martedì 31 marzo 2015

Intervista di Pietro De Bonis a Fabio Sciarpelletti, autore del libro “In treno vicino a Dante”.

Federico ha 35 anni ed è un manager affermato, sembra possedere tutto quello che la bella vita possa offrire, ma un incubo lo risveglia nel cuore della notte, il telefono squilla, uno dei suoi migliori amici, David, ha tentato il suicidio. L’amico non ce la fa. Qualche giorno dopo il decesso,arriva a casa di Federico, Ginevra, Manfredi e Paolo, una busta chiusa firmata da David, quattro biglietti per un interrail e un interrogativo inquietante: “Perché mi hai abbandonato?”. Tra le magie delle strade di Parigi e i canali di Amsterdam, le contraddizioni di Berlino e Bristol, avrà luogo l’epilogo…

Fabio Sciarpelletti è nato a Roma 35 anni fa, città dove vive, anche se è cresciuto tra le colline della sabina. Sposato e da quindici mesi papà di un bellissimo bimbo di nome Lorenzo, che ha riempito ogni suo spazio di tempo libero con sorrisi e coccole. Lavora presso una multinazionale di costruzioni occupandosi di contabilità e bilanci. La letteratura e la scrittura sono le sue grandi passioni. I manuali di storia, esoterismo e simbologia invadono la sua libreria. Attualmente cura suBarbadillo.it una rubrica intitolata “Storie d’Italia, narrando di fatti di cronaca nera e di misteri irrisolti. Riassumendo la sua vita con un mottoI numeri sono il mio pane e le parole il mio rifugio. L’Ultima sua opera, di cui oggi parleremo è ”In treno vicino a Dante”.



Pietro De Bonis: Ciao Fabio! I numeri sono il tuo pane e le parole il tuo rifugio, è sufficiente e presentarti?
Fabio Sciarpelletti: In questa frase è riassunto tutto il mio mondo. Lavoro per una multinazionale e mi occupo di bilanci, inutile dire che i numeri occupano la maggior parte della mia giornata. Ho trovato nella scrittura e nella lettura il modo per staccare la spina e riuscire a stare solo con i miei pensieri. Ho imparato a conoscermi scrivendo e con gli amici libri ho l’opportunità di vivere più di una vita.

Pietro De Bonis: Esoterismo e simbologia invadono la tua libreria, quando è scattato l’amore per questo genere letterario? Ti ricordi il momento?
Fabio Sciarpelletti: Non lo definirei proprio amore per un genere letterario, la mia libreria è ben fornita di cose diverse e lontanissime tra loro, mi piace sapere e conoscere un po’ di tutto. La passione per la simbologia e l’esoterismo non nasce in un momento specifico. Crescendo e confrontandomi con le altre persone appassionate al genere mi sono convinto che sono cose che ti porti dentro, poi puoi ampliare le tue conoscenze documentandoti , ma il principio è nell’essenza del tuo io.

Pietro De Bonis: Federico, il protagonista di “In treno vicino a Dante”, ha la stessa tua età, una coincidenza? Quanto c’è della tua persona nei personaggi che vivono le tue storie?
Fabio Sciarpelletti: Ha la mia stessa età, poiché penso che alla soglia dei quarant’anni si possono tirare le prime somme su come sta andando la tua vita. È un’età difficile in cui ci sono le prime vere responsabilità. I quattro protagonisti si trovano nella situazione di dover chiarire qualcosa che non torna nelle loro vite e trovare la chiave non è sempre facile. Della mia persona c’è poco nel carattere o nella fisionomia di Federico , ma per qualcuno che mi conosce bene è facile intuire che nei dialoghi fra i quattro emerge quello che penso della vita.

Pietro De Bonis: Affronti il tema del suicidio, dell’abbandono, della speranza, il passato a volte deve tornare a illuminare il futuro?
Fabio Sciarpelletti: A volte succedono delle cose di cui non capisci il vero significato e il passato può aiutarti a decifrare l’enigma apparentemente troppo complicato, si tratta di flash, di intuizioni improvvise. In un contesto, anche scherzoso a tratti, ho scelto questi temi perché me li sento addosso e non possiamo, come società, far finta sempree di nulla. Per capire meglio alcuni disagi della mente, ho frequentato per un periodo un gruppo di ragazzi in terapia di gruppo. Le riunione erano tutte le settimane e c’era sempre una sedia vuota, un bel giorno entra un ragazzo che non avevo mai visto e si siede là. Aveva tentato il suicidio e quello era il suo posto nel gruppo. Ha iniziato a parlare e la sua storia ha inspirato il personaggio di David.

Pietro De Bonis: I personaggi del tuo romanzo  affronteranno un interrail da Parigi, Amsterdam, passando per Berlino, Bristol, sono città che tu stesso hai visitato? Secondo te, Fabio, è possibile descrivere luoghi mai visitati, e quindi ampliando, raccontare fatti mai realmente vissuti? Che ruolo o centralità ha la fantasia nella scrittura?
Fabio Sciarpelletti: In alcuni posti ci sono stato, in altri nemmeno una volta. Io penso che per lo scrittore non sia importante essere presente sulla scena per descrivere quanti gradini ha una scala. Da una foto del posto puoi descrivere quel mondo, con i sapori ed i rumori che ti inspira. Il luogo per uno scrittore è mentale, poi una volta messo il punto possiamo recarcilìper vedere se ci siamo troppo allontanati dal vero , ma prima quel posto lo dobbiamo cercare nella nostra mente stimolando la fantasia. È difficile a volte spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra in realtà sto lavorando.

Pietro De Bonis: Cosa vuoi dire, ora e spontaneamente, a chi si appresterà a leggere “In treno vicino a Dante”?
Fabio Sciarpelletti: In treno vicino a Dante è un viaggio che ti porterà al centro della tua anima. Un percorso introspettivo che aiuterà a ritrovare la luce ai quattro protagonisti ma che lascerà al lettore la voglia di  finirlo tutto d’un fiato grazie al ritmo degli eventi e alla suspense che accompagna lo scorrere delle pagine. Finito il vortice, il romanzo, come una seduta psichiatrica, ti lascia molto tempo per delle riflessioni intime che metteranno in discussione l’io di ogni lettore.

Pietro De Bonis: Grazie Fabio di questa intervista, dove possiamo acquistare il tuo romanzo? Hai in vista presentazioni?
Fabio Sciarpelletti: Grazie a te per le interessanti domandi. Il romanzo è acquistabile in tutti gli store on-line , in particolare la versione cartacea la si può ordinare su amazonSto trovando anche un accordo con varie librerie ma, un elenco definito non è ancora scaricabile. Abbiamo in vista un mini tour di presentazioni da svolgere tra aprile e giugno che ci dovrebbe veder presenti anche al conservatorio di Santa Cecilia in Roma.




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