giovedì 16 aprile 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Cristoforo De Vivo, autore del libro “Il ladro di stelle”.

“Da scenari stellari come comete, asteroidi, galassie, stelle cadenti e tanto altro da far almanaccare la fantasia di giovani e meno giovani e da cui trae ispirazione questo libro, si narrano vicende di eroi e personaggi fiabeschi con una incredibile ricchezza di episodi permeati, a loro volta, da creatività e illuminazione...” 

Cristoforo De Vivo nasce a Caserta, è autore di poesie e racconti, un hobby che coltiva fin da bambino. Descrive in ogni sua opera l’amore, l’amicizia e i sentimenti che tutti noi viviamo quotidianamente.L'amore è qualcosa che se vuoi potrà farti trovare l'assoluto”, dice Cristoforo, “è ciò che sento e voglio esprimere in ogni storia da me descritta”. Ha pubblicato “Il caffè sospeso”, “Una fantastica storia”, “La città che non dorme mai”, e ultimo “Il ladro di stelle”, edizioni Il Pavone, di cui vi parleremo oggi.
Pietro De Bonis: Ciao Cristoforo! Il tuo “Ladro di stelle”, un libro di fiabe, quindi di speranze?


Cristoforo De Vivo: Direi di sì, viviamo in una società in cui siamo disadattati, disorientati, disinformati e tutto ciò schiaccia ciò che viviamo dimenticando il più presto possibile avvenimenti che accadono giorno per giorno.

Pietro De Bonis: “Ladro di stelle” perché la realtà quotidiana ci porta a voler far nostra la bellezza del cielo?

Cristoforo De Vivo: Il titolo prende spunto da uno dei racconti, una favola sulla luna e il sole denominati ladri di stelle per un gioco che li vede protagonisti nella bellezza del creato, immaginando a volte di poter star per un momento lassù fuori dalla nostra realtà che ci amareggia.

Pietro De Bonis: A che genere di pubblico proponi il tuo “Ladro di stelle”? E, in base al genere di pubblico a cui lo hai indirizzato, hai plasmato un po’ per lui la tua scrittura?


Cristoforo De Vivo: E’ rivolto alla fantasia di giovani e meno giovani, anche i grandi in questo momento hanno bisogno di sognare.

Pietro De Bonis: I desideri dei personaggi di cui narri, s’avverano tutti nel tuo libro? Quale è il messaggio che vuoi arrivi al lettore? 


Cristoforo De Vivo: Sì, come dicevamo all’inizio di speranza, c’è bisogno di speranza alla fine il bene prevale sempre.

Pietro De Bonis: “Ladro di stelle” si conclude con una brevissima fiaba dove un genitore cerca di spiegare al figlio di cinque anni quello che è successo il 7 gennaio 2015 nella redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi. Continua pure tu...

Cristoforo De Vivo: Quel giorno, per gli abitanti del Paese del mercato era un giorno come tanti: le mamme e i papà erano andati al lavoro e i bambini a scuola, ma quella sera, tutti, mamme, papà e bambini, si ritrovarono in piazza, con le matite alzate, perché i draghi esistono, ma si possono sconfiggere. Il papà racconta al figlio che nonostante la tragedia non bisogna aver paura dei draghi (i terroristi), perché si possono sconfiggere facendo prevalere non le armi ma difendendo la nostra libertà, libertà di parola che vogliono opprimere.

Pietro De Bonis: Che significa per te, Cristoforo, trovare l’assoluto con l’amore?

Cristoforo De Vivo: L’Amore entra nella nostra vita manifestandosi attraverso diversi tipi di relazioni, quali quella con i genitori, col partner, con gli amici, verso un idea. Questo potrebbe farci ritenere che vi siano diversi tipi d'amore: uno per i genitori, uno per il partner, uno per il vicino di casa, insomma, un tipo di amore per ogni relazione. Quindi, di fronte al concetto di un Amore unico e assoluto, universale e incondizionato, potremmo trovarci disorientati. L'amore che auspico  è quell'Amore 'unico', 'Uno e indivisibile', del quale gli altri amori cosiddetti 'speciali' e 'privati' sono solo il riflesso, l'espressione limitata. Un amore che dona senza attendersi nulla in cambio, al quale, ne sono certo, tutti prima o poi giungeremo.

Pietro De Bonis: Nuove storie all’orizzonte?


Cristoforo De Vivo: Sì, sono un aspirante scrittore indefesso, prossimamente sono in uscita due mini romanzi: “Il traditore” e “Una tentazione particolare”, due diverse storie, una di amicizia e amore l’altra di amore e passione.

Pietro De Bonis: Grazie Cristoforo per questa intervista, ci lasci con un passo di un racconto a tua scelta?


Cristoforo De Vivo: Grazie a te dell’opportunità, vi lascio con un passo del racconto  tratto dal racconto il fiore della sincerità: Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando!", disse. "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime."

"Vero", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi - e così ho qualche rattoppo, a cui sono affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini.

Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone.. e chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la VERA bellezza?"









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