lunedì 4 maggio 2015

Intervista di Francesca Saitta a Cristina Guarducci autrice di Malefica luna d'agosto. (Fazi Editore)

Malefica luna d'agosto, un titolo che non passa inosservato. Come Cristina Guarducci, autrice molto letta ed apprezzata al suo terzo romanzo, i primi due sono stati pubblicati sempre da Fazi Editore, con un buon riscontro sia di pubblico che di critica. Cristina Guarducci è una psicoterapeuta (di scuola Junghiana) e nei suoi romanzi i simboli, i sogni, la dimensione onirica e metafisica si innestano e confluiscono abilmente in una trama invece molto reale e concreta. Questo nuovo romanzo è ambientanto in una provincia toscana, dove si snoda la vicenda, piena di scontri e incidenti per un’eredità contesa, di una famiglia nobile decaduta, una genia maledetta, i cui numerosi e peculiari membri presentano tutti caratteristiche di tipo animalesco. Al centro di questo racconto onirico c’è Gaddo, uomo con le ali e creatura mostruosa, che porta su di sé i segni di un’antica tara destinata a tramandarsi di generazione in generazione. 

Un’affascinante favola nera sul nostro mondo interiore, sulle nostre ineludibili e meravigliose diversità.

Il libro: Sullo scenario di una provincia toscana irreale, si muove la vicenda, piena di scontri e incidenti per un’eredità contesa, di una famiglia di origini fiorentine i cui numerosi membri presentano tutti caratteristiche di tipo animalesco. 
Al centro di questo racconto onirico, a metà tra il Calvino de I nostri antenati e le atmosfere di Trilogia della città di K di Ágota Kristóf, c’è Gaddo, uomo con le ali e creatura mostruosa, che porta su di sé i segni di un’antica tara destinata a tramandarsi di generazione in generazione. Attraverso mutazioni fisiche e metamorfosi interiori, a venir fuori da quest’intreccio originalissimo e pieno di colpi di scena sono in realtà le difformità umane, le qualità che caratterizzano ognuno di noi facendo di ciascuno una creatura speciale e unica. 

L’autrice è riuscita, in questo libro leggero e allo stesso tempo profondo, a rappresentare in forma di favola il nostro mondo interiore trasponendolo con grazia ed eleganza in un racconto allegorico a sfondo esistenziale. 

Cristina Guarducci è nata a Firenze e vive a Prato. Per oltre vent’anni, ha lavorato a Parigi come psicanalista junghiana. Il suo romanzo d’esordio, Mitologia di famiglia(Fazi, 2006), è stato molto apprezzato dalla critica per la sua originalità nel panorama narrativo attuale. Nel 2010 è uscito, sempre per Fazi, Nonchalance.

Francesca: Ciao Cristina! “Malefica luna d’agosto” il tuo ardente nuovo romanzo, un libro fantastico ma ha a che fare molto con la realtà, è così?
Cristina Guarducci: Tutto ciò che è fantastico ha a che fare con la realtà, ma  in modo simbolico. Il fantastico è una interpretazione del mondo, un modo per cercare di estrarne l’essenza e metterla in evidenza. I sogni che ci fanno paura, o che ci meravigliano e ci interessano  per la loro stranezza lo fanno appunto utilizzando un linguaggio che è strano e irrazionale solo in apparenza , che è in effetti una profonda ricerca di senso. A me sembra che usare immagini fantastiche sia la cosa piùsemplice e naturale. I primi racconti che gli uomini si sono tramandati, i miti, erano appunto storie fantastiche.

Francesca: Le vicende di “Malefica luna d’agosto” presentano sullo sfondo una irreale provincia toscana, perché la scelta di questa ambientazione? Scrivere di luoghi natii viene più facile?
Cristina Guarducci: Non credo cha provincia toscana, la Maremma che descrivo, sia irreale. Anzi, direi che la descrizione della natura, a cui dedico molta attenzione e molto spazio, sia piuttosto realistica. E  la località in cui immagino che la storia si svolga, anche se non è precisata geograficamente,esiste davvero. Si è proprio come dici: è più facile  e più naturale scrivere di luoghi che si conoscono bene, esoprattutto è questo che mi interessa. Per ora non sono stata attratta dallo scrivere di luoghi appena conosciuti o totalmente sconosciuti,  per es, come faceva Salgari. 


Francesca: Gaddo, il personaggio principale del tuo romanzo, chi è? Da dove tiri fuori la sua figura mostruosa?
Cristina Guarducci: Diciamo che si è presentato da solo, mentre scrivevo, l’ho visto volare nel cielo e me ne sono immediatamente innamorata. Vorrei essere come  Donna Marisa, da lui rapita e portata tra lenuvole. Forse è un principe azzurro mostruoso e strano, non proprio buonissimo.  Forse è l’immaginazione stessa che ti porta via, così affascinante e anche pericolosa. E’ di certo molte cose tutte insieme.


Francesca: Un libro di allegorie, raccontate con grazia ed eleganza dalla tua penna, possiamo definire “Malefica luna d’agosto” una favola esistenziale?
Cristina Guarducci: Spero che il mio libro sia godibile come una bella favola per adulti. E come per tutte le favole spero che il lettore  si interessi prima alla storia, e se gli piace, se lo ha divertito e commosso,che cerchi anche di coglierne il senso. Il senso spesso lo intuiscono gli altri più  che l’autore stesso, il quale è troppo impegnato a seguire lo svolgimento delle vicende e a esprimerle il meglio possibile.


Francesca: Ce ne leggi un piccolo passo?
Cristina Guarducci: Improvvisamente un turbine scuro precipitò dal cielo e un vortice di vento sollevò la sabbia vicino a lei, un rifrullo di ali sbatté con un fragore di vele nella burrasca e prima ancora di poter pensare cosa le stesse succedendo Donna Marisa si sentì afferrare per la vita e risucchiare verso l’alto.  In pochi istanti vide la superficie del mare allontanarsi, e i paesi della costa diventare manciate di polvere infuocata.
Non aveva paura, solo una sensazione di libertà mai provata prima, ed era appena cosciente del braccio che la cingeva. Le luci delle barche punteggiavano l’acqua e circondavano il riflesso slabbrato della luna, confondendo l’alto e il basso, il vero e il sogno, pensò di essere morta e che un angelo la stesse portando via.
I bordi delle nuvole si infiammarono d’oro e d’argento, le correnti d’aria tracciavano strade nel cielo e Donna Marisa ebbe l’impressione che a quell’altezza la legge di gravità non funzionasse più e che le fosse possibile volare anche da sola.
Il volto del suo rapitore era invisibile, sentiva solo la massa pelosa del suo corpo  gigantesco e le ali tiepide che la accarezzavano.


Francesca: Da 1 a 10 quanto consideri l’opinione dei tuoi lettori? Quanto incidono loro sulla tua scrittura futura?
Cristina Guarducci: Non mi sembra di pensare molto ai lettori mentre scrivo la storia. O allora a volte immagino un amico o un’amica e mi domando se questo o quel passaggio potrebbero piacergli, ma di solito dopo averli già scrittiCi penso invece parecchio quando devo ‘ripulire’ la scrittura del libro  per renderla degna e presentabile, il più possibile perfettaSono un po’ strafalciona e avere il pungolo del lettore che leggerà mi spinge a dare il meglio di me, ad essere molto esigente. Non ci si riesce mai fino in fondo, sfugge sempre qualcosa.


Francesca: Dopo i successi tuoi di “Mitologia di famiglia”e “Nonchalance”, quanto hai ancora voglia di dimostrare al pubblico? Soprattutto, cosa vuoi dimostrare? Se mai tu abbia voluto dimostrare. 
Cristina Guarducci: Soprattutto credo di avere ancora molta voglia di scrivere,  e di continuare ad essere letta.Scrivere è un’esplorazione di se stessi, spesso scrivendo vengono fuori pensieri e osservazioni a cui non avrei mai pensato senza la penna in mano. Il pubblico è certo necessario e importante per non restare isolati e per mettere alla prova la propria opera, ma non mi sembra  la motivazione principale. 


Francesca: Grazie Cristina, per questa intervista. Presentazioni di “Malefica luna d’agosto” in vista?
Cristina Guarducci: La prossima è a Grosseto l’8 di maggio, poi la Spezia, Carrara, Pavia… altre sono in ponte.



Di seguito trovate anche l'intervista per la Radio. Buon Ascolto!



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