivere “seriamente” solo un anno fa, quale la scossa che ti ha portato a questa decisione?

Antonio De Vito: Ho sempre scritto, dai tempi del Liceo, ma non ho mai pensato di confezionare un libro. Ci voleva una molla, un evento.  L’anno scorso decisi di cominciare a farlo mentre mio padre era in un letto di ospedale. Avrei voluto finirlo in tempo, ma essere riuscito a terminare il lavoro mi ha ugualmente gratificato anche se, capirai, non è la stessa cosa.


Pietro De Bonis: Antonio, quanto dai ascolto all’opinione dei tuoi lettori?

Antonio De Vito:  Sono appena all’inizio di questo “esperimento”.  I miei libri sono in continua evoluzione anche dal punto di vista della forma. Se arriva una recensione la leggo decine di volte. Non so ancora bene quanto possa piacere quello che scrivo, ma credo che lo scrittore debba avere fondamentalmente la sua idea per poi riuscire ad arricchirla con l’esperienza del lettore.


Pietro De Bonis: Dobbiamo aspettarci un terzo episodio della serie?

Antonio De Vito:  Non lo so ancora. Stacie Scott è nella mia testa, di sicuro. Ad oggi sto scrivendo un Romanzo, qualcosa di diverso, ma sono ancora agli inizi e non si sa “la penna” dove mi porterà.


Pietro De Bonis: Grazie Antonio per questa intervista. Dove possiamo acquistare "L'Albero del Paradiso"? Ci sono in vista presentazioni?

Antonio De Vito:  “L’Albero del Paradiso” è su Amazon in formato eBook e in formato cartaceo.





Nessun commento:

Posta un commento