domenica 1 marzo 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Roberta Mormando, autrice del libro “A cuor leggero…”.



“Non esiste un modo più facile e meno doloroso per una donna di affrontare una scelta così lacerante come l'aborto. E non esiste giudice, che sia istituzione, che sia il Dio di qualunque religione, che sia qualunque persona con cui si abbia a che fare, che può sostituirsi a una madre nella scelta di portare avanti o no una gravidanza. La libertà individuale deve essere sempre tutelata poiché nessuno può essere in grado di giudicare una situazione nella quale si è mai trovato.”

Roberta Mormando nasce a Taranto il 1 febbraio del 1979, desidera da sempre scrivere, ma solo dopo la maternità riesce a concretizzare. La scrittura è un diletto, la lettura un piacere: è soltanto una a cui piace condividere il frutto della sua immaginazione. Nel luglio 2012 vince il concorso “Arte in Festival -I Sette Peccati Capitali – sez. Racconti Brevi”, nel settembre 2012 si classifica quarta al Premio Internazionale di Arti Letterarie Thesaurus Menzione d’Onore, Sezione Narrativa, Menzione d’Onore nell’aprile del 2013 al Premio terre di Liguria. Oggi vi parleremo del suo romanzo “A cuor leggero…” (Artistica Edizioni), uscito nel dicembre scorso.




Roberta Mormando si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

Pietro De Bonis: Ciao Roberta! La cosa che balza subito agli occhi, tenendo in mano il tuo libro, è la copertina. Mi spieghi questa scelta?
Roberta Mormando: è una immagine allegorica: non facciamo altro che dichiarare quanto il futuro dei più piccoli sia nelle mani degli adulti; si pensa alla loro educazione, alla loro formazione, alla loro buona crescita, ma in realtà, tutto si riduce al momento stesso in cui si decide di metterli al mondo. Nel momento stesso in cui una ecografia ci mostra la presenza di una nuova vita, da quel momento, quella stessa vita è nelle nostre mani.

Pietro De Bonis: L’aborto è un tema difficile da affrontare, perché questo impegno nel tuo romanzo?
Roberta Mormando: Siamo sempre abituati a parlare di “diritto alla maternità” “diritto di adozione” “diritti di uguaglianza fra coppie etero e coppie gay” mai nessuno che si ponga il problema di quali siano i diritti di una creatura che non ha chiesto di nascere. Sono mamma, ma non credo che esista un “diritto alla maternità”, piuttosto il diritto di nascere e crescere serenamente. So che è pura utopia e la cronaca ogni giorno afferma il contrario:  il mondo è pieno di bimbi maltrattati, abbandonati, che subiscono violenze. Il mio, forse, vuol essere solo sostegno ad una maternità consapevole ma, soprattutto, è una dichiarazione di sostegno alla vita. Le gravidanze “indesiderate” possono essere prevenute; nel momento in cui commetti una azione che ti rende responsabile di un'altra vita, allora ogni tua scelta DEVE avere un peso diverso. In sostanza: sono per il rispetto della libertà di scelta individuale, perché sono consapevole che in certe situazioni portare avanti una gravidanza può essere molto difficile per una donna, ma io, però, sostengo la vita.

Pietro De Bonis: Scrivi di coscienza individuale, l’unica e sola con la quale dovremmo confrontarci, di libertà che deve essere sempre tutelata, di giudici e giudizi che non devono esistere, è un diritto sacrosanto poter decidere da sé?
Roberta Mormando: Credo di si.  Le leggi, lo Stato, per “definizione” dovrebbero essere super partes e tutelare e mai negare il diritto di scelta, al di sopra di ogni credo; ma le persone no, le persone fanno i conti ogni giorno, ogni ora, ogni minuto e ogni secondo con quella che noi definiamo “coscienza”.  Ma cos'è, alla fine, la coscienza? Ti cito letteralmente da Treccani “Dal latino conscientia, derivato di conscire, "essere consapevole" (composto di cum, "con", e scire, "sapere, conoscere"), il termine indica in generale la consapevolezza che il soggetto ha di sé e dei propri contenuti mentali, del complesso delle proprie attività interiori e degli oggetti cui queste attività si rivolgono. In questo senso, rientrano nella definizione di coscienza sia la semplice percezione sensibile di stati o condizioni interne ed esterne, sia la capacità dell'Io di organizzare e sintetizzare in un insieme organico percezioni, sentimenti e conoscenze.” Una consapevolezza, appunto, del tutto soggettiva che si crea in base alla educazione ricevuta unita all'esperienza individuale e al confronto, per questo, non giudicabile. Lo stesso Mòliere diceva “bisognerebbe fare un lungo esame di coscienza prima di pensare a criticare gli altri.”

Pietro De Bonis:  “A cuor leggero…”, che ruolo hanno i tre puntini?
Roberta Mormando: Nessuna delle mie scelte è affidata al caso e poco ragionata: per esattezza, sono puntini sospensivi che veicolano un effetto allusivo. Ti spiego: l'espressione “a cuor leggero” rimanda quasi immediatamente ad una azione fetta senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, serenamente, anche sconsideratamente, con leggerezza o faciloneria; soltanto a fine lettura del libro ci si rende conto che il titolo rimanda ad una scelta tutt'altro che leggera. Quasi da amaro in bocca.

Pietro De Bonis: Che critiche attendi dal lettore? Ce ne è una che temi in particolar modo?
Roberta Mormando: Nel momento in cui pubblichi, è normale, ti esponi a giudizio e, di conseguenza, ad eventuali critiche. Ma accettarle fa parte del normale processo di maturità. Non le temo. Se me ne aspetto una in particolare? Si: potranno contestarmi il fatto di “predicare” da un pulpito troppo facile; io un figlio l'ho voluto, l'ho desiderato e cercato, in un contesto come quello di una coppia ben salda unita in matrimonio. Eppure, con gli anni, ho imparato che nella vita niente è certo e definitivo e che ogni cosa ha il suo rovescio della medaglia: quella che in passato ti sembrava la scelta migliore e sensata, col tempo, magari si rivela essere la peggiore che mai avresti potuto fare. Ma qualunque cosa ti possa succedere, non perderai mai la percezione che, quella per un figlio, è l'unica forma di amore incondizionato che non subisce nessun tipo di alterazione e affievolimento. Non posseggo risposte giuste ne' verità assolute: solo il mio pensiero e la mia esperienza e con quelle mi metto in gioco.

Pietro De Bonis: Grazie Roberta per questa intervista. Dove possiamo acquistare “A cuor leggero…”? Hai in vista presentazioni?
Roberta Mormando: immediatamente dal catalogo del sito della casa editrice, ArtisticaEdizioni, entro marzo in tutte le librerie e nelle piattaforme di acquisto online.



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