martedì 14 aprile 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Allegra Nembi, autrice del libro “Nove millimetri tra terra e cielo”

“Se vorrai conoscerti veramente, intimamente, se vorrai capirete stesso, un giorno, dovrai fermare la tua frenetica vita e ripercorrere il tuo passato. Perché non si è nulla senza un vissuto. Non presumere mai di sapere chi realmente sei, perché la verità, a volte, è tutta un’altra storia...”


Allegra Nembi, classe 1982, Veneta, anticonformista, amante del motociclismo e della cucina, in continua sfida con se stessa, scrive per passione e per necessità. Ispirata da storie reali, quotidiane, appartenenti al nostro tempo, crede nella potenzialità delle parole e dei pensieri “impressi neri su bianco”, più di qualsiasi altra cosa poiché ogni libro è un piccolo tesoro da meditare, conservare e custodire nell’anima.
Il romanzo “Nove millimetri tra terra e cielo” è stato scritto, come testimonianza positiva, e forma di incoraggiamento per tutte le persone in conflitto con se stesse ed in cammino per una nuova rinascita.


“Anna trascorre la sua infanzia spensieratamente in un piccolo paese rurale immerso nelle campagne del Veneto, a contatto con la natura e con i suoi affetti più cari. All'età di tredici anni, verrà suo malgrado strappata dalla sua amata campagna e dai suoi affetti di bambina.Lontana dalla campagna, dovrà accudire quotidianamente la sorella invalida ed occuparsi delle faccende domestiche, per sopperire l'assenza della madre. Influenzata da questi eventi negativi, e dalle responsabilità afflitte, la sua vita ma soprattutto i suoi pensieri ed il suo carattere, inizieranno a cambiare drasticamente…”




Pietro De Bonis: Ciao Allegra! Il tuo romanzo “Nove millimetri tra terra e cielo” è una storia d’amore nata tra due adolescentireputi davvero così raro l’amore vero e incondizionato in età giovanile?

Allegra Nembi: Purtroppo si! Certo, l’amore in età giovanile esiste ed è forse il periodo in cui viene vissuto con maggiore enfasi e trasporto, ma ricordiamoci che è anche un periodo di sperimentazione e di passaggio (dalla fanciullezza all’età adulta) in cui è facile comprendere come i sentimenti siano facilmente volubili. Ritengo che nel periodo adolescenziale non si sia sufficientemente maturi e “pronti” per un  legame a 360° soprattutto  all’epoca attuale in cui la società stereotipata ti spinge alla velocità del cambiamento e alla ricerca della perfezione. Gli amori adolescenziali pertanto, difficilmente possono essere longevi ( ma lasciamelo dire… poi ovviamente e forse per fortuna, esistono sempre le eccezioni). Al contrario, credo che l’amore per crescere ed essere duraturo nel tempo, oltre alla “chimica sessuale" necessiti soprattutto di complicità, di dialogo (vero e sincero), ed intensità oltre che una buona dose di comprensione e condivisione.


Pietro De Bonis: Amarsi per difendersi, per lottare, per condividere le gioie ma soprattutto iconflitti nelle proprie famiglie. Amare per necessità?

Allegra Nembi: L’amore è di per sé una necessità, sia che esso sia inteso come sentimento sia che esso sia “altro” perché l’amore ha sempre mille sfaccettature. L’amore può essere amicizia, conforto, tenerezza, sostegno, condivisione... Quindi sì, amare per necessità, perché l’amore dovrebbe riempire lo “spazio” di cui si ha bisogno in quel determinato momento. Da esso, di qualsiasi natura sia, si dovrebbe trarne forza e “nutrimento interiore”.  



Pietro De Bonis: Quanto i contesti marcano le storie dei personaggi del tuo libro?

Allegra Nembi: I contesti, per i miei personaggi, come  nella vita reale, sono una variabile fondamentale perché inevitabilmente incidono profondamente nel percorso di crescita di ciascuno. I personaggi del mio libro sono purtroppo soprattutto vittime dei contesti in cui si ritrovano (disagio affettivo, lavorativo, personale ecc).



Pietro De Bonis: Hai scritto “Nove millimetri tra terra e cielo” dal 2009 al 2012, un romanzo che definisci psicologico-intimistico, contiene tanto di Allegra? Con quale aggettivo definiresti la sua stesura?

Allegra Nembi: Lo definirei istantaneo, in quanto ho scritto questo romanzo “di getto”.  Ho iniziato un giorno per caso, quando ho sentito l’esigenza di mettere nero su bianco qualche riga per trovare un diversivo in un mare di sentimenti ed emozioni di un periodo per me difficile.
Dopo un paio d’ore, nella frenesia dello scrivere, avevo terminato il primo capitolo.  Inizialmente non pensavo di arrivare a scrivere un romanzo. In quei quattro anni semplicemente aprivo il PC quando ne sentivo l’esigenza e scrivevo, perché certe emozioni,


Pietro De Bonis: Fondatrice del gruppo Facebook:  “Attacchi di panico? – NO GRAZIE!”, nato per supportare chi sta combattendo con questo tipo di disturbo, perché le persone non si sentano sole. Un’iniziativa ammirevole.

Allegra Nembi: In realtà vorrei poter fare molto di più! Ho fondato questo gruppo perché vorrei poter essere di sostegno a tutti coloro che si trovano ad affrontare questo disturbo e CERCANO aiuto. Sottolineo CERCANO, perché quando successe a me, per la prima volta, anch’io cercai disperatamente aiuto dato che in un primo momento a nessun medico venne in mente la diagnosi esatta.
Cercai in internet i sintomi e poi la mia auto-diagnosi venne confermata dagli specialisti.
Inoltre, altre due persone a me molto care, che a tutt’oggi soffrono di questo disturbo hanno puntualmente delle ricadute e tutto questo per la ritardata diagnosi. A causa del tempo trascorso (troppi anni), non possono essere curate efficacemente (considera che prima si interviene, maggiore è percentuale di guarigione completa) e spesso devono sottostare a cure farmacologiche prolungate e pesanti.
Questa è stata la motivazione che mi ha spinta soprattutto a far conoscere questa tematica in continuo aumento, perché in quegli stessi attimi in cui è comparso il mio primo attacco di panico (e non lo dimenticherò mai..) avrei tanto voluto trovare nell’immediato qualcuno che mi capisse, mi sostenesse e mi curasse. Nessuno, che non abbia provato sulla propria pelle, un attacco di panico, può capire quanto sia reale la paura che senti e le conseguenze fisiche e psicologiche che subisci.
Presupposto che non voglio assolutamente sostituirmi ad un medico competente, il mio vuole essere solamente un primo approccio, un’àncora, per chi volesse confrontarsi, parlarne o anche solo sfogarsi, in attesa di rivolgersi a medici competenti e farsi curare perché dagli attacchi di panico si può guarire e io ne sono una prova.



Pietro De Bonis: L'adolescenza è un passaggio di vita delicatissimo che il più delle volte confonde il proprio essere, fino a portarlo a una crisi inevitabilmente profonda se non debitamente supportato. Allegra, per te quale può essere una soluzione, oltre la famiglia? Scuole e insegnanti migliori? Meno menefreghismo sociale?

Allegra Nembi: Per me, non esiste una persona specifica. Tutti possiamo fare la differenza! Ciascuna persona! La società è composta di persone e le persone siamo noi. Perciò se ciascuno di noi facesse un primo passo verso il prossimo ci sarebbero molte meno situazioni difficili e meno cronaca nera. Quanto sappiamo ascoltare? Mettersi nella condizione di ascolto, sereno, calmo senza pregiudizi è forse una delle doti migliori che una persona possa avere. Quanto siamo capaci di ascoltare anche noi stessi e i segnali che il nostro corpo e mente ci inviano? Se fossi stata abile nell’ascoltare il mio intimo, per tempo, quando i segnali erano evidenti, non sarei arrivata a soffrire di attacchi di panico o depressione. Col senno di poi ho capito che ho volutamente ignorato tutti i segnali che il mio corpo e mente mi hanno trasmesso perché non ho saputo o voluto ascoltarmi veramente. E poi, quanto siamo disposti a chiedere aiuto o ad aiutare gli altri? Pensiamo che ciò che una persona sta vivendo potrebbe succedere anche a noi e che idealmente quella “mano tesa” che ci è stata allungata e che magari abbiamo ignorato, potrebbe risultare la nostra salvezza? Le mie sono provocazioni, ma sarebbe bene riflettere su come e cosa vogliamo diventare o lasciare in “eredità” di noi stessi! Perciò ascoltiamoci, aiutiamoci e rendiamoci disponibili gli uni agli altri perché a parlare, giudicare e sentenziare c’è sempre tempo.



Pietro De Bonis: Un commento che ti ho sorpreso di un lettore del tuo romanzo?

Allegra Nembi: Deve essere davvero bello il tuo libro affronta temi a cui tengo particolarmente...” detto poi da un “collega scrittore”.. non ha prezzo!

  

Pietro De Bonis: Grazie di cuore per questa intervista, dove possiamo acquistare il tuo romanzo?

Allegra Nembi: On line in tutti i maggiori distributori (Amazon, Ibs ecc…) e in tutte le librerie su ordinazione. Per chi desiderasse c’è anche la versione e-book.  



Pietro De Bonis: La verità, a volte, è tutta un’altra storia. Vero, Allegra?

Allegra Nembi: Eh si! E’ una frase che ricordo spesso a me stessa! Ho sempre pensato di conoscermi interiormente da una vita e poi la vita, di punto in bianco, mi ha messo alla prova e quello che ho scoperto è stato sconcertante. Non solo la sofferenza, l’inadeguatezza, la paura costante e subdola che colpisce a tradimento quando sei indifeso, quando sei disarmato, ma anche e soprattutto una grande forza interiore che non avrei mai pensato di avere.
Se oggi sono guarita, se oggi sono una persona migliore, lo devo certo agli specialisti che non finirò mai di ringraziare, ma soprattutto direi un grande grazie a me stessa, perché senza tutte le mie energie mentali e fisiche non ce l’avrei mai fatta. Solo Dio sa quanto mi è costato, ma oggi vivo una vita vera ed il mio sorriso è spontaneo e reale.










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