lunedì 20 maggio 2013

Intervista a Simona Sparaco - Nessuno sa di noi


Cari lettori e cari amici, vi ho già scritto le mie impressioni sul romanzo di Simona Sparaco, Nessuno sa di Noi. Adesso vi lascio una bellissima intervista fatta  all’autrice che ringrazio ancora per la sua sensibilità e cortesia e che mi ha dedicato il suo tempo durante il Salone del libro.

Con il suo romanzo, Nessuno sa di Noi, Simona Sparaco è tra i 12 libri in finale al Premio Strega dove Mercoledì 12 giugno, a 
Roma, presso Casa Bellonci, ci sarà la votazione per la designazione
 della Cinquina dei finalisti e poi l’attesa finale il 4 luglio.

Simona Sparaco è una scrittrice e sceneggiatrice di grande talento. E’ nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore. 

Nessuno sa di noi, racconta una storia d'amore. La storia di Luce e Pietro, che si trovano ad affrontare una prova terribile, quando scoprono che il figlio che Luce porta in grembo è affetto da una gravissima patologia che lo rende incompatibile con la vita. Un romanzo che solleva molte questioni, etiche, morali, religiose, muovendosi in un terreno sconosciuto e raccontando anche un percorso di profonda rinascita interiore. Un romanzo che colpisce al cuore. Il racconto di un’esperienza di dolore e rinascita così forte da lasciare un segno indelebile nella memoria.

Eccovi l'intervista:

Francesca: Titolo forte, Nessuno sa di noi, un’affermazione che racchiude dolore, esperienza, vita. Ma anche tanta paura nell'affrontare e ammettere agli altri il proprio dolore. Io l'ho provato, anche se il mio è stato un aborto interno, di quelli silenziosi ma in ogni caso un dolore che si è portato via un po' di me.Raccontaci la tua esperienza e perché nasce questo romanzo.

Simona Sparaco: Nessuno sa di noi è un romanzo, quindi appartiene al mondo della finzione, ma quello che capita a Luce, la mia protagonista, è un dramma comune a molte donne. Ne ho voluto parlare e ho voluto sviscerare l'argomento con un'opera letteraria perché mi sono resa conto, conoscendo e frequentando i forum di cui parlo nel romanzo, che queste donne non avevano una voce disposta a raccontarle e a raccontarsi, mentre invece i meccanismi psicologici che alimentano certe scelte, e poi il senso di perdita e di sconfitta che ne consegue, ci riguardano tutti, anche quelli che questo dramma non l'hanno vissuto sulla propria pelle. Alla fine è venuta fuori una storia molto più autentica di quello che avrei immaginato mentre la scrivevo, e che offre spunti di identificazione a molte donne, e momenti di riflessione profonda a molti lettori, genitori e non, perché cerca di affrontare un tema complesso e delicato mettendo da parte il giudizio. 

Francesca:  Cito una tua affermazione durante un'intervista: " Lo scrittore deve prendere a schiaffi per poi lasciarti diverso e farti vedere le cose con un'altra prospettiva"Cara Simona, tu mi hai schiaffeggiata alla grande dalla prima all'ultima riga e mi hai lasciata piangere in diversi punti del tuo romanzo. Intendevi questo per prendere a schiaffi? (sorrido)

Simona Sparaco: In "Nessuno sa di noi" non risparmio nulla al lettore, nessun dettaglio, anche il più difficile da digerire. Mi sembrava doveroso. Se alla fine della lettura, hai un'idea diversa su quel tipo di realtà così poco conosciuta, e senti in qualche modo di aver anche esplorato più a fondo la tua stessa anima, allora significa che i miei "schiaffi" non sono stati gratuiti. E che ogni lacrima versata non si asciugherà così in fretta.

 Francesca: C'è un po' di Luce in Simona Sparaco?


Simona Sparaco: Luce è una donna sola, con una madre ingombrante anche se assente, e tutta una serie di insicurezze che non mi appartengono. E' molto diversa da me, ma ha la fortuna di aver trovato un grande amore alla quale si è aggrappata con intelligenza ed equilibrio. L'ho amata come si può amare un'amica importante, mi sono ritrovata in molti suoi ragionamenti, e so che mi resterà dentro per molto tempo, qualsiasi cosa scriverò in futuro. Sono certa che lei in qualche modo tornerà a trovarmi. 

Francesca: Mi è piaciuta molto la figura di Pietro, un uomo che attraversa insieme a Luce questo Dolore con la D maiuscola. Un uomo che sa aspettare il ritorno della sua donna con pazienza. Spesso noi donne "condanniamo" gli uomini sul fatto che non possono comprendere fino in fondo le nostre emozioni, le nostre fragilità ma uomini come Pietro esistono."…Il primo che mi abbia fatto sentire solida: lo stampo dentro al quale ho trovato una forma…" Luce e Pietro sono descritti bene in questa profondissima frase dov'è descritta anche la forma dell"'essere due in uno" in una coppia.


Simona Sparaco: Luce e Pietro si amano davvero, almeno per come la vedo io sulla questione dell'amore. Pietro, a differenza di molti altri uomini, non ha la pretesa di capire Luce fino in fondo, perché essere in due, uomini e donne, significa anche avere magari una diversa percezione del lutto e del dolore, significa due mondi soggettivi che cercano di condividere qualcosa di sé. Tutto è impossibile. Non è un errore solo degli uomini, ma secondo me delle coppie in generale. In certi casi fare un passo indietro, mettersi in attesa, significa fare un gesto di amore. Io, a quel gesto, ho voluto dare una forma narrativa, semplicemente. 

Francesca: Come si può amare così tanto qualcuno che non si conosce? Ne parli nel tuo romanzo e qui ho pianto tanto.

Simona Sparaco: Una madre che porta un figlio nel grembo e lo nutre e lo protegge, senza magari neanche avere la piena consapevolezza dell'enormità del gesto che sta compiendo, sa cosa vuol dire amare qualcuno che non si conosce. E' la voce dell'istinto che te lo dice, la voce della natura. Te ne rendi conto nel momento in cui, invece di metterlo al mondo, quel figlio lo perdi, e non hai più nulla da stringere tra le braccia, ed è in quel momento che quella voce si fa sentire, più forte e potente che mai, e la voce ti parla di un grande amore che ti mancherà per sempre. E' successo a Luce, ma è successo anche a me, quando ho perso il bambino che portavo in grembo a gravidanza avanzata. 

Francesca: Un'altra figura rilevante del romanzo è la mamma di Luce, un'altra donna che ha sofferto in silenzio, che ha riversato le sue insicurezze, le insoddisfazioni e le sue mancanze su Luce. Una madre che sa amare a modo suo. Tu sei una mamma. Quanto è difficile essere mamma-donna-amica-moglie-figlia?

Simona Sparaco: Mio figlio è ancora troppo piccolo perché io mi possa fare questa domande come mamma. Il che non significa che io non me la sia posta come figlia, come donna, come moglie e soprattutto come scrittrice. Ci ho messo solo due anni e duecentocinquanta pagine per esplorare a modo mio il tema della maternità (sorride), risponderti a questa domanda in poche righe è impossibile. 

Francesca: Qual'è colonna sonora associ a Nessuno sa di noi?

Simona Sparaco: questa è una risposta che lascio al lettore. Su questo romanzo non potrei fare altro. 

Francesca: Congratulazioni Simona, Finalista tra i 12 romanzi al Premio Strega. Ancora dobbiamo aspettare il 4 luglio 2013 ma è già una bella soddisfazione, cosa provi?

Simona Sparaco: veramente dobbiamo aspettare il 12 giugno per il passaggio da 12 a 5 ma il tuo lapsus mi fa ben sperare. Sono emozionata e ancora un pò incredula. 

Francesca: Ops…è solo un lapsus di buon auspicio, (sorrido). 

Francesca: Hai pensato che il tuo romanzo è una bellissima sceneggiatura per un film? Mentre lo leggevo avevo associato Luca Argentero a Pietro e Stefania Rocca a Luce. Lo portiamo al Cinema?E' un argomento scottante l'aborto terapeutico in Italia.


Simona Sparaco: Se Nessuno sa di noi diventasse un film, sarei doppiamente soddisfatta, perché avrei vinto definitivamente il pregiudizio su un argomento che fino a pochi mesi fa era da considerare drammaticamente tabù. 

Francesca: Simona grazie per averci regalato questa intervista e soprattutto il tuo preziosissimo tempo.



Simona Sparaco: Grazie cara per il tempo e lo spazio. Ora scappo al salone di Torino... Baci 


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1 commento:

  1. Bella intervista, mi ha tanto incuriosita la storia,voglio leggere il libro.Brava Francesca..

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