martedì 3 settembre 2013

Recensione "Non volare via" di Sara Rattaro a cura di Pietro De Bonis


“Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre”, vedevo Mine Vaganti di Ozpetek ieri sera, finito il film ho preso in mano “Non volare via” di Sara Rattaro, anzi la mano è andata a prenderlo da sé, e ho letto le poche pagine che mancavano.

Le cose non sono mai completamente giuste o completamente sbagliate, pag 178.
La vita è strana, bizzarra, fa scherzi, pesanti a volte, ma gli esseri umani risolvono i problemi attaccandosi ad altri esseri umani, succhiando quel che di buono rimane loro. Siamo gente sanguisuga, incollata alle vite degli altri, se ci stacchiamo quel poco che crediamo di staccarci, ecco che torniamo ragazzini viziati, e basta un solo momento, una botta d’assenza, un incontro. Lecito, purché resti una parentesi della nostra vita, tutto poi sta a chiuderla questa parentesi, aprirla non ci vuole niente, il problema è proprio chiuderla. Tirare le redini. Tornare a non respirare.



Gli eroi sono le persone che fanno le cose quando devono essere fatte, incuranti delle conseguenze, pag 189.
Bisogna decidere quale botta d’assenza mettere tra parentesi, quella che ci vede sposati con due figli o quella da ragazzini? Vale più un matrimonio o un amore di gioventù mai dimenticato? Quali sono le cose giuste e le cose sbagliate? Quali sono le cose dove nessuno ci rimette? Esistono?

Per essere straordinari non è necessario essere perfetti, la prima frase del libro. In tutto ciò, c’è un figlio che non sente niente, Matteo non può dalla nascita. Ma lui già sa, ancor prima che succedano i fatti, perché ha un senso che le persone “perfette” non hanno. Un silenzio perpetuo che investe la famiglia e salva i “perfetti”. Le parole non servono, basta azzeccare le mosse, e Matteo è un campione a scacchi.

Complimenti Sara Rattaro per l’intensità di “Non volare via”, di questa storia d’amore grande e imperfetta.

Il romanzo è stato pubblicato da Garzanti nel maggio 2013, ed è già alla seconda ristampa.

Pietro De Bonis
pietrodebonis.com


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