sabato 14 dicembre 2013

Intervista a Sara Rattaro - Non volare via


Per essere straordinari non è necessario nascere perfetti.
Con questo bellissimo pensiero si apre il romanzo di Sara Rattaro, Non Volare Via, una storia familiare che parla di amore, colpe e perdono, una storia quotidiana che può essere la storia di tutti. C'è la racconta proprio l'autrice in questa splendida intervista.
Sara Rattaro nasce in una famiglia di commercianti genovesi specializzati in ottica. Nel 1994 prende il diploma magistrale e quindi si iscrive all’Università di Scienze Biologiche dove si laurea nel 1999 con lode. Nel 2009 consegue la laurea anche in Scienza delle Comunicazioni presso l’Università degli studi di Genova. Dal 1999 al 2006 frequenta più di una decina di corsi di specializzazione sia inerenti gli Studi clinici sia nel campo della Comunicazione conseguendo diploma al master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino.  Nel 2009 completa il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata che viene letto e scelto dall’editore Mauro Morellini. Il romanzo ottiene un buon successo di pubblico e critica. E’ lei in prima persona che si occupa di organizzare tutte le presentazioni del libro percorrendo tutta Italia. Nel 2011 scrive il suo secondo romanzo Un uso qualunque di te. Una storia che le esplode prima nella testa e poi nella mani. Dopo aver incontrato Silvia Meucci, agente letterario, il romanzo viene pubblicato da Giunti Editore. Nel maggio del 2013 pubblica il suo primo romanzo con la casa editrice Garzanti, Non volare via, oggi già alla terza ristampa.
Sinossi: 
Matteo ama la pioggia, adora avvertire quel tocco leggero sulla pelle. È l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri, in cui smette di sentirsi diverso.Perché Matteo è nato sordo.Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi c'è un mondo fatto soltanto di silenzio. All'improvviso la voce, gutturale, dice: «Pecché vola via?». Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità.All'inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: restare uniti grazie all'amore.Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolgono la vita quando meno te l'aspetti. Lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare: «Papà, non volare via».


Francesca: Autrice di tre romanzi di successo, La sedia sbagliata nel 2011, Un uso qualunque di te, con 20 mila copie in una settimana, e Non Volare Via uscito a maggio di quest'anno e già alla terza ristampa. Come si elabora una storia e come si dà vita ai personaggi?
Sara: Le storie arrivano, mi colpiscono e soprattutto non mi lasciano stare finchè non le ho raccontate. Non hanno mai una genesi precisa, sono più che altro emozioni ed immagini che mi colmano la mente e i pensieri e mi trascinano dove vogliono.
Francesca: Non volare via è una storia familiare e quotidiana, dove si scontrano diverse sofferenze: la scoperta di un bambino sordo dalla nascita, l'elaborazione successiva di questo dolore, due genitori che vivono le loro fragilità da esseri umani. Citazione del tuo romanzo "A volte la cura per il nostro dolore è più vicina di quanto crediamo", come si affronta un dolore secondo te? Esiste una maniera giusta? Sara: Non esistono regole ed è difficile capire quale sia la soluzione perchè spesso non è mai una sola. Quello che so è che nei momenti più difficili diamo il meglio di noi o, meglio ancora, troviamo energie tale da affrontare anche il dolore.
Francesca: Mi ha colpita molto la figura di Sandra, una forte personalità, una donna che non si arrende e lotta per la sua famiglia, un po' inganna perché credi che si sia annullata del tutto, invece è viva nel suo profondo. Bisogna seguire l'istinto o essere più razionali nella vita? Sara: Quando tuo figlio ti chiede aiuto cosi come fa Matteo nel mio romanzo ogni madre sa annullare tutto quello che la riguarda per correre in soccorso di suo figlio e poco importa se questa richiesta è lunga e costante quanto la vita stessa. Sandra è forte e capace quanto ogni donna sa esserlo. Certo resta sempre una donna capace di grande amore e passione. Francesca: In questo romanzo non c'è un solo protagonista ma tutta la componente familiare è protagonista, ognuno con la sua storia da raccontare. Matteo, Alice, Alberto e Sandra. Li hai resi tali perché quello che accade a loro può accadere a chiunque?
Sara: Si, credo che questa sia una famiglia come tante. Ogni famiglia arriva sempre più vicino all'esplosione, è inevitabile. Quello che può salvare una famiglia dipende da ciò che saprà fare con la rottura che incontra. Sarà definitiva o rappresenterà un nuovo inizio?
Francesca: Citazione del tuo romanzo "Non è quello che accade a essere importante ma quello che sarai in grado di fare dopo e quando questo ti sarà utile per diventare grande, perché ogni tua solida sicurezza ha trovato sempre inizio da un dolore, una mancanza", questo bellissimo pensiero non credo fiorisca solo dalla storia di Non volare via, quanto lo senti profondamente tuo? Sara: È mio e di tutto quello che ho. È così. Lo è per tutti. Gli errori, i dolori e le mancanze sono le migliori palestre di vita. Superato il momento peggiore se ne comprende l'utilità.
Francesca: Hai realizzato per Famiglia Cristina un video-corso sulla scrittura dove spieghi alcune tecniche e strutture per scrivere un romanzo. Cosa puoi consigliare come prima cosa a un esordiente scrittore? Che ruolo hanno la fortuna e il talento in questo campo? E l’agente letterario?
Sara: Il primo consiglio è quello di avere pazienza. Il secondo è quello di essere consapevoli che Hemingway è già esistito. Quindi facciamo un passo alla volta e vediamo di lasciare arroganza e boria a casa che non porta da nessuna parte. La fortuna aiuta gli audaci, quindi buttatevi e proponete i vostri scritti con educazione. L'agente se è serio può essere fondamentale nel velocizzare il percorso e indirizzarvi agli editori più adatti. Francesca: Quando hai scritto Non Volare via hai ascoltato una particolare musica? E’ stato scritto interamente nello stesso luogo?
Sara: Ascolto quasi sempre Einaudi e scrivo nella mia cucina, si vede il mare da lì.
Francesca: Grazie ancora Sara per averci dedicato il tuo tempo e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Sara: Grazie a Voi per avermi ospitata nella vostra Rassegna.



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