domenica 19 aprile 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Giorgio Micheli, autore del libro “Odore di salsedine”.

“Sono eventi che si snodano nell’arco di una intera esistenza, quella di Emma Cressi, triestina, bambina orfana di madre, fanciulla libera come il vento di Bora, ragazza utopica, anarchica e ribelle alla ricerca di un mondo più giusto e migliore. Quindi professionista, medico chirurgo di alta professionalità. Emma presta servizio in Africa nell’associazione internazionale ‘Medici senza frontiere’dove l’odore della morte ti si attacca addosso
Giorgio Micheli nasce a Trieste il 14 maggio 1959. Dal 1986 svolge l’attività di educatore nel campo della disabilità psichica. Nel 2011 pubblica il primo libro, “I peschi in fiore”, edito da Aletti. Con Aletti, pubblica anche singole poesie nelle antologie: “Il Federiciano” (2011), “Sotto l’albero delle mele” (2011), “Dedicato a…Poesie per ricordare” (2012), “Parole in fuga vol. 8” (2012). Nel 2013 pubblica “Un vuoto incolmabile” e “Sette Secondi”, raffinati romanzi realistici carichi di delicatezza, con la Talos edizioni; nel 2014 è la volta, sempre con la Talos, de “Il vecchio e Celestine”, intenso romanzo di formazione. 
Nel 2015 esce sempre con laTalos edizioni il suo quarto romanzo: "Odore di salsedine ".


Pietro De Bonis: Ciao Giorgio! Odore di salsedine”, un romanzo “spiritualista”?

Giorgio Micheli: Sì, potremmo definirlo così. Inizia nel 2040, a Trieste, in un letto d’ospedale. Emma, morente causa un tumore ai polmoni, sa di avere poco tempo. Attraverso i suoi ricordi va a ritroso nel tempo e ricorda se stessa bambina, orfana di madre, affrontare l’adolescenza come la stragrande maggioranza dei suoi coetanei. I primi innamoramenti e le conseguenti delusioni fino ad arrivare all’amicizia con Paola che si trasformerà in una inaspettabilestoria d’amore. Siamo negli anni settanta ed Emma aderisce politicamente a un gruppo anarchico. Il libro cita parallelamente alla storia narrata alcuni fatti storici e politici salienti per la Repubblica Italiana. La musica rock progressive accompagna Emma in una crescita musicale personale. Cito testi di canzonidegli Area, gruppo musicale alternativo e politicizzato dell’epoca. Con il raggiungimento della maturità la donna diventerà poeta per respirare meglio la vita. All’interno del romanzo il lettore troverà diverse poesie da me scritte.

Pietro De Bonis: Hai voluto esplorare due tematiche opposte della vita che però s'incrociano inevitabilmente essendo il rovescio della stessa medaglia: amore e morte. Spiegaci meglio.
Giorgio Micheli: Emma attraverso Paola conoscerà il grande amore, ma vedrà da vicino anche la morte, ogni giorno, dopo essere diventata medico chirurgo. Il romanzo tratta questi due temi e cita il pensiero di Osho, che definiva l’amore, quello vero, e la morte come il rovescio della stessa medaglia. Quando ami intensamente e fai l’amore con la persona desiderata, il tempo si ferma e nell’apice dell’amplesso è come morire. Pochi secondi dove il tuo Io si annulla. Così anche la morte. Io approvo questo concetto.

Pietro De Bonis: Emma, il personaggio principale del tuo libro vivrà un'esperienza di premortericeve l’illuminazione di una certezza del ‘dopo’, della vita oltre la vita. E’ così?
Giorgio Micheli: Emma vivrà un’esperienza di premorte che le cambierà la vita, ma non avrà subito la certezza dell’esistenza di un aldilà. Manterrà i dubbi tipici delle persone con cultura scientifica, le quali hanno bisogno di risposte dimostrabili e plausibili. Un sogno premonitore muterà questa sua incertezza.

Pietro De Bonis: Ambientato nell’anno 2040, fai accenno a robot insensibili dentro stanze d’ospedali, immagini davvero così il futuro? Be’, tra infermieri insensibile erobot insensibile, almeno i secondi hanno ragione d’esser freddi, no?
Giorgio Micheli: Immagino l’anno 2040, dove la tecnologia aiuterà molto gli esseri umani nelle attività lavorative. Inevitabilmente creerà una certa freddezza nei rapporti con l’uomo. La stessa freddezza la immagino anche tra il personale in carne ed ossa e i pazienti, salvo qualche caso isolato. A parte le macchine, oggi la situazione non è tanto diversa dal mio ipotetico futuro.

Pietro De Bonis: Tu scrivi: Siamo una torcia che non si spegne mai, eterna. Cambiamo più volte il vestito, o meglio il nostro corpo, per incarnarci sulla terra, ma l’anima cosciente è sempre la stessa. È fiamma cosmica”. Cosa ti ha spinto a credere in questo, c’è stato un accadimento in particolare?
Giorgio Micheli: Siamo una torcia eterna. Arde d’energia propria. Sin da ragazzo i miei interessi erano di tipo spirituale. Ho letto tanto in merito e ho anche praticato varie discipline, da quelle orientali, yoga e meditazione, a quelle occidentali, bioenergetica e psicoanalisi. Il mio credo non è così forte e sicuro. Il dubbio è insito in noi. Fa parte del pensiero umano e meno male perché ti porta a una ricerca continua. Il romanzo “Odore di salsedine” vuole essere un messaggio di speranza, ispirato dalle numerose testimonianze riguardanti casi di premorte. E’ confortevole immaginare una vita migliore al di là da quella terrena, con la possibilità magari, come credono molte culture e religioni mondiali, d’incarnarsi in un altro corpo per fare nuove esperienze. Similmente come quando ci cambiamo d’abito. Il 17 maggio sarò al salone internazionale del libro di Torino presso lo stand “incubatore” alle ore 11.00. Presenterò il mio romanzo assieme alla scrittrice calabrese Roberta Lagoteta che a sua volta presenterà “Storie di donne e altre onde”. Mediatore della mattinata culturale l’editore della Talos Edizioni: Osvaldo Tartaro.

Pietro De Bonis: Svolgere l’attività di educatore nel campo della disabilità psichica, quanto ti aiuta a scrivere di “situazioni estreme”?
Giorgio Micheli: Il lavoro mi aiuta giornalmente. La sofferenza è fonte d'ispirazione e l'amore nascosto tra le pieghe dell'inconsapevolezza dei più sfortunati mi offre di continuo storie immaginarie da poi impiegare nei miei libri. Dal 1998 ho scoperto d'essere affetto da una malattia genetica rara: la distrofia muscolare facio-scapolo-omerale e oggi mi rendo conto che la scrittura rappresenta per me un bisogno terapeutico, una forma d'auto-guarigione spirituale.

Pietro De Bonis: Chi ha già avuto modo di leggere il tuo romanzo, cosa ti ha detto?
Giorgio Micheli: Che è emozionante, perché i miei personaggi fanno innamorare, arrabbiare, pensare. Scelgo storie di vita che coinvolgono il lettore a leggere il librotutto d'un fiato. Le impressioni dei lettori dei miei romanzi sono la forza, lo stimolo e la conferma per continuare.

Pietro De Bonis: Giorgio, perdere un amore è come morire restando vivi?
Giorgio Micheli: Direi di sì, dall'amore adolescenziale a quello importante della maturità. C'è una similitudine tra la perdita di un amore e la mitologia dell'Araba Fenice. Da un perduto amore risorgiamo per predisporci ancora al sentimento più bello e necessario per tutti gli esseri viventi di questo pianeta.

Pietro De Bonis: Le presentazioni di questo romanzo si svolgeranno a Trieste, leggevo, sai dirci quando?
Giorgio Micheli: Le presentazioni di "Odore di salsedine" si svolgeranno a Trieste nei giorni: 5 maggio al caffè storico San Marco, 8 maggio alla libreria Ubik e il 9 maggio alla libreria Lovat. Saranno presenti gli editori della Talos. Il 17 maggio sarò presente al salone internazionale del libro di Torino assieme alla scrittrice Roberta Lagoteta.

Pietro De Bonis: Grazie di cuore, Giorgio, per questa intervista. Lasciaci leggendoci un passo de  “Odore di salsedine”.
Giorgio Micheli: "Le foglie cadevano lente dagli alberi, colorando il grigio marciapiede. I miei passi cercavano d’evitarle, dandomi l’illusione, che esse avevano una qualche funzione; che non erano solamente foglie morte. Trascinate dal vento autunnale, nel loro girovagare per la città; portavano silenziose i pensieri dei cittadini, custodendo i loro segreti, quelli più reconditi, nascosti nelle loro venature, al posto della linfa vitale".




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